Piaggio Beverly Tourer 2008 – test ride

Nuove cromature (gli specchietti, le modanature laterali e vicino allo scudo sono infatti stati arricchiti con la cromatura) e il cupolino rivisto e ora fumè gli conferiscono un aspetto ancora più autoritario ed esclusivo. Il vano sottosella è sufficientemente capiente, ospita infatti due caschi jet, e la strumentazione chiara e semplice, come molto accessibili sono […]

Nuove cromature (gli specchietti, le modanature laterali e vicino allo scudo sono infatti stati arricchiti con la cromatura) e il cupolino rivisto e ora fumè gli conferiscono un aspetto ancora più autoritario ed esclusivo. Il vano sottosella è sufficientemente capiente, ospita infatti due caschi jet, e la strumentazione chiara e semplice, come molto accessibili sono i comandi al manubrio. Nonostante non sia certo un peso piuma lo si manovra semplicemente nel traffico e riesce anche a svicolare tra le macchine negli ingorgati centri cittadini, dove può accedere senza nessun problema, vista la sua omologazione Euro3. Scatta e và al semaforo verde, raggiunge velocità di tutto rispetto, senza costringere chi lo guida a temere improvvisi sbalzi indietro nel tempo a causa dell’eccessiva velocità (da 105 a 155 Km/h a seconda della motorizzazione). Anche i colori sono improntati più all’eleganza che alla sportività, si va dal grigio pulsar al blu midnight, al nero grafite senza trascurare quello che va più di moda adesso e che in Piaggio chiamano Avorio Naiade. Sul guidato si comporta sempre molto bene, l’impianto frenante è molto buono, con dischi da 260mm che lo arrestano anche in spazi ridotti senza arrivare al bloccaggio delle ruote, a meno che, certo, non si tiri la canonica inchiodata.

La seduta è comoda e accessibile, alta 775 o 790mm a seconda del modello, e anche su terreni sconnessi o, come spesso capita nelle città, su dossi o nell’affrontare buche non trasmette grossi fastidi al conducente e anche il passeggero trova una posizione comoda e può tranquillamente rilassarsi e godersi il viaggio. Che scooter è quindi questo? Uno scooter per dandy e non per smanettoni è la risposta più immediata, più scontata, ma anche più calzante: ha ottimi requisiti tecnici, come il telaio tubolare a doppia culla in acciaio ad alta resistenza, è comodo e pratico, offre spazio per portare carichi e anche passeggeri senza che assomiglino a pappagalli sul trespolo e soprattutto sembra essere uno dei pochissimi che si distinguono in fatto di design e personalità in un panorama ormai appiattito da taglienti missili dalle terga gonfie. Forse potrebbe essere giunto il momento per ripensare la scala di valori utilizzati all’atto dell’acquisto di un mezzo a due ruote, in modo che non siano più le velocità massime da capogiro, per altro sempre più fuori luogo nelle città affollate o sulle supestrade ipervigilate da tutor e autovelox, ma caratteristiche come comodità, personalità e stile, visto soprattutto l’appiattimento estetico che il segmento scooteristico vive.

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