Autostrade più costose, ma calano servizi e manutenzione

Secondo i dati raccolti dall'Autorità Nazionale Anti Corruzione, il Governo investe solamente il 2,2% della cifra incassata dai pedaggio per la manutenzione della rete autostradale 

Come si dice in questi casi: oltre al danno la beffa! Non sono per gli automobilisti italiani si prospetta un’estate rovente a causa delle temperature del clima e (soprattuto) per lo sciopero dei casellanti. Ora emerge un altro dato alquanto fastidioso: l’Autorità Nazionale Anti Corruzione ha mostrato dei dati secondo cui ai continui aumenti dei pedaggi non corrispondono altrettanti investimenti nella manutenzione. Anzi: la spesa per sistemare la rete è pari appena al 2,2% dei ricavi.

Caos autostrade: aumentano disagi e pedaggi, cala la manutenzione

I dati raccolti dall’Autorità Nazionale Anti Corruzione lasciano poco spazio all’interpretazione: in Italia la manutenzione è un’emerita sconosciuta da parte dei gestori della rete autostradale. “La spesa per manutenzioni è di dimensione omogenea e collocata su una bassa percentuale.

Quella complessivamente sostenuta per la manutenzione delle opere d’arte ammonta mediamente al 2,2% della spesa complessivamente prevista dal PEF. Appare estremamente esigua in relazione sia all’importanza delle opere d’arte, rispetto alle infrastrutture, sia ai complessivi investimenti previsti dai Piani Economico-Finanziari”, si legge nel documento. L’analisi di Anac non si ferma qui.

L’Autorità, infatti, suggerisce un migliore e più costante monitoraggio delle strade e in particolari per ponti e viadotti, il tutto a pochi giorni dal primo anniversario del crollo del ponte Morandi. Vigilare è un obbligo delle autorità competenti, così come dare delle risposte reali e credibili ai cittadini che sulle strade fanno la loro parte (almeno in fatto di pagamenti) e meritano un servizio per lo meno adeguato al forno esborso richiesto.

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