Superbike 2016, ritorno ufficiale di Yamaha con Guintoli, Lowes e un po’ di Rossi

Ormai mancava solo l'annuncio ufficiale a decretare il rientro della casa di Iwata in Superbike, ed è finalmente arrivato con la conferma di piloti e main sponsor. La YZF R1 rientra tra le derivate col preciso scopo di vincere e vincere subito. Melandri dovrà bussare a Ducati Althea e l'Honda Ten Kate ad uno sponsor.

É arrivata l’ufficialità, ma a dire il vero mancava solo quella per dare come certo il rientro di Yamaha in Superbike nel 2016. La casa di Iwata infatti ha raccolto numerosi successi quest’anno, dalla vittoria all 8 Ore di Suzuka ad una serie di importanti traguardi nei campionati nazionali Superbike.

Ecco, quindi, che la nuova YZF R1 scende in pista tra le derivate di serie per andare a caccia della vittoria e convincere ancora di più gli appassionati. I piloti sono l’ormai ex campione in carica Sylvain Guintoli ed il giovane e promettente Alex Lowes, a cui verrà affidata una R1 targata Pata e Crescent: il marchio delle patatine infatti, che fino ad ora era stato con Honda, ha deciso di spostarsi ad Iwata per una maggiore visibilità dopo aver richiesto a più riprese una nuova moto ad HRC.

Se la Honda dovesse presentare la nuova CBR 1000 RR 2016, aggiornata come ci aspettiamo (qui l’articolo), sarebbe dura da digerire per Pata che con il Team Ten Kate ha passato diversi anni. A trovarsi fuori dall’accordo, o meglio a piedi, è stato Marco Melandri: il ravennate infatti era convinto che sarebbe rientrato in SBK su di una Yamaha, ma alla fine la casa dei Tre Diapason l’ha scartato.

Questo perché ad Iwata la Superbike la vogliono vincere ed anche in fretta, motivo per il quale è stato convocato anche Valentino Rossi: secondo alcune indiscrezioni, riportate dalla Gazzetta dello Sport, il 9 volte campione del mondo sarebbe stato richiesto per effettuare diversi test invernali in sella alla YZF R1 del mondiale Superbike 2016. In questo modo, si metterebbero le basi per un eventuale approdo da parte di Rossi sulle derivate di serie, cosa che però sembra lontanissima finché il pesarese continua a dominare la classe regina.  

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