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SBK 2009 – Salt Lake City

Dopo le immagini della gara, ecco tutte le girls! Doppia vittoria di Ben Spies sul circuito casalingo, magistrale prestazione di Fabrizio, ora candidato ad essere il pilota leader del Team Ducati Xerox

Superpole. Secondo appuntamento nel gigantesco complesso americano del Miller’s Motorpark, unica pista che ribalta la consueta situazione tra Spies e tutti gli altri: sul circuito americano, infatti, è stavolta Spies a conoscere bene ogni singola curva, mentre tutti gli altri piloti si trovano ad affrontare una pista quasi nuova. Si scende in pista per affrontare la tripla manche della superpole.
Le moto scendono in pista e Ben Spies, padrone di casa, subito ferma il cronometro a 1’49″330, mentre pochi secondi dopo la Ducati di Byrne rovina a terra. Figura molto bene l’americano Hacking, sostituto di Tamada, che a 2 secondi dalla fine della manche batte il tempo del connazionale Spies con 1’49″216. Passano quindi il turno, nell’ordine: Hacking, Spies, Smrz, Fabrizio, Checa, Haga, Rea, Kiyonari, Haslam, Nakano, Byrne, Nieto, Parkes, Biaggi, Kagayama e Scassa.
Nella seconda manche il giapponese ufficiale Honda Kiyonari riesce ad abbassare il tempo ad 1’48″659, cui replica subito Fabrizio con 1’48″594, ma è Spies che piazza un 1’48″319, che rimarrà il miglior tempo dell’intera sezione. Qualche nuvolone e l’eco dei tuoni incombono sul tracciato dello Utah, ma a parte qualche goccia si prosegue come se nulla fosse e nessuno passa alle gomme da bagnato. Biaggi cade e corre a prendere la seconda moto con la quale, però non riuscirà a rimanere in corsa per la terza manche. Altra esclusione d’eccellenza riguarda Nitronori Haga, buttato fuori, a pochi secondi dalla fine della manche, dagli otto che passano il turno e così l’ultimo segmento di superpole avrà come protagonisti: Spies, Fabrizio, Kiyonari, Smrz, Checa, Parkes, Hacking e Byrne.
Ultima sezione, quella in cui si stabilisce l’ordine di partenza. Nessuno scossone, nessuna sorpresa: Fabrizio tenta di salire di posizione, ma Ben Spies sembra avere un passo completamente diverso da tutti gli altri e conquisterà così la settima pole consecutiva, nuovo record dal 1991, davanti a: Checa, Kiyonari, Fabrizio, Smrz, Byrne, Parkes e Hacking.

1  19 Spies B. (USA) Yamaha YZF R1 1’48.344
2   7 Checa C. (ESP) Honda CBR1000RR 1’48.908
3   9 Kiyonari R. (JPN) Honda CBR1000RR 1’49.243
4  84 Fabrizio M. (ITA) Ducati 1098R 1’49.434
5  96 Smrz J. (CZE) Ducati 1098R 1’49.658
6  67 Byrne S. (GBR) Ducati 1098R 1’49.982
7  23 Parkes B. (AUS) Kawasaki ZX 10R 1’51.328
8   2 Hacking J. (USA) Kawasaki ZX 10R 1’51.438
9  41 Haga N. (JPN) Ducati 1098R 1’49.516
10  56 Nakano S. (JPN) Aprilia RSV4 Factory 1’49.528
11  65 Rea J. (GBR) Honda CBR1000RR 1’49.541
12  91 Haslam L. (GBR) Honda CBR1000RR 1’49.765
13  71 Kagayama Y. (JPN) Suzuki GSX-R 1000 K9 1’50.114
14  10 Nieto F. (ESP) Suzuki GSX-R 1000 K9 1’50.488
15  99 Scassa L. (ITA) Kawasaki ZX 10R 1’50.987
16   3 Biaggi M. (ITA) Aprilia RSV4 Factory 1’51.351
17  36 Lavilla G. (ESP) Ducati 1098R 1’50.344
18  25 Salom D. (ESP) Kawasaki ZX 10R 1’50.633
19  57 Lanzi L. (ITA) Ducati 1098R 1’50.868
20  31 Muggeridge K. (AUS) Suzuki GSX-R 1000 K9 1’51.004
21  11 Corser T. (AUS) BMW S1000 RR 1’50.793
22  66 Sykes T. (GBR) Yamaha YZF R1 1’50.807
23  98 Zemke J. (USA) Honda CBR1000RR 1’51.072
24 111 Xaus R. (ESP) BMW S1000 RR 1’51.166
25  33 Hill T. (GBR) Honda CBR1000RR 1’51.451
26  64 Nigon E. (FRA) Yamaha YZF R1 1’52.137

