F1 GP Bahrain 2012 sempre più in dubbio

L'anno scorso in seguito alle proteste popolari il GP nella penisola araba non si è disputato. Quest'anno è stato inserito in calendario ma le tensioni sono ancora forti e la gara potrebbe saltare per motivi di sicurezza

Il GP di Bahrein forse viene annullato. Forse spostato.
L’anno scorso il GP del Bahrain non si è corso. Una delle conseguenze della primavera araba, ovvero quelle serie di proteste ed agitazioni scoppiate nelle regioni del medio oriente e vicino oriente e del nord Africa.
Uno dei paesi coinvolti è stato il Bahrain dove il 14 febbraio 2011 ha preso avvio il “giorno della rabbia” provocando un morto e venti feriti negli scontri con la polizia.
La situazione politica nel piccolo stato del golfo è ancora molto instabile: la maggioranza sciita che rappresenta circa il 70 % della popolazione totale denuncia da tempo discriminazioni interconfessionali da parte della dinastia sunnita al potere e non basta la maggior libertà di informazione concessa dal governo oltre ad un versamento di mille dinari, circa 1.700 dollari, una tantum per ogni famiglia, per limitare le proteste.
La sicurezza quindi ancora in forte dubbio tanto che i team di F1 intendono annullare, o per lo meno spostare, il GP del Bahrain.

Per la FIA e Bernie Ecclestone la sicurezza non è a rischio
La questione Bahrain è tornata al centro del dibattito in F1 visto che nel calendario F1 2012 è in programma per il 22 aprile, subito dopo il GP di Cina, quindi è dietro l’angolo e nel paese del Golfo le proteste continuano.
I team temono che un evento di tale portata mediatica possa attirare attenzioni pericolose alla causa e alimentare ulteriori tensioni: per questo le scuderie stanno spingendo per la cancellazione o il rinvio della gara.
Al quotidiano inglese “The Guardian” parla un team principal di una scuderia ma sotto la protezione dell’anonimato: “Stiamo tutti sperando che la Fia cancelli questa gara. Nessuno vuole andare in un paese dove non sei il benvenuto”.
Ma il patron del circus della F1, Bernie Ecclestone, e la FIA (Federazione Internazionale Automobilistica) hanno assicurato che la gara si fa: secondo loro la sicurezza non è in pericolo. ”Se i team non vogliono andare, noi non possiamo costringerli. Se le squadre hanno problemi sono liberi di non andare, anche se potrebbero far fronte a conseguenze commerciali” ha detto Ecclestone in un’intervista al Times, secondo il quale quella vecchie volpe di Bernie, dopo un incontro con i rappresentanti della protesta, avrebbe offerto una conferenza stampa per spiegare le loro ragioni. Tanto per non accentrare attenzioni…
Il rischio che la gara di Sakhir non si corra è reale e la questione sarà in primo piano anche in Cina questo week end.

Botta e risposta tra FOTA e FIA
Come si sa ci sono due poteri, oltre a quello di Ecclestone, all’interno del circus dela Formula 1: da una parte la FOTA (l’associazione che raggruppa le squadre) e la FIA.
Per la FOTA “Deve essere la Fia a prendere la decisione finale sull’opportunità di far disputare il GP – si legge in un comunicato pubblicato da Autosport – C’è stata qualche speculazione dei media recentemente. I team non sono in grado di potere annullare le gare. Corriamo in una serie internazionale denominata FIA Formula 1 World Championship e quindi è la Fia che deve occuparsi di questi temi”.
Jean Todt, presidente della FIA, afferma che “la Federazione continua a monitorare e valutare la situazione. Le autorità del Bahrain hanno adeguatamente assicurato che tutto è sotto controllo”.

La voce degli organizzatori del GP del Bahrein
“Il Bahrain è pronto per ospitare il Gp di Formula 1 – dice Zayed Al Zayani, numero uno dell’organizzazione del gran premio e del circuito di Sakhir. Secondo Al Zayani c’è troppo allarmismo ad alimentare i dubbi relativi alla sicurezza da parte di “osservatori che se ne stanno seduti e che non hanno l’interesse o l’intenzione di verificare direttamente la situazione”. Al Zayani punta anche il dito contro le “strategie dell’allarmismo di piccoli gruppi di estremisti sui social network che hanno creato grossi malintesi in relazione alla situazione attuale”.
Anche se in Europa non arrivano informazioni riguardo la situazione in Bahrain, basta sfogliare qualche agenzia online per capire che la situazione non è di sicuro delle migliori ed esistono ancora dei focolai di ribellione.
Il dubbio rimane guardando un video su YouTube, che spiega che la popolazione del Bahrain non accetta il Gran Premio e ha sfilato in una marcia il 6 aprile. Perché, spiega il comunicato “la rivoluzione non è finita ed il sangue del popolo scorre ancora ed i diritti umani sono ancora violati”.
Non rimane che vedere come si evolve la situazione e se a prevalere sarà ancora la mancanza di rispetto ed i sopravvalutati interessi di pochi.

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