Benzina supera il Diesel in Italia

Gli italiani tradiscono il gasolio per puntare sulle auto a benzina, ma non scelgono le bifuel a GPL e metano in forte flessione, preferendo le auto ibride ed elettriche. La caccia all'inquinamento deve partire dal riscaldamento domestico, dai trasporti pesanti, dalle industrie e poi ovviamente anche dalle auto iniziando dalle più anziane e non da quelle più moderne

Se avessimo scritto due anni fa che nel 2019 gli italiani avrebbero comprato più auto a benzina di quelle a gasolio ci avrebbero dati per matti. Invece è ormai cronaca ed attualità come certificato dalle immatricolazioni dei primi due mesi dell’anno con 150.506 benzina contro le 148.525 versioni a gasolio! Una vera rivoluzione permessa da molte importanti Amministrazioni comunali (Milano, Roma e Torino per fare dei nomi) che seguendo le grandi metropoli europee (Parigi, Londra , Madrid, per esempio) hanno deciso di porre limitazioni sempre più stringenti alle vetture Diesel le cui emissioni dei gas di scarico sotto accusa ormai ovunque e persino in Germani dei Comuni hanno cominciato a metterle all’indice dove il Partito dei Verdi è in costante crescita. Il Dieselgate non ha certo favorito il gasolio.

In tutta la Pianura Padana i Diesel Euro 0, 1, 2 e 3 sono ormai bannati di giorno dalle città nel periodo invernale e a Milano la creazione dell’Area B non solo segue questa strada ma ha già dichiarato che dall’autunno 2019 neppure le Euro 4 Diesel potranno entrare a Milano. Nel Veneto come in Lombardia, due regioni dal PIL alto e dal parco circolante più fresco, se si introducono tali limiti significa fermare quasi la metà del parco circolante e quindi metà della popolazione!

A fronte di un sistema di trasporti pubblico inadeguato, significa colpire duramente i pendolari senza dare loro la possibilità di adeguarsi visto che tutti vorrebbero guidare auto più ecologiche, comfortevoli e sicure ma dovrebbero essere aiutate economicamente come fanno molti Paesi europei. Terrorizzare senza dare soluzioni non porta a grandi benefici ricordando che le auto sicuramente inquinano e devono inquinare sempre di meno ma oggi i trasporti pesanti, il riscaldamento delle case e le industrie emettono purtroppo molte più emissioni tanto che stranamente d’estate senza riscaldamento accesi e fabbriche in pausa i valori dell’aria migliorano.

Senza entrare in polemica e fare politica, dire NO TAV significa dire SÌ TIR ossia sì camion e mezzi pesanti e se si dice che non conviene fare l’Alta Velocità (o Capacità) poichè non si prendono le tasse dei caselli (quelli dei Benetton che al Governo pareva non fossero molto simpatici) e perchè si perderebbero le accise (tasse) dei carburanti ci pare inquietante visto che a fronte di questi mancati incassi avremmo meno inquinanti e quindi meno malati, meno decessi e quindi risparmieremmo qualche miliardo di euro in Sanità oltre che in competitività. Se poi la TAV come le grandi, medie e piccole opere si fanno con criterio, economia e onestà tutto di guadagnato, ma tenere gli automobilisti in coda perchè inquinino e consumino carburante per prendersi le accise ci sembra una visione poco ecologica, moderna ed intelligente.

Il Diesel ormai è stato crocefisso e allora chi ha voluto ghigliottinarlo farebbe bene a trovare soluzioni efficaci per rendere le nostre città più vivibili e sane. Il nostro suggerimento è che i vari attori si parlino e litighino pure se serve ma trovino alla fine una condivisone perchè fare anche dei positivi ecoincentivi senza pensare subito ai decreti attuativi e non avvisare le case dei loro progetti significa che per assurdo molti italiani non potranno utilizzarli per certi modelli perchè le fabbriche non sapendo di questa opportunità hanno assegnato le auto elettriche agli altri Paesi ed ora le concessionarie non ne hanno di disponibili visto che la programmazione industriale si fa a fine anno coi budget…

Bene quindi l’elettrificazione senza demonizzare nessuno, specie fino a quando un Paese come l’Italia deve vendere circa 2 milioni di vetture all’anno ed il comparto automotive vale il 15% del nostro PIL. Di auto elettrificate le fabbriche di tutto il mondo oggi per l’Italia non potrebbero superare il 10% nel 2020 e se ci fossero 200.000 auto elettriche il prossimo anno ci vorrebbero le colonnine di ricarica nelle case, condomini e in tutte le strutture commerciali con forti agevolazioni ed un sistema circolare. Il Vice Premier Di Maio parlava addirittura di un milione al termine del loro quinquennio: benissimo ma allora tiriamoci su le maniche e diamo subito una mano alla stessa industria nazionale a produrre auto ed infrastrutture, consentendo anche la creazione di nuovi posti di lavoro o almeno la copertura occupazionale a chi oggi produce uno di quei pezzi che non trovano posto sulle auto elettriche: lo sanno forse i politici ditutti i colori che un’auto termica ha 2.000 componenti ed una elettrica 20 !!! Ciò significa favorire una conversione dal termico all’elettrico ma non si fa per proclami o in pochi mesi…

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