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Coronavirus: la Cina utilizza i droni per limitare i contagi

A causa dell'emergenza Coronavirus la Cina ha iniziato ad utilizzare i droni radiocomandati per spruzzare disinfettante e comunicare messaggi alla popolazione

L’emergenza Coronavirus continua, ma se in Italia ci stiamo avvicinando al picco di contagi, in Cina la situazione sembra gradualmente migliorare giorno dopo giorno. Per far fronte a questa epidemia, infatti, la nazione cinese ha messo in campo da gennaio 2020 un know-how tecnologico senza precedenti, che dimostra la sua attuale capacità di far fronte a una pandemia sempre più grave in ogni parte del pianeta.

CINA: LARGO AI DRONI CON SPRAY E MESSAGGI ALLA POPOLAZIONE

Tra i dispositivi impiegati, la Cina ha utilizzato dei sistemi ad intelligenza artificiale che hanno misurato la temperatura corporea nelle parti a più alto rischio delle città, tra cui la stazione di Qinghe che rappresenta uno degli hub di Pechino in cui transitano centinaia di migliaia di persone al giorno. Oltre a ciò, il governo cinese ha impiegato dei robot sulle strade, che hanno “sgridato” i passanti privi di mascherina dopo averli individuati attraverso le telecamere di sorveglianza, così come degli speciali droni aerei che, invece, hanno avuto un duplice ruolo in questa emergenza.

Gli aeromobili radiocomandati utilizzati in Cina sono stati impiegati innanzitutto per spruzzare il disinfettante necessario a “pulire” città e villaggi: dotati di serbatoi e ugelli, questi droni sono stati capaci di erogare il liquido in questione per un’area fino a 16mila metri quadrati, raggiungendo zone normalmente interdette come tetti, giardini e cortili. Ma non è tutto, perchè questi piccoli aerei hanno avuto anche il compito di comunicare messaggi alla popolazione attraverso speciali altoparlanti e cartelloni ben visibili, al fine di ricordare alla popolazione le norme da seguire per combattere il Coronavirus.

Droni Cina Coronavirus

ITALIA: DIAMO UNA POSSIBILITA’ AI DRONI!

Una soluzione molto efficace, quindi, che potrebbe essere utilizzata anche in Italia: nel nostro Paese il lavoro con questi aeromobili è stimato in 100 milioni di Euro ed è regolamentato dall’ENAC, l’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile. A livello pratico, potrebbero essere impiegati per ispezioni a tetti e coperture industriali, ispezioni termiche per impianti a pannelli solari, fotogrammetria di cantieri edili e per la valutazione dei rifiuti nelle discariche, riprese aeree per le attività turistiche e valutazioni per l’agricoltura di precisione di vigneti e campi di mais.

Appena l’Italia riapre, i servizi con i droni saranno qualcosa che darà nuove possibilità lavorative a molte persone – ha commentato Andrea Zamuner Cervi, amministratore di ProjectEMS – Ora siamo tutti a casa, quindi voglio invitare tutti gli appassionati di tecnologia e tutte le persone che sono interessate a scoprire nuovi orizzonti lavorativi a studiare il
mondo del lavoro con i Droni. Quello dei droni è un settore che sta coinvolgendo sempre più Italiani. Le nuove tecnologie, secondo me, sono la strada per una ripartenza positiva“.

 

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