De Tomaso: la situazione sempre critica

A rischio gli 800 posti di lavoro dello stabilimento De Tomaso di Grugliasco ed i 150 di quello di Livorno, tutti in mobilità da 1 gennaio 2015. La scelta è tra una cordata svizzero-lussemburghese ed una cinese

De Tomaso, Marchio storico dell’industria motoristica italiana, sta per morire. Sono questi i pensieri degli 800 lavoratori dello stabilimento di Grugliasco e dei 150 di quello di Livorno ormai in mobilità dal 1 gennaio 2015 che attendono solamente la decisione finale del tribunale di Torino. L’asta fallimentare della De Tomaso è stata indetta negli scorsi mesi ed il bando prevede un’offerta di oltre 300