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Yamaha T-Max 500 – Long Test Ride

Non smette di stupire per quanto sappia stare in vetta alle classifiche di vendita. Salendo in sella si capisce il perchè. Ecco la nostra video-prova

Yamaha T-Max 500 – Long Test Ride. Sin dalla nascita, il T-Max ha rappresentato una svolta nel segmento dei maxi scooter, una svolta che molti costruttori devono ancora intraprendere e non se ne capisce il motivo, visto che i diretti concorrenti non riescono ad eguagliarne il successo.

L’ultima versione dello scooterone Yamaha è – quasi – tutta nuova. Ad iniziare dal telaio, ora interamente in alluminio, che è stato testato anche in pista per verificare che consentisse una maneggevolezza simile a quella delle moto sportive. Il nuovo telaio – che sostituisce la precedente struttura tubolare in acciaio – è composto da un insieme di sezioni in alluminio estruso e alluminio pressofuso, frutto dell’esclusiva tecnologia di pressofusione Yamaha. Il tutto, completato da una ruota anteriore da 15” (i modelli precedenti montavano una ruota da 14”) che assicura una stabilità superiore e un maggior comfort di guida, soprattutto sui tratti stradali più accidentati.

Il motore è un bicilindrico da 499cc dotato di un sistema di iniezione digitale, con quattro valvole per cilindro e un rapporto di compressione 11.0:1; il sistema di bilanciamento integrato garantisce una guida morbida e fluida. Il nuovo T-Max presenta anche una nuova marmitta sportiva dotata di un convertitore catalitico di maggiore capacità per emissioni ridotte e conformi alla normativa Euro 3.

La Casa del Diapason è riuscita nell’intento di rinnovare e modernizzare il suo best seller senza dimenticare il passato, ora T-Max è più slanciato ed aggressivo. Una linea affilata parte dal muso fino a raggiungere la coda, quasi fosse stato tagliato dall’aria che fende in corsa. La strumentazione potrebbe essere più generosa ma le indicazioni necessarie ci sono tutte, al pari di alcune moto (v. Yamaha XJ6); i comandi elettrici sono sempre a portata di mano e segnaliamo anche la presenza – non comune – del freno di stazionamento azionabile da una leva al manubrio. Le rifiniture sono certamente al top e le plastiche sono sempre ben accoppiate anche se alcune di queste (quelle nero lucido sul tunnel centrale) sembrano essere troppo delicate, specialmente per la posizione in cui sono poste. Un pizzico di pepe sull’aspetto racing lo anche danno i poggiapiedi in alluminio che fanno dimenticare lo spazio a disposizione delle gambe del pilota che non lascia certo spazio a molte interpretazioni.

Prova su strada
Come detto, lo spazio per le gambe del pilota non è certo abbondante ma è adeguato; non può dire lo stesso il passeggero che poggia i piedi su due pedane di stampo motociclistico e ha le gambe completamente esposte all’aria. Viceversa, è eccellente per entrambi l’appoggio garantito dalla sella che è adeguatamente imbottita e comfortevole; utili e ben pensati anche l’appoggio lombare per il guidatore e le maniglie per il passeggero. Adeguato lo spazio sottosella che contiene un casco integrale avanzando spazio per altro; a completamento della capacità di carico anche due vani posti sullo scudo dove riporre piccoli oggetti anche se – ricordiamo – sono privi di serratura.

Il motore all’avvio è discreto, silenzioso e le vibrazioni sono ridotte al minimo; a 2mila giri si aziona il variatore e il T-Max scatta. Per la verità, non è alle basse velocità che il bicilindrico rende al meglio, anzi: la grinta – e ce n’è parecchia – la si scopre sopra, con l’aumentare del ritmo. A infondere sicurezza anche quando si approfitta di tutti e 43 i cavalli a disposizione è la ciclistica che sostiene senza difficoltà l’impeto del motore e del pilota, senza mai scomporsi, nè in accelerazioni improvvise anche in piega e nemmeno nelle frenate più brusche. Peraltro, quando serve frenare la corsa del T-Max l’impianto frenante risponde con la dovuta forza e la modulabilità è garantita dalle leve regolabili. Unico appunto va al freno posteriore che tende facilmente al bloccaggio. La luce a terra è ampia, garantendo angoli di piega che dovrebbero raggiungere i 50 gradi senza toccare nè cavalletto, scarico o altro; e quando si vuole affrontare una curva allegra lo si può fare con una certa serenità, sebbene uno scooter non possa offrire lo stesso controllo che si ha in sella ad una moto.

A questo proposito, va detto che siamo un po’ perplessi sulla scelta di Yamaha di includere il T-Max nel catalogo moto invece che in quello degli scooter; è e resta uno scooter ma certamente è un ottimo mezzo versatile che consente un ampio spettro di utilizzo, dai trasferimenti cittadini all’autostrada (grazie all’ottima protezione aerodinamica che lascia scoperte solo mani e braccia), sia da soli che in coppia.

Giacca: Dainese Airflux
Casco: Schubert C3

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