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Oscar Polli: “Passione e divertimento, così formiamo i piloti di domani alla FreeRacing”

Il titolare di FreeRacing: “Negli anni ho visto tanti ex pseudo piloti inventarsi istruttori. Ora con la Federmoto vorremmo dare delle certificazioni per i tecnici per alzare il livello di preparazione”

La presentazione di Desert Stage e Adventour Rally Tunisia, avvenuta nei giorni scorsi nella splendida cornice di Caravanserraglio, è stata l’occasione per conoscere meglio Oscar Polli, l’ex rider ormai titolare di FreeRacing, la scuola di cross ed enduro aperta ai rider in erba (fin dai sei anni) per arrivare agli Under25. Il mondo delle scuole guida si sta facendo sempre più intricato e così abbiamo deciso di parlare con uno dei precursori di questa tendenza.

Oscar, perché hai deciso di mettere tua esperienza a disposizione dei motociclisti?

“Già quando sono diventato professionista ho voluto portare la mia conoscenza a disposizione degli altri e nel 2000 ho aperto la mia prima scuola, anche se l’attività era molto leggera essendo impegnato nel mondiale. Lavoravo già coi bambini, poi mi sono interessato ai giovani e nel 2009, in associazione con la Federazione, abbiamo fatto un programma dedicato ai giovani e da lì mi sono interessato sempre di più a questa fascia d’età. Oggi seguiamo i bambini dai sei anni in su, con moto monomarcia, poi 65, 85, 50 codice, 125, motocross ed enduro, per arrivare fino all’Under 25 cercando di portare alcuni ragazzi a fare il mondiale. La finalità dei corsi è sportiva, per migliorare la propria tecnica e quindi la performance. Tanti ragazzi che curo vanno in moto per sport e poi c’è qualcuno che punta all’agonismo. Volevo creare un vivaio in cui i motociclisti che siano preparati e consapevoli e devo dire che stanno arrivando dei bei risultati”.

Oggi il panorama è molto vasto, ma storicamente sei stato tra i primi a seguire i bambini.

“Sì, ho iniziato del 2012 e devo dire, purtroppo, che negli anni ho visto tanti ex pseudo piloti inventarsi istruttori. Ora con la Federmoto vorremmo dare delle certificazioni per i tecnici per alzare il livello di preparazione”.

A proposito, qual è stata la tua formazione?

“Io mi sono formato a partire dai 16 anni da preparati belgi e svedesi. Facevamo dei campus in Italia e all’estero dove questa forma di insegnamento era già una realtà. Sono state delle buone scuole perché una volta non c’era l’occasione di andare in moto tutti i giorni”.

Attività sportiva e agonistica non sono la stessa cosa e tu ci tieni a precisarlo.

“Spesso si confondono le due cose. Io sono un allenatore conservativo: c’è un alto tasso di abbandono per motivi legati ai costi, ma che al livello di competitività e al fatto che si possa arrivare troppo presto alle gare. Un allenatore e la famiglia non devono influire sui ragazzi. La capacità di un tecnico è riuscire a tenere vicini i ragazzi, farli crescere, fargli intravedere le loro possibilità e portarli alle gare senza forzarli”.

Un problema serio è l’aspetto economico. Seguite i talenti anche dal punto di vista manageriale?

“Sì. Quando ci sono le condizioni seguiamo i ragazzi supportandoli sia economicamente sia a livello manageriale e a seconda delle situazioni si cerca di portarlo avanti, ma dandogli modo di seguire la sua strada senza obbligarlo a fare quello non vuole. Sfatiamo un mito: la moto costa ma solo se si vogliono moto e abbigliamento da ultimo grido. Alla base ci sono la passione e il lavoro che non significa per forza vincere”.

In percentuale, quanti sono quelli che vengono per lo sport e chi invece ha un enduro da 20.000 euro e vuole imparare a fare fuoristrada?

“Tutti sono ben accetti perché è importante saper imparare ad andare bene in moto. Abbiamo motociclisti di ogni tipo e appassionati di ogni brand. Nella moto c’è tanto da lavorare e molto dipende dall’allenatore che è in grado di stimolare i suoi allievi e formarli. Molti fanno un percorso breve e poi cambiano, altri si appassionano e proseguono facendo altri corsi per affrontare in maniera ottimale eventi come la Transitalia Marathon”.

Se qualcuno volesse seguire i tuoi corsi, dove deve recarsi?

“A Milano abbiamo delle zone dove possiamo operare in ambito privato oppure in Piemonte a Santhià e in Toscana a Montepulciano. Con un certificato medico di buona costituzione e pochi soldi si possono prendere la moto da due o quattro tempi, il casco, l’abbigliamento, l’assicurazione e tutto quello che serve”.

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