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Auto e Coronavirus: due italiani su tre preferiscono viaggiare in proprio

Secondo un recente studio condotto da ANIASA oltre il 60% degli italiani preferisce la propria automobile a tutti gli altri mezzi di trasporto in città (e anche fuori)

L’estate è ormai alle porte e grazie all’efficacia della campagna vaccinale e all’aumento delle temperature la situazione epidemiologica in Italia sta progressivamente tornando alla normalità: il Coronavirus, ovviamente, non è ancora stato sconfitto del tutto, ma l’allentamento delle restrizioni ha permesso di far tirare a tutti noi un sospiro di sollievo. Ora è possibile spostarsi con maggiore libertà sul territorio nazionale… ma con che mezzo di trasporto?

Benchè molte nostre abitudini sono cambiate a causa della pandemia, tante altre sono rimaste pressochè le stesse di sempre: prima tra tutte quella di preferire la cara, vecchia, automobile a tutto il resto, comprese le nuove forme di mobilità eco-sostenibili e condivise. Lo afferma un recente studio dell’ANIASA, l’associazione a sostegno delle aziende di auto-noleggio e micro-mobilità, creato in collaborazione con la società di consulenza Bain&Company e intitolato “L’Italia riaccende i motori della mobilità – Nuove esigenze o abitudini consolidate?“.

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Prendendo come metro di riferimento un campione di mille persone intervistate, i risultati danno ragione all’auto perchè preferita da due italiani su tre per tutti gli spostamenti quotidiani (sia nelle città che dalla periferia): che sia per la volontà di una maggiore autonomia oppure per il timore di contagio da Covid-19, le quattro ruote hanno battuto a mani basse i mezzi pubblici come gli autobus (scelti per il 42%) e quelli relativi alla mobilità “dolce”, biciclette e monopattini elettrici compresi. Quest’ultimi, purtroppo, sono visti come strumenti per lo svago e il tempo libero piuttosto che veicoli veri e propri.

Nonostante la costante preferenza delle automobili, però, il mercato rimane ancora in sofferenza: malgrado la forte spinta verso temi ambientalistici ed ecologici, le vendite nei primi cinque mesi del 2021 sono diminuite rispetto allo stesso periodo del 2019… anche a causa di un prezzo troppo elevato delle tecnologie completamente elettriche. Le vetture di questo tipo, infatti, occupano una parte marginale del totale (5% ma solamente nelle grandi città del Nord Italia) e sono superate di gran lunga dalle alternative ibride (soprattutto mild-hybrid fino al 18%), anche se la tendenza è sempre poi rivolta verso le proposte a diesel o benzina.

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Il 51% degli intervistati in questo studio, per l’appunto, ha affermato che il più grande problema dell’elettrico è quello di un costo a listino “proibitivo” nonostante gli Ecoincentivi statali, e ciò determina una stagnazione del parco mezzi circolante che, di conseguenza, non viene sostituito da modelli più evoluti. Un terzo è ancora pre-Euro 4 e questo, secondo Massimiliano Archiapatti (Presidente di ANIASA), “crea un impatto fortemente negativo su ambiente e sicurezza. Il motivo è da ricercarsi nel fatto che la maggior parte delle famiglie non può permettersi una vettura nuova, tanto meno una a basso impatto o impatto zero“.

Secondo i dati dell’indagine, inoltre, gli italiani usano l’auto propria per spostarsi ancora più di prima e quindi una riduzione dell’inquinamento può avvenire solo prendendo coscienza delle diverse realtà di trasporto nel nostro Paese – ha continuato Archiapatti – Il noleggio di auto nuove potrebbe dare un contributo per una transizione ecologica della mobilità a prezzi contenuti rispetto all’acquisto del nuovo, ma soprattutto la possibilità di comprare esemplari usati ma di ultima generazione come le Euro 6 derivanti dal settore noleggio“.

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