Prova Suzuki GSX-S750 Yugen Carbon: la Naked “italiana” che arriva dal Giappone

“Svestita” di tutto punto, la Yugen Carbon è un’interpretazione esclusiva della sportivissima GSX-S750 che fa girare la testa grazie ad un pacchetto accessori studiato per impreziosirne il look ed esaltarne il sound

Suzuki GSX-S750 Yugen Carbon ABS: Alto. Il settemezzo secondo Suzuki, per girare bene, deve girare alto. La sensazione che si ha, una volta in sella, infatti, è quella di guidare una moto di quelle come “si facevano una volta”. E se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, l’affilata GSX-S750 è adesso ancora più aggressiva grazie ai dettagli scelti per conferirle l’appellativo “Yugen”.

Questo termine di origine giapponese viene utilizzato per definire “le capacità misteriose che non possono essere descritte a parole”, quasi a voler dire che questa special su base GSX-S750, va osservata e guidata per essere interpretata. Partiamo dal concetto che la base di partenza resta comunque una delle moto oggi in commercio che incarna al meglio il concetto di naked sportiva secondo Suzuki, pur essendo passato qualche anno dalla sua presentazione; è la via di mezzo che non ti aspetti, capace di supportarti negli spostamenti di ogni giorno o nei giri del week end, senza disdegnare qualche track day che non comporti una guida troppo serrata che potrebbe mettere in difficoltà il reparto sospensioni, comunque concepito per un utilizzo stradale.

Fin dal 1985, anno di uscita della prima GSX-R750, questa cilindrata ha da sempre portato fortuna alla casa di Hamamatsu che, per la sua ultima versione, ha scelto di adottare un propulsore derivato da quello della GSX-R750 K5, rendendolo fruibile e senza on-off ai bassi, ma rabbioso e dotato di un grande allungo quando si superano gli 8.000 giri/min. Dottor Jackyll e Mr. Hide uniti nella stessa moto, per incontrare l’apprezzamento di una vasta fascia di appassionati che vanno dal neofinta (è infatti disponibile anche una versione depotenziata a 35kw per la guida con patente A2) all’appassionato che predilige l’agilità di una “settemezzo” al maggior impegno richiesto quando si passa al litro di cilindrata. Proprio con la versione depotenziata della GSX-S750 Yugen Carbon, noi di Infomotori abbiamo preso parte ad un corso ideale per chi vuole fare esperienza ed imparare a guidare la moto in tutta sicurezza.

Affilata e tagliente… semplicemente Yugen!

Suzuki GSX-S750 Yugen Carbon dettagli estetici

Scarico SC, cupolino fumè e guscio monoposto: ricetta Yugen!

Il concetto che si nasconde dietro alla parola Yugen è legato al mondo delle misteriose arti giapponesi: è noto che le creazioni provenienti dal Sol Levate abbiano un appeal particolare e che, nel caso di questa ricca versione, viene amplificato ulteriormente, unendo prestazioni e fascino in un oggetto unico. Le forme della GSX-S750 sono appuntite e tese, a voler evidenziare l’indole sportiva della naked di Hamamatsu che è stata arricchita con componenti scelti per incontrare l’apprezzamento del suo pubblico: l’elemento di maggior impatto è senza ombra di dubbio il silenziatore racing SC1R con finitura in carbonio (da qui la definizione Yugen Carbon) prodotto in esclusiva dalla SC-Project di Cassinetta di Lugagnano.

Realizzato grazie all’esperienza maturata della rinomata azienda nel settore delle competizioni, presenta una finitura in carbonio con targa dedicata che ne esalta il look, riducendo contestualmente il peso: con i suoi 2,16 kg infatti, il silenziatore SC pesa meno della metà di quello originale. La ciliegina sulla torta è ovviamente il sound, componente imprescindibile quando si parla di 4 cilindri che girano alti; all’accensione la voce è rauca ma si “schiarisce” man mano che i giri aumentano. Quando si passa quota 6.000, la colonna sonora si fa coinvolgente per poi diventare esaltante all’avvicinarsi del limitatore.

