Il film documentario su Michael Schumacher al Festival di Cannes 2019

Entro fine 2019 è atteso nelle sale un documentario sulla leggenda della Formula 1 Michael Schumacher 25 anni dopo il suo primo incredibile titolo del 1994 con Benetton

I fan più accaniti del 7 volte campione del mondo aspettavano da troppo tempo una pellicola a lui dedicata e, finalmente, possono gioire. Nel 2019 uscirà nelle sale il film documentario su Michael Schumacher per celebrare i 25 anni da quel suo indimenticabile primo titolo in Formula 1 nel 1994 sulla Benetton. Il docufilm sul campione tedesco è stato approvato dalla famiglia e ne vede la partecipazione su più livelli.

La premiére di Schumacher -così si chiama la pellicola-, proiettata al Festival di Cannes 2019, lascia intendere un lavoro scrupoloso da parte della B 14 Film, la casa di produzione tedesca che ha in carico la realizzazione del documentario.

Tutta la carriera di Michael

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Ancora non ci sono notizie ufficiali, ma pare che durante il lungometraggio verranno ripercorse diverse tappe della vita di Michael, sia in termini sportivi (dalla Jordan alla Mercedes, passando ovviamente per Benetton e Ferrari) che umani, grazie al contributo dei familiari del 7 volte iridato. Nel documentario compaiono infatti la moglie Corinna, il padre Rolf e i due figli, Gina-Maria e Mick, il quale attualmente è pilota di Formula 2 e parte della Ferrari Driver Academy.

Oltre a questi contenuti pare che il film ‘Schumacher’ conterrà riprese inedite sulle condizioni di Michael dopo l’incidente, nello specifico qualcosa che racconti il suo cinquantesimo compleanno festeggiato a Palma di Maiorca lo scorso gennaio. Dal triste incidente sugli sci, avvenuto nel 2013, le informazioni sul campionissimo sono sempre state protette dalla famiglia, la quale ha voluto trattare la vicenda con la massima riservatezza.

Se dovesse effettivamente esserci una parte successiva all’incidente ci auguriamo che si tratti di un preludio alla guarigione -quantomeno parziale- di Michael e non di una sorta di scoop per soddisfare la morbosa curiosità del pubblico e, in definitiva, vendere più biglietti.

Secondo Sabine Kehm, storica manager del tedesco, “l’incredibile carriera di Michael merita di essere celebrata anche dopo 25 anni dal primo dei suoi sette titoli mondiali –ha ricordato, concludendo che -siamo davvero contenti che questo film sia in mano ad un team di professionisti sensibili e ambiziosi.” 

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