Gara1. Il tempo migliora, le nubi non incombono più sul nastro d’asfalto da 4907 metri dello Utah e tutto sembra promettere una gare emozionante. Il semaforo rosso si spegne, parte il gruppo di piloti, ma è Ben Spies che subito si stacca in avanti e comincia a distanziare gli altri, mentre invece Fabrizio parte molto male e rimane intrappolato in nona posizione, due posti dietro al concittadino Biaggi.
Dopo un giro “gomito” Spies già dà 2 secondi a Nakano che su Aprilia è quindi il primo degli inseguitori, ancora compatti. Haga non sembra essere in giornata, ma è comunque terzo, vede però la Honda ufficiale di Kiyonari superarlo, mentre lo scontro capitolino vede il giovane Fabrizio mettersi alle spalle il veterano Biaggi. Al terzo giro altro scontro nipponico, sempre con l’agguerrito Kiyonari che supera Nakano, mentre Fabrizio punzecchia la Kawasaki di Parkes attendendo il momento giusto per superarlo, cosa che avviene dopo poco e, anzi, Fabrizio supera anche il compagno di squadra Haga, in evidente difficoltà. Da solo in testa Spies, seguito da Kiyonari, Haga e Fabrizio che comincia a ricucire il distacco dalla testa, mentre dietro di lui Haga cerca di contenere i danni. L’americano Kawasaki Hacking supera Biaggi e punta Parkes, che si mette dietro poco dopo. L’Aprilia di Biaggi riesce a recuperare Hacking, mentre il compagno di squadra Nakano cade e si rialza tenendosi la mano, ma poco dopo un’altra caduta, stavolta Muggeridge che rimane però in pista con tutta la moto, i direttori di gara danno la bandiera rossa, quindi tutti ai box e pausa forzata.
Si riparte con una nuova griglia che non si capisce bene da dove salti fuori, rendendo così vane le giornate di venerdì e sabato.
La nuova griglia vede quindi in testa Spies, seguito da Kiyonari, Checa, Fabrizio, Haga, Parkes, Hacking, Biaggi, Rea, Haslam, Smrz, Byrne, Kagayama, Nieto, Corser, Sykes e poi tutti gli altri.
C’è da tenere presente però che alla ripresa della gara non sarà la posizione in pista a determinare il vincitore, ma la sommatoria tra i tempi prima dell’incidente di Muggeridge e quelli ottenuti successivamente: così lo spettatore si troverà a vedere un pilota, ad esempio, in quarta posizione, mentre alla fine potrebbe essere ottavo. Lasciando perdere il pastrocchio del regolamento e la mancanza da parte dei commentatori nello spiegare come funzionino i meccanismi che determinano la classifica finale, si va di nuovo al semaforo. Stavolta è Kiyonari a partire primo, subito tallonato da Ben Spies che assolutamente non vuole grane nella sua gara casalinga. Rea supera Biaggi, Fabrizio sopravanza Byrne e si mette all’inseguimento della Kawasaki di Hacking che, a sua volta, supera Haga. Parkes e Hacking bloccano il romano, ma quando le due verdi si toccano è proprio quest’ultimo ad avvantaggiarsene e a superarle entrambe, portandosi dietro la Honda Stiggy di Haslam che supera Hacking. Parkes, rimasto dietro dopo essere stato toccato dal compagno di squadra, viene superato anche da Haga, mentre Kiyonari per la troppa foga rischia un high side e viene superato dal compagno Rea. Byrne mette il turbo e dopo un primo tentativo andato a vuoto su Haga, riesce a passarlo, inforcando poi anche Haslam, mentre Biaggi riesce a superare Kiyonari.
Nel finale è Fabrizio a dare spettacolo: prima supera Kiyonari poi in un paio di giri riaggancia di nuovo il romano e lo supera. Biaggi non ci sta e forte della maggiore accelerazione della sua Aprilia tenta di ripassarlo sui rettilinei in ben 2 occasioni, ma Fabrizio stacca sempre dopo e mantiene la posizione.
Lasciando perdere gli arrivi alla bandiera a scacchi, che creano solo confusione a causa del regolamento poco chiaro, Spies vince indubbiamente la gara, seguito, per sommatoria di tempi da: Checa, Fabrizio, Kiyonari, Rea e Biaggi.

