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Test ride Suzuki Katana Jindachi: la naked che unisce potenza ed eleganza

Suzuki Katana Jindachi monta un motore derivato da quello della GSX-R1000 K5, capace di erogare 150 cavalli di potenza. Il pacchetto Jindachi comprende anche uno scarico in titanio appositamente realizzato da Akrapovic, che dà un tocco più sportivo alla linea, consente un sensibile risparmio di peso e regala un sound più pieno al motore

Fascino e storia si uniscono nella Suzuki Katana Jindachi, la versione speciale della naked made in Hamamatsu dallo stile unico e dalle prestazioni al top per la categoria, che ora potrete acquistare a condizioni particolarmente vantaggiose. Post lockdown, infatti, il brand ha voluto lanciare un finanziamento senza anticipo e con prima rata dopo quattro mesi dalla firma del contratto.

Suzuki Katana Jindachi: le caratteristiche

Suzuki Katana Jindachi fa rima con storia. Lo si capisce dal suo nome, ispirato all’affascinante mondo delle tradizionali armi bianche giapponesi. Jindachi, infatti, identifica una particolare categoria di spade a lama lunga, caratterizzate da ornamenti magnifici e finiture di pregio assoluto. La stessa attenzione ai dettagli si ritrova in questo allestimento, perfetta sintesi di look ricercato, prestazioni entusiasmanti e sound coinvolgente.

Il pacchetto Jindachi creato da Suzuki comprende scarico in titanio appositamente realizzato per la Katana dallo specialista Akrapovic, che dà un tocco più sportivo alla linea, consente un sensibile risparmio di peso e regala un sound più pieno al motore; cupolino maggiorato che protegge meglio il busto del pilota in velocità e dà continuità alle linee del frontale; sella bicolore nera e rossa di pregevole fattura, impreziosita dal logo Katana stampato; adesivi per la carrozzeria, che sottolineano la sagoma filante delle sovrastrutture; adesivi per le ruote, che riprendono il rosso degli altri particolari; adesivi protettivi carbon look che accentuano la grinta della Katana e protezione per il serbatoio, sempre carbon look, che limita il rischio di graffi. A parte il terminale di scarico Akrapovic, la Jindachi ripropone fedelmente il quadro tecnico della Katana standard, già al top sia dal punto di vista meccanico sia da quello ciclistico.

Il motore è un’evoluzione di quello della celebre e plurivittoriosa GSX-R1000 K5, configurato per erogare i suoi 150 cv in modo fluido e progressivo sin dai bassi regimi. Questo quattro cilindri è inserito in un telaio in alluminio rigido e molto compatto che permette di disegnare le curve con precisione, ben supportato da una forcella upside-down KYB da 43 mm. L’impianto frenante sfrutta pinze freno anteriori ad attacco radiale Brembo e un sistema antibloccaggio ABS Bosch. L’elettronica, inoltre, aiuta a gestire al meglio anche l’esuberanza del motore, grazie al controllo della trazione e facilita l’avviamento e le partenze con i sistemi Suzuki Easy Start System e Low RPM Assist.

Suzuki Katana Jindachi: la nostra prova su strada

La Suzuki Katana Jindachi è una di quelle moto che ti viene voglia di guidare non appena la vedi. Il look ha un ruolo importantissimo perché ti fa sgranare gli occhi e fa scattare i sensori della curiosità. Tutto questo partendo da una base più che valida rappresentata da Katana. Insomma, bella è bella, ma è arrivato il momento di salire in sella e metterla “sotto”. L’impatto è ottimo perché la posizione in sella è ideale, confortevole e dà la sensazione di avere pieno controllo del mezzo. Le distanze tra pedane, sella e manubrio (leggermente rialzato) permettono di non affaticarsi più del dovuto nonostante in movimento la pressione dell’aria si senta, com’è logico in una naked.

Buona anche la taratura delle sospensioni, che sono sì di impostazione sportiva, ma senza eccessi. Il motore da 999 cc, bialbero, 16 valvole, deriva dalla GSXR K5, già questa è una garanzia. La potenza e la coppia sono disponibili fin dai bassi regimi. La moto è reattiva e risponde presente alle sollecitazioni del gas, anche rilanciando da basse andature, ma quando si alzano i giri si inizia a fare sul serio e le sensazioni che trasmette sono di puro godimento. Il sound del motore è bellissimo, ma quello che ci sorprende in positivo è il feeling naturale tra moto e conducente. Tra le curve si disegnano linee sinuose, i rapporti del cambio sono ben tarati, così come il loro inserimento e serve davvero poco per capire quando scalare e che marcia utilizzare. Per non parlare dell’avantreno, sempre ben piantato a terra – pur essendo la Katana una moto che fa dell’agilità e della leggerezza due punti di forza – e molto stabile anche nelle frenate più brusche. L’elettronica è essenziale, si limita al Suzuki Easy Start System, al Low RPM Assist e traction control che lavora bene su tutti e tre i livelli, assecondando le esigenze del momento alla guida senza essere mai invadente.

Suzuki Katana Jindachi: quanto costa

La Katana Jindachi può essere ordinata nelle colorazioni Silver e Black. Il valore dell’intero kit Jindachi supera i 1.500 euro, ma Suzuki ha deciso di mettere sul mercato questo modello unico a un prezzo di listino di 14.290 euro, con un sovrapprezzo di soli 600 euro rispetto alla versione standard.