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Hamilton e Rossi si scambiano i ruoli a Valencia: il Dottore in F1, Lewis con la MotoGP

Lunedì 9 dicembre Lewis Hamilton e Valentino Rossi hanno dato spettacolo sul Ricardo Tormo di Valencia, scambiandosi i ruoli tra F1 e MotoGP

Quello appena trascorso passerà come uno dei lunedì più importanti della storia del motorsport: due mostri sacri come Lewis Hamilton e il nostro Valentino Rossi, infatti, si sono incontrati sulla pista di Valencia, in Spagna, per provare la categoria opposta a quella di appartenenza. Il famoso “driver swap” di cui si parlava da tempo, quindi, si è finalmente concretizzato: dopo alcune giornate preparative, i due Campioni del Mondo sono scesi finalmente tra i cordoli, dando spettacolo al volante della Mercedes W08 da Formula 1 e in sella alla Yamaha M1 da MotoGP.

Il pilota britannico ha avuto modo di provare nei dettagli il prototipo di Rossi, mentre il Dottore è sceso in pista ai comandi della Freccia d’Argento con cui Hamilton ha vinto due anni fa il suo quarto Titolo Mondiale. Si è trattato di una giornata storica voluta dallo sponsor Monster Energy, comune ai due Campioni, che ha preferito mantenere il riserbo su quanto accaduto sul circuito che, il mese scorso, ha posto la parola fine alla stagione 2019 di MotoGP. Qualche informazione, però, è fortunatamente trapelata…

HAMILTON SUBITO VELOCE

Per questo evento Lewis Hamilton era già in pista qualche giorno prima di lunedì 9 dicembre, al fine di prendere le misure alla pista spagnola. Poi, finalmente, è arrivato il suo turno per salire in sella alla M1 di Rossi: prima ha dato spettacolo insieme alla sua Mercedes, poi, nei turni successivi, ha girato fianco a fianco al nove volte Campione del Mondo, che gli ha dato qualche consiglio sulle traiettorie migliori per limare gli ultimi decimi sul giro.

Purtroppo non si sa nulla sui tempi realizzati dal pilota britannico, il quale però ha commentato in maniera estremamente positiva quanto vissuto sul Ricardo Tormo di Valencia. “E’ stata una delle giornate più belle della mia vita. Ho guardato la MotoGP per così tanti anni, ho seguito Valentino per così tanto tempo, anche sui social, vedendo le gare persino nei weekend in cui gareggiavo io, sognando come sarebbe stato guidare una delle sue moto… Ho realizzato un sogno ed è stato un vero onore scendere in pista con lui!“.

Ma quali sono state le differenze tra la sua F1 e la Yamaha da MotoGP: “La M1 è un razzo, quando la tiri su e acceleri è incredibile – ha commentato Hamilton – Le performance in frenata sono buone, ma non come con una macchina di Formula 1. In macchina freni molto tardi, arrivi subito alla corda. In moto freni prima, la frenata è più lunga, ma ci sono molte più cose a cui pensare: la posizione del corpo, le marce, i freni, la posizione della testa… Devi mettere insieme tutti questi elementi per massimizzare la prestazione“.

ROSSI IN F1… DIECI ANNI DOPO

Mentre Hamilton ha fatto esperienza in sella alla M1, a Valencia Valentino Rossi ha dato prova del suo talento al volante della Mercedes W08 EQ Power+, monoposto iridata di Formula 1 nel 2017. Per il Dottore si è trattato di un test che riprende quelli effettuati dieci anni fa con la Ferrari, quando gli balenò in mente addirittura l’idea di abbandonare la massima serie motociclistica per debuttare nel Circus iridato.

All’epoca, ovviamente, il nove volte Campione del Mondo nato a Pesaro seguì il suo cuore e proseguì in MotoGP, ricordando quelle prove cronometrate come una grande opportunità in cui si era cimentato in un mondo completamente nuovo. Le stesse sensazioni si sono ripresentate lunedì sul Ricardo Tormo, dove Rossi ha potuto provare (e godersi) le prestazioni turbo-ibride della Freccia d’Argento della Mercedes.

Sono sempre stato un fan di Lewis, ma da oggi lo sono ancora di più – ha ammesso Valentino – Abbiamo trascorso una giornata fantastica, in cui le due top class del motorsport non solo si sono incontrate, ma hanno lavorato insieme. Provare la W08 è stata un’opportunità spettacolare: sono rimasto colpito dalla sua maneggevolezza e dalla sua straordinaria sensazione di velocità. Le forze G non erano così fastidiose, ma ci vuole un po’ per abituarsi. Una volta entrato nel ritmo, ho davvero potuto spingere. Mi sono sentito un vero pilota di F1 per un giorno. Non volevo che la giornata finisse mai!“.

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