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Pubblicato il - Autore Carlo Valente

Euro 6

I prossimi standard europei sulle emissioni inquinanti entreranno in vigore tra settembre 2014 e settembre 2015

Con le'ntrara in vigore della normativa Euro 6 (o Euro VI) le emissioni nocive saranno ancora più ridotte rispetto alla norma Euro 5. Il Regolamento (CE) n. 715/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2007, si riferisce all’omologazione dei veicoli a motore riguardo alle emissioni dai veicoli passeggeri e commerciali leggeri (Euro 5 ed Euro 6) e all'ottenimento di informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo (leggi qui il documento).

La normativa Euro 6 (o Euro VI) entrerà in vigore con una certa progressività tra il 1° settembre 2014 e il 1° settembre 2015 mentre quella Euro 5 è stata introdotta da poco, dal settembre 2009. Finora nessuna casa produttrice ha dichiarato l’entrata in produzione di un veicolo Euro 6 compatibile. Parliamo della BMW 330D.
Per potersi dichiarare idonea agli standard europei, un’auto deve rispettare un tetto massimo di emissioni nocive e, nel caso della Euro 6, le emissioni si riducono a 80 mg/km (una riduzione maggiore del 50% rispetto alla norma Euro 5) gli ossidi di azoto e fino a 170 mg/km quelle di THC (Total Hydro  Carbon) e di ossidi di azoto da parte dei diesel.

Se per i motori a benzina l’impianto di scarico dovrebbe rimanere simile a quello attuale: le case non avranno bisogno di investimenti in ricerca e sviluppo, visto che le tecnologie a disposizione permettono già emissioni ridotte grazie anche al catalizzatore a tre vie, economico e funzionale.
Non si può però dire lo stesso riguardo i motori diesel: infatti per assicurarsi questa notevole riduzione delle emissioni significa dover aumentare la spesa di 600-800 Euro circa, dal momento che per i motori Diesel sono necessari oltre al solito catalizzatore e al filtro antiparticolato anche uno o più dispositivi capaci di ridurre le emissioni di ossidi d'azoto (NOx).
Passa un certo periodo di tempo tra l'entrate in vigore di una normativa all'altra (vedi qui l'articolo generale gli standard Euro), tra i 4 e i 5 anni, per dare l'opportunità alle case di studiare nuovi impianti di scarico compatibili con le normative. Per il consumatore però il passaggio da uno standard all'altro comporta un costo indiretto da tenere  in considerazione: quello della svalutazione economica della propria auto, che potrebbe rientrare anche nelle limitazioni della circolazione imposte da alcune municipalità. Da un lato fa bene l'Unione Europea a difendere come può la qualità dell'aria che respiriamo dichiarando guerra alle emissioni nocive. Dall'altro ci vorrebbe un coordinamento tra le varie istituzioni e le case costruttrici per ridurre anche i disagi agli automobilisti (e motociclisti).

Per questo in coincidenza del passaggio ai prossimi standard gli Stati membri potrebbero concedere nuovi incentivi finanziari per incoraggiare il cambio del mezzo e di conseguenza il rispetto anticipato dai nuovi valori limite.
Gli incentivi sono autorizzati se si applicano a tutti i veicoli nuovi in vendita sul mercato di uno Stato membro conformi ai requisiti fissati dal presente regolamento; quando cessano di essere applicati alla data di applicazione dei valori limite e se ammontano ad un importo non superiore al costo supplementare dei dispositivi tecnici montati per soddisfare i limiti di emissione, compreso il costo di installazione.

A decorrere dell'entrata in vigore degli standard Euro 6, tutti gli Stati membri dell'Unione Europea non potranno rilasciare l'omologazione, l'immatricolazione ne' vendere veicoli che non rispettano i nuovi limiti di emissione. Solo per  i veicoli destinati al trasporto merci (categoria N1, classi II e III, e categoria N2) e per i veicoli concepiti per rispondere a esigenze sociali specifiche viene prevista una proroga di un anno.

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