Altra chicca presente in esclusiva solo sulla Yugen è il guscio coprisella che riveste la porzione di seduta destinata al passeggero: l’accessorio originale Suzuki è caratterizzato da una pinna aerodinamica centrale e da un inserto in gomma dura con il logo GSX-S stampato al suo interno. Una volta installato, la Yugen assume un look ancora più sportivo diventando una monoposto dura e pura. Un ulteriore elemento distintivo proveniente dal catalogo accessori originali Suzuki, è il cupolino fumè in plexiglass che agisce quale protezione del display LCD, deviando anche l’aria dal busto del pilota, pur se in minima parte.

Il gruppo ottico anteriore è ben sagomato e si integra alla perfezione con lo shape della moto, senza sbilanciarne il perfetto equilibrio ottenuto dal sapiente mix di linee che caratterizzano il serbatoio, i fianchetti laterali, il bel puntale che abbraccia il tubo di scarico e l’appuntito codino con il gruppo ottico a led integrato nel profilo del codone.

Basta salire in sella per cucirsela addosso

La discesa in piega è solamente un piacere grazie alla ciclistica eccezionale

Bisogna stringerla tra le gambe per capire quanto sia stata ben studiata fin nel minimo particolare. La seduta è comoda ed accogliente, con il manubrio a sezione variabile posizionato alla giusta distanza; unica nota, lo avremmo preferito un pochino più largo, anche se questa non è certamente una pecca. La sella modellata e dal comfort che non ti aspetti per una naked di questo tipo, è ben conformata e agevola gli spostamenti del corpo in fase di impostazione delle curve.

Le pedane in alluminio total black ereditate dalla sorellona GSX-S1000, sono montate in posizione non troppo arretrata in modo da fornire un buon compromesso tra guida sportiva e utilizzo nel quotidiano. Di certo c’è che la posizione in sella non affatica e il raggio si sterzo permette di muoversi nel traffico in maniera agevole, merito anche del sistema Low RPM Assist che regolarizza il regime del motore quando si stacca la frizione ai bassi regimi di rotazioni rendendo praticamente impossibile lo spegnimento improvviso che potrebbe portare all’appoggio a terra della moto.

Quando si esce dalla città per imboccare strade a percorrenza veloce, la GSX-S750 Yugen si dimostra stabile e reattiva. Il cupolino offerto non è certamente quanto di più protettivo ci sia e quindi, nel caso di lunghi trasferimenti sul dritto, preparatevi ad essere investiti dalle classiche turbolenze che, inevitabilmente, si vengono a creare alla guida di qualsiasi naked senza la dovuta protezione aerodinamica.

La Suzukina ha un quadro strumenti LCD ben leggibile e ricco di informazioni alle quali bisogna solamente fare abitudine: dominato dai giri motore e dalla velocità di marcia, mostra anche indicatore stato carburante, chilometraggio parziale e totale, attivazione dell’ABS, marcia inserita e livello di intervento del Traction Control. Sì, perché la GSX-S750 ha un ottimo controllo di trazione settabile su tre livelli differenti: il primo step permette una guida sportiva quasi senza compromessi mentre, il secondo step, è più invasivo ma comunque ponderato per una guida brillante.

Il livello tre è idoneo alla guida su fondi irregolari, sulla pioggia o in inverno, quando la ruota posteriore è portata a scivolare per via delle scarse condizioni di aderenza del fondo stradale. Per godere al massimo delle doti dinamiche della GSX-S750 Yugen, è possibile disinserire il dispositivo di controllo e vivere tutte quelle emozioni che il rinnovato settemezzo è capace di regalare quando viene guidato al massimo delle sue possibilità.

Motore di derivazione GSX-R per emozioni pure!

Il propulsore della GSX-R750 K5 è stato aggiornato e rivisto

Il downsizing delle cubature sta portando i costruttori a investire su cilindrate minori che – in alcuni casi –sembrano dimenticarsi di quelle che sono le “sensazioni” di guida che un veicolo a due ruote dovrebbe saper regalare. Per la loro naked invece, i tecnici di Hamamatsu hanno preso come base di partenza il motore della Suzuki GSX-R750 K5, punto di riferimento per le settemezzo supersportive: se la versione normale della GSX-S750 ha una potenza di 114 cv a 10.500 giri, grazie allo scarico SC-Project la Yugen fa registrare 118,5 cv con un picco di coppia pari a 81 Nm a 9.000 giri/min.

I valori di potenza e coppia simili a quelli di motociclette appartenenti a categorie superiori, non devono fuorviare dall’utilizzo che si può fare di questa splendida naked: fruibile e gestibile ai bassi, diventa un’arma affilata quando la si porta oltre gli 8.000 giri. Il propulsore inizia a “vivere” e la spinta continua fino al limitatore; peccato per la mancanza dell’ormai classico cambio elettronico che permetterebbe cambiate fulminee senza perdere tempo nel giocare con la frizione. Tanto divertimento è reso possibile grazie al sistema “Suzuki Dual Throttle Valve” che è stato studiato per assicurare una combustione sempre efficiente, il che si traduce in potenza facile da controllare ad ogni regime d’utilizzo. In aggiunta, il sistema di iniezione digitale, il controllo elettronico del minimo e l’uso delle candele all’iridio contribuiscono ad una risposta regolare dell’acceleratore, ad una buona coppia fin dai bassi regimi ed a un avviamento sempre preciso e a basse emissioni.

Dinamica da regina della categoria

Basta insistere con l’acceleratore e la GSX-S vi regalerà emozioni di “categoria superiore”

Il telaio perimetrale agile e compatto, complice l’interasse contenuto in 1455 mm e l’inclinazione dell’angolo di sterzo pari a 25° per 104 mm di avancorsa, rende la GSX-S750 Yugen agile e divertente fin dal primo impatto: la ciclistica concilia scelte di derivazione racing a caratteristiche di docilità e maneggevolezza che possano rendere la moto idonea ad un ampio range di utilizzi. Il bello di questa naked, forse, è racchiuso proprio in questa formula: alla guida, la sensazione di stabilità aumenta con il crescere dell’andatura, regalando al pilota quella bella sensazione di avere tutto sotto controllo in ogni momento.

La discesa in piega avviene in maniera naturale e sicura, forte dell’appoggio delle specifiche coperture Bridgestone Battlax Hypersport S21 nate dall’esperienza maturata in circuito; le asperità dell’asfalto vengono gestite egregiamente dalla forcella Kayaba a steli rovesciati da 41 mm regolabile nel precarico mentre, al posteriore, è presente un classico mono regolabile anch’esso solo nel precarico della molla. La frenata è affidata alle pinze ad attacco radiale a quattro pistoncini che agiscono su una coppia di dischi flottanti da 310 mm con disegno a margherita, tutto di casa Nissin. L’ABS ha una taratura eccellente e non si dimostra mai invasivo, nemmeno nella guida più sportiva.

OPINIONI, PREZZI E CONSUMI

Senza dubbio una delle “settemezzo” più belle disponibili sul mercato

Con un prezzo di listino pari a 9.090 Euro f.c., vi mettete in garage una Suzuki GSX-S750 Yugen Carbon ABS con la colorazione della moto utilizzata nel nostro test; considerando lo scarico dedicato SC-Project, la copertura aerodinamica per la seduta del passeggero ed il cupolino fumè originali Suzuki, i 400 Euro in più rispetto alla versione “normale”, sono ben più che giustificati. Se poi preferite la versione nera in stile “street racer”, allora indirizzatevi sulla GSX-S750Z Yugen Carbon ABS, dove la “Z” identifica la particolare colorazione per la quale è richiesto un ulteriore sovrapprezzo di 100 Euro rispetto alla versione in prova. Non ci stanchiamo di ripetere che, anche grazie alla possibilità di averla in versione depotenziata a 35 Kw (Guida con patente A2) ed al peso contenuto in soli 213 kg, questa naked è adatta davvero a tutti. Il settemezzo rappresenta una bella “via di mezzo” tra i 600 ed i più estremi 1000: idonea all’utilizzo di tutti i giorni grazie alla posizione in sella pressoché perfetta, può essere portata al limite con grandi soddisfazioni, a patto di sapere come gestirla, perché il motore nato dalle ceneri della GSX-R750 K5 – quando gira alto – spinge forte ed ha bisogno di essere gestito con perizia. Ciliegina sulla torta, i consumi: utilizzandola sia in città che per giri fuori porta, abbiamo registrato un consumo medio di 5,1 lt per 100 km che – chiaramente – aumentano e non di poco se la si guida con piglio sportivo. Una moto per tutti insomma, con il plus di un’estetica che solo questa versione Yugen può offrire.

Ha collaborato Gianluca Cuttitta

Abbigliamento utilizzato nel test:

Casco: Caberg Drift Evo
Giacca, guanti, pantaloni e scarpe: Alpinestars

ARTICOLI CORRELATI