Secondo quanto ha potuto accertare Quattroruote, le quotazioni di questo mercato nero vanno dai cento euro per un solo punto ai 500 euro di chi ha commesso un'infrazione che comporta la sospensione della patente. Ovviamente si tratta di una pratica illegale, che può fruttare se scoperti una denuncia per falso, secondo quanto previsto dall'articolo 483 del Codice penale, con una possibile condanna da tre mesi a due anni. Per non rischiare di essere scoperti su internet, comunque, la maggior parte delle transazioni avviene all'interno della cerchia delle conoscenze, spesso attribuendo le infrazioni a persone anziane che ancora dispongono della patente, ma ormai non guidano praticamente più.
Non si tratta comunque di un fenomeno solo italiano: nei paesi in cui la patente a punti è in vigore da più tempo, sono state svolte diverse indagini. In Germania, per esempio, due anni fa fu scoperto un traffico di punti con una sessantina di cittadini rumeni che vendevano 'ricariche' ad altrettanti automobilisti tedeschi, a un valore medio che la magistratura aveva stimato in 300 euro.




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