Alfa Romeo 2014-2019 dalla Giulia ai SUV Alfa Romeo

Ad inizio 2014, Sergio Marchionne presenterà il piano quinquennale 2014-2019 per Alfa Romeo in cui Alfa Giulia, Alfa Spider ed i SUV compatti e medi saranno i protagonisti del tanto atteso rilancio Alfa Romeo

Nel corso del 2014 Sergio Marchionne è pronto a presentare il nuovo piano quinquennale che nei progetti del Gruppo Fiat-Chrysler dovrebbe rilanciare e dare nuova linfa al marchio Alfa Romeo. L’intenzione di Marchionne è quella di procedere in maniera analoga a quanto fatto con il brand Maserati, ovvero puntando principalmente sul prestigio del marchio del Biscione e sulla sua storia. Producendo modelli affascinanti che possano essere apprezzati dai mercati internazionali, Alfa Romeo può arrivare a vendere molto più di quanto non faccia ora, senza dipendere solamente dal mercato europeo.

La mente va innanzitutto al mercato nordamericano ed al ritorno dell’Alfa Romeo Giulia, destinata ad occupare quel segmento lasciato vuoto dopo la fine della produzione dell’Alfa 159. La piattaforma della Giulia berlina e station wagon sarà a trazione posteriore o integrale ed il capo del progetto sarà Philippe Krieff che guiderà un valido team di tecnici Maserati. Questa piattaforma verrà utilizzata anche da una berlina di segmento superiore e dal Suv Alfa di cui si parla da anni. A queste auto si aggiunga poi la nuova spider che Alfa Romeo sta realizzando in collaborazione con Mazda.

Particolare interesse suscita il Suv Alfa, una vettura assolutamente necessaria in un segmento che negli ultimi anni non conosce crisi, a differenza di altri segmenti che hanno fatto invece registrare volumi di vendite preoccupanti. I suv del Biscione potrebbero essere ben due: uno di taglia media ed uno di livello più alto, che possa magari utilizzare la stessa piattaforma della Maserati Levante. Per quanto concerne i modelli attualmente in gamma, la Giulietta non verrà rivista fino almeno al 2016, mentre non si sa ancora cosa possa accadere (e se vi sarà) una nuova generazione di MiTo.

La crisi che attanaglia attualmente il Biscione (destinato a chiudere l’anno 2013 con meno di 100mila vettura consegnate, record negativo dal 1969) può essere scacciata solo attraverso un concreto piano di rilancio ma anche con un maxi investimento di cinque miliardi di euro nei prossimi cinque anni.

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