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Yamaha BW’s 125 – Test ride

Alla ricerca di nuove nicchie di mercato, la Yamaha propone in versione targata uno dei mezzi “mitici”: il BW’S. Sarà in grado di conquistare il cuore dei sedicenni?

Yamaha BW’S 125 – Test ride. Sempre di più le case motociclistiche sono alla ricerca di nicchie di mercato, terreni più o meno inesplorati a cui proporre mezzi dedicati e “su misura” per rispondere alle esigenze… che non sempre sono solo di tipo motoristico, ma spesso riguardano l’immagine e l’appagamento che la moto o lo scooter possono comunicare all’acquirente. In Yamaha dopo un’attenta analisi del mercato hanno deciso di puntare a un mercato che effettivamente, sfogliando i listini, non ha molte possibilità di scelta. Sono i sedici-diciottenni che cercano uno scooter targato, che oltre a una buona dotazione di motore e ciclistica offra un’immagine vicino al loro mondo e al loro modo di vivere. Da qui nasce l’idea di riproporre un modello “culto” come il BW’S ma con un motore da 125 cc. Ma, come accennato, quello che propongono in Yamaha non è “solo” un scooter, ma una vera e propria icona, che solo il tempo (e il mercato) potrà dire se sarà in grado di rispondere alle esigenze di mobilità e immagine dei teen-ager.

Il BW’S dal modello 50 eredita solo il nome, infatti il progetto è totalmente nuovo. La ciclistica compatta e dal peso estremamente contenuto (121 kg) unitamente ai caratteristici “gommoni” promettono agilità e divertimento. BW infatti è l’abbreviazione di Big Wheel, che qui però sono su cerchi da 12” e non da 10” come sul 50. Il motore è un quattro tempi quattrovalvole Euro 3, estremamente compatto, raffreddato ad aria e capace di 6,7kW/7500 giri promette prestazioni di tutto rispetto unitamente a consumi ed emissioni estremamente contenute. Il doppio freno a disco garantisce spazi ridotti di frenata, mentre la sella a soli 780mm da terra garantisce un ottimo appoggio nelle manovre da fermi. Dotato sia di cavalletto laterale che centrale e di un vano sottosella in grado di ospitare un casco integrale, la vera caratteristica peculiare del BW’S consiste nella possibilità di scegliere, in fase di prenotazione, quali grafiche si vogliono sul proprio scooter. I colori disponibili sono solo due, bianco e nero, mentre sono cinque le grafiche selezionabili e che si richiamano al mondo degli skater e della musica. Gli adesivi, inoltre, vengono forniti a parte, in modo che è l’utente finale a decidere se e come personalizzare il proprio scooter.

Su strada

Appena in sella si notano le dimensioni ridotte dello scooter, tanto che per i più alti potrebbero esserci problemi di mobilità delle gambe, anche se la pedana piatta aiuta a trovare una postura corretta. La strumentazione è molto ben leggibile e semplice, forse fin troppo, infatti sono presenti soltanto le spie essenziali. Originale comoda la disposizione del tappo per il serbatoio della benzina, nella parte anteriore della sella, che consente di fare il pieno senza bisogno di alzare la sella. Il motore si avvia senza rumore né vibrazioni, mentre la partenza è decisamente fulminea per un 125 a 4 tempi. Al semaforo il BW’S si lascia dietro parecchi scooter più “dotati” ma anche più pesanti, così come il peso contenuto si dimostra un alleato formidabile per sfidare il traffico cittadino. Se a questo si aggiunge la sella bassa, la lunghezza contenuta del mezzo e una disposizione dei pesi ottimale si capisce a maggior ragione come la città sia il suo habitat ideale.

Anche le gomme larghe aiutano parecchio ad affrontare eventuali buche o pavé e rotaie, coadiuvate da sospensioni che ci hanno sinceramente colpito. Se l’anteriore in caso di pavé affrontato con decisione tende a “rimbalzare” un po’, il posteriore assorbe le asperità del terreno senza riportare troppi scossoni alla schiena del guidatore. Sinceramente abbiamo trovato più efficaci queste sospensioni di tanti scooter anche di cilindrata e stazza maggiore, cosa non secondaria visto che il mezzo non è certo indicato per trasferimenti extra urbani se non di piccolo raggio. Un buon voto anche alla frenata, i freni a disco garantiscono spazi di frenata contenuti e soprattutto un’ottima modulabilità, elemento essenziale se si pensa che l’utilizzatore medio non sarà certo un “esperto”. Ottimi anche i cavalletti, sia quello laterale che quello centrale, stabili e facili da azionare. Lo scudo anteriore infine protegge bene le gambe, mentre la totale assenza di cupolino lascia all’aria busto e testa. La sella risulta comoda anche per due, forse leggermente dura, ma il mezzo provato era nuovo e sicuramente un minimo di cedimento è inevitabile.

In sintesi quindi ci sentiamo di dire che la Yamaha propone un mezzo che cura molto l’immagine, ma ottima è innanzi tutto la sostanza. La prima per attirare i giovani e la seconda per convincere i genitori? Può darsi, peccato solo che il prezzo non è esattamente abbordabile, ma sarà il mercato a dirci se la scommessa lanciata con il BW’S 125 sarà vinta.

Giacca: Yamaha
Casco: Bye mod. Roger

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