Auto a guida autonoma, a che punto siamo in Italia?

Aumentano i test sui Livelli 3 e 4 per le auto a guida autonoma. Paesi Bassi e Singapore i Paesi più evoluti, l'Italia è purtroppo indietro

Sulla guida autonoma il settore spinge sempre più sull’acceleratore. La gran parte delle case automobilistiche sta effettuando continui test e sperimentazioni, avviate, ormai dieci anni fa, da un colosso del settore “tech” come Google con l’avveniristica prima auto senza conducente. Waymo, azienda controllata dal colosso californiano, lo scorso dicembre ha lanciato il primo servizio di taxi a guida autonoma, solo nell’area metropolitana di Phoenix, in Arizona, e riservato ad un numero riservato di utenti.

Volkswagen, al via i test su Livello 4

Le novità e gli aggiornamenti sul tema sono continui. Nei giorni scorsi Volkswagen ha iniziato a testare veicoli a guida autonoma nel traffico urbano di Amburgo. È la prima volta che la casa di Wolfsburg sperimenta in condizioni reali in una grande città tedesca la guida autonoma di Livello 4 (ovvero, nella scala da 1 a 5 stabilita dalla Sae, una guida altamente autonoma con la presenza comunque di un pilota in grado di intervenire in caso di necessità). Su un tragitto prestabilito di tre chilometri sono state testate cinque e-Golf, equipaggiate con 11 scanner laser, 14 telecamere, sensori a ultrasuoni e sette radar. La distanza del percorso triplicherà nel giro di un anno. Entro il 2020 infatti verrà conclusa un’area di prova di nove chilometri, con i semafori dotati di dispositivi compatibili con i protocolli di comunicazione tra veicoli e infrastrutture.

Psa sperimenta il Livello 3 e Tesla lancia l’aggiornamento dell’Autopilot 3.0

Da inizio aprile anche il gruppo Psa, sulle strade francesi ha iniziato la sperimentazione su una mezza dozzina di veicoli con funzioni di guida autonoma di Livello 3 (in cui il pilota automatico è in grado di prendere il comando completo del mezzo e reagire alle istruzioni del conducente), nell’abito del progetto europeo L3Pilot.

Tesla è andata oltre e ha annunciato di avere pronto un nuovo e aggiornatissimo dispositivo per la guida completamente autonoma. L’evoluzione dell’Autopilot Hardware 3.0, piattaforma progettata internamente dalla casa californiana, verrà presentato agli investitori il prossimo 19 aprile in un evento in streaming. Il sistema avrà una nuova intelligenza artificiale, supportata dal cosiddetto “neural net accelerator”, in grado di affrontare tutte le situazioni dinamiche di guida al posto di un conducente in carne ed ossa.

Nelle ultime settimane Hyundai e il colosso tecnologico cinese Tencent, proprietario di WeChat, hanno stretto una partnership strategica siglando a Seul un accordo preliminare per lo sviluppo di software utili per la guida autonoma.

I Paesi più innovativi sulla guida autonoma

Spostando l’attenzione invece sui Paesi più attenti e innovativi sul tema, l’ultimo rapporto 2019 di “Autonomous Vehicle Readiness Index” del network internazionale KPMG, osserva in 25 Paesi altrettanti fattori suddivisi in quattro macro aree: politica e legislazione, tecnologia e innovazione, infrastrutture, interesse del consumatore. I Paesi Bassi sono la prima nazione al mondo concentrata sullo sviluppo dei veicoli autonomi. Il primo gradino del podio, occupato anche nell’edizione 2018 dello studio, è stato conquistato anche grazie a progetti come le flotte di camion autonomi sulla “Tulip Corridor”, la tratta commerciale dei fiori che da Amsterdam passa per Anversa e Rotterdam arrivando fino in Germania, nella regione della Ruhr.

Anche il secondo posto ottenuto da Singapore è una conferma. La metropoli asiatica sta spingendo sull’innovazione a tal punto da creare una specie di città “virtuale” con semafori, segnaletica e parcheggi e perfino edifici ad hoc per testate veicoli a guida autonoma. La Norvegia, new entry nella Top 25, si piazza al terzo posto, scalzando gli Stati Uniti, che a loro volta precedono Svezia, Finlandia, Regno Unito, Germania, Emirati Arabi e Giappone che chiude la top ten.

L’Italia resta indietro

Nella lista non compare l’Italia, che nonostante gli ultimi tentativi, rimane ancora indietro. Nel Belpaese le sperimentazioni, come quelle effettuate a Torino lo scorso anno, sono ancora piuttosto limitate, su percorsi predefiniti, protetti e separati dal traffico regolare. Eppur qualcosa si muove. A marzo l’osservatorio sulle Smart Road del Ministero dei Trasporti ha dato il via libera alla possibilità di effettuare i primi test a guida autonoma sulle strade pubbliche nazionali. L’ambizione è tentare di raggiungere, o quantomeno avvicinare, Paesi come Cina e Stati Uniti, che stanno spingendo molto sul settore. Le potenzialità di sviluppo e di crescita sono decisamente importanti. Secondo una ricerca presentata al Parlamento Europeo, entro il 2025 il mercato della guida autonoma potrebbe portare profitti fino a 620 miliardi di euro al comparto delle auto e 180 miliardi a quello tecnologico.

La “rivoluzione” entro dieci anni

Sotto il punto di vista della sicurezza, invece, si prospetta una vera e propria rivoluzione. Le ultime statistiche stimano che oltre nove incidenti stradali su dieci siano causati da un errore umano. Nel Vecchio Continente al momento circolano veicoli con guida autonoma di Livello 1 e 2. Con il Livello 3 siamo nella fase sperimentale o di collaudo, con alcune vetture che lo hanno inserito nelle dotazioni, come la super tecnologica Audi A8 che monta l’AI Traffic Jam Pilot, la prima al mondo.

Il futuro insomma sembra segnato, in attesa dell’arrivo sul mercato del Livello 4, atteso, assieme al 3, entro il 2030, anno in cui potrebbe fare capolino anche la guida completamente autonoma (Livello 5).

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