1  19 Spies B. (USA) Yamaha YZF R1 38’30.945 (160,527 kph)
2   7 Checa C. (ESP) Honda CBR1000RR 9.394
3  84 Fabrizio M. (ITA) Ducati 1098R 12.742
4   9 Kiyonari R. (JPN) Honda CBR1000RR 14.276
5  65 Rea J. (GBR) Honda CBR1000RR 14.915
6   3 Biaggi M. (ITA) Aprilia RSV4 Factory 15.461
7   2 Hacking J. (USA) Kawasaki ZX 10R 22.901
8  96 Smrz J. (CZE) Ducati 1098R 25.425
9  41 Haga N. (JPN) Ducati 1098R 25.870
10  91 Haslam L. (GBR) Honda CBR1000RR 26.093
11  67 Byrne S. (GBR) Ducati 1098R 26.181
12  71 Kagayama Y. (JPN) Suzuki GSX-R 1000 K9 29.275
13  66 Sykes T. (GBR) Yamaha YZF R1 38.365
14  36 Lavilla G. (ESP) Ducati 1098R 39.454
15  11 Corser T. (AUS) BMW S1000 RR 39.513
16  10 Nieto F. (ESP) Suzuki GSX-R 1000 K9 48.889
17  57 Lanzi L. (ITA) Ducati 1098R 50.747
18  98 Zemke J. (USA) Honda CBR1000RR 51.446
19  99 Scassa L. (ITA) Kawasaki ZX 10R 54.472
20  25 Salom D. (ESP) Kawasaki ZX 10R 58.525
21 111 Xaus R. (ESP) BMW S1000 RR 1’07.572
22  64 Nigon E. (FRA) Yamaha YZF R1 1’18.092
RET  23 Parkes B. (AUS) Kawasaki ZX 10R 
RET  56 Nakano S. (JPN) Aprilia RSV4 Factory 
RET  31 Muggeridge K. (AUS) Suzuki GSX-R 1000 K9

Gara2. La spettacolare pista dello Utah è pronta per dar vita alla seconda manche di questa tappa della Superbike. Esattamente come nella prima gara è Spies a partire davanti a tutti, ma stavolta seguito dall’amico, per quanto avversario, Michel Fabrizio su Ducati ufficiale, a sua volta davanti a Checa, Haga, Biaggi, Rea, Kiyonari e poi tutto il gruppo. Spies vuole replicare la prima gara andandosene in solitaria, ma Fabrizio questa volta non ci sta e sebbene l’americano parta meglio riesce a rimanergli a circa un secondo di distanza, mentre tutti gli altri non sono in grado di reggere il ritmo.
Biaggi vorrebbe subito inseguire i due davanti e quindi tenta di superare Haga, ma non riesce e anzi viene a sua volta superato da Rea che addirittura supera anche Haga alla fine del rettilineo del traguardo.
Siamo ancora al quarto giro che già due piloti lasciano la gara: Carlos Checa, uno dei favoriti, cade e cade anche Luca Scassa sulla Kawasaki del team Pedercini, dopo aver toccato la Kawasaki di Hacking, costretto ad andare nella ghiaia, ma senza cadere.
Spies continua quasi in solitaria: distacca Fabrizio di un secondo e mezzo e ne sente il fiato sul collo, ma comunque non ci sono possibilità che il romano riesca a farglisi più sotto.
Biaggi ritenta il sorpasso su Haga sempre sul rettilineo del traguardo e stavolta ci riesce.
Altra caduta al settimo giro: stavolta tocca a Lavilla lasciare la moto sdraiata a terra.
Kiyonari sembra ricordarsi di avere una Honda HRC superufficiale e quindi supera Biaggi, ma l’esperto romano non ci sta e ricupera il “ragazzino” giapponese, mentre Haslam supera Haga, che evidentemente affronta una giornata nera; Hacking di nuovo nella ghiaia, di nuovo senza cadere, ma viene così costretto all’ultima posizione, che sarà poi la sua posizione definitiva.
Biaggi perde due posizioni e vede ora davanti a sé gli scarichi di Kiyonari e Haslam, con l’agguerrita Honda Stiggy.
Haga praticamente fa la boa in pista e viene superato pure da Nakano, non certo uno dei più veloci in pista, Haslam supera Kiyonari e punta l’altra Honda ufficiale, quella di Rea.
Al diciassettesimo giro la gomma anteriore di Fabrizio è ormai andata e il bravissimo pilota romano è costretto a limitare le staccate al limite che ha fatto fino a questo punto per tenere nel mirino l’imprendibile Ben Spies. Più indietro Rea riprende la sua posizione superando Haslam e anche Biaggi riprende la sua posizione rimettendosi dietro Ryuichi Kiyonari. Ormai poche curve separano i piloti dal traguardo quando Haslam tocca il cordolo con la pancia di una carena e rovina così in terra finendo nel peggior modo l’eccellente prestazione fatta fin qui. La bandiera a scacchi sventola, Spies la saluta alzando la ruota anteriore, mentre Fabrizio, che arriva secondo davanti a Rea, Biaggi e Kiyonari, ancora non si vede.
Doppietta quindi per il texano che finalmente senza guasti tecnici o cadute riesce a far vedere il suo pieno potenziale, impartendo una lezione di guida in solitaria e riducendo il distacco da Haga, ma la prestazione da applauso è quella di Fabrizio che, gara dopo gara, dimostra di essere al momento l’unico in grado di tener testa all’alieno Spies e candidandosi come pilota ufficiale, visti i risultati, nel team Ducati Xerox.

1  19 Spies B. (USA) Yamaha YZF R1 38’25.391 (160,914 kph)
2  84 Fabrizio M. (ITA) Ducati 1098R 9.080
3  65 Rea J. (GBR) Honda CBR1000RR 14.357
4   3 Biaggi M. (ITA) Aprilia RSV4 Factory 15.636
5   9 Kiyonari R. (JPN) Honda CBR1000RR 17.156
6  96 Smrz J. (CZE) Ducati 1098R 17.546
7  56 Nakano S. (JPN) Aprilia RSV4 Factory 19.659
8  41 Haga N. (JPN) Ducati 1098R 23.455
9  66 Sykes T. (GBR) Yamaha YZF R1 30.489
10  67 Byrne S. (GBR) Ducati 1098R 31.775
11  23 Parkes B. (AUS) Kawasaki ZX 10R 33.246
12  71 Kagayama Y. (JPN) Suzuki GSX-R 1000 K9 36.758
13  10 Nieto F. (ESP) Suzuki GSX-R 1000 K9 36.887
14  57 Lanzi L. (ITA) Ducati 1098R 37.290
15  98 Zemke J. (USA) Honda CBR1000RR 42.639
16 111 Xaus R. (ESP) BMW S1000 RR 42.777
17  11 Corser T. (AUS) BMW S1000 RR 45.596
18  25 Salom D. (ESP) Kawasaki ZX 10R 1’09.237
19   2 Hacking J. (USA) Kawasaki ZX 10R 1’26.703
RET  91 Haslam L. (GBR) Honda CBR1000RR 
RET  36 Lavilla G. (ESP) Ducati 1098R 
RET  64 Nigon E. (FRA) Yamaha YZF R1 
RET   7 Checa C. (ESP) Honda CBR1000RR 
RET  99 Scassa L. (ITA) Kawasaki ZX 10R

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