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Piaggio rilancia Laverda?

Gira la voce che il gruppo di Pontedera, sempre attento ai trend di mercato, possa rispolverare lo storico marchio vicentino con una cafè racer di media cilindrata

Le voci che girano dicono che il gruppo Piaggio ci starebbe facendo più di un pensiero. L’idea è quella di togliere i veli appesantiti dalla polvere dalle carene arancioni delle Laverda e riaccendere i motori.
Tra le poche moto che si vendono in questo periodo, si rivede un ritorno in sella a quelle moto che richiamano le cafè racer di un tempo come la Moto Guzzi V7 Racer, la Triumph Bonneville o Thruxton e la rediviva Norton Commando.
Moto che non sono famose per la potenza e le prestazioni ma che sanno affascinare gli amanti delle due ruote, che non cercano moto estreme e disperate ma che vogliono salire in sella alla libertà senza esasperazione, perché tanto in città è impossibile correre cercando di evitare le buche nell’asfalto e le auto sempre più numerose.
Ecco quindi che il marchio Laverda potrebbe tornare a far risuonare il suo motore per le strade dal 2011 con una moderna cafè racer motorizzata Shiver.

Ai più giovani il nome Laverda farà pensare ad altri tipi di mezzi meccanici, ma a chi ha la passione delle due ruote il suo nome fa battere il cuore.
E’ una delle aziende motociclistiche più vecchie d’Italia, fondata a Breganze, in provincia di Vicenza, nel 1947 da Franceso Laverda, direttore tecnico dell’importante azienda famigliare.

Nel 2000 viene acquisita dalla Aprilia ma l’azienda di Noale non attraversa un buon periodo finanziario e non riesce a mantenere un adeguato livello produttivo.
Così nel 2004 Laverda passa al Gruppo Piaggio che acquista Aprilia e tutti i suoi marchi in portafoglio (oltre a Laverda anche Moto Guzzi).
Nel 2006 la Piaggio è costretta a fermare la produzione delle Laverda perché necessità di capitali per il suo riassetto e preferisce concentrarsi sugli altri marchi, lasciando decadere quello di Breganze.
L’ultima motocicletta prodotta è la SFC1000 spinta da un motore bicilindrico V60 da ben 140 cv con scarichi in titanio, una sola candela per cilindro.

Tornare a parlare di Laverda è già positivo e sarebbe davvero molto bello poter rivedere le livree arancioni in giro per le strade, proprio come negli anni gloriosi, quando i tempi erano diversi e si poteva sentire distintamente il suono di una moto in lontananza farsi sempre più vicino.
Non ci resta che aspettare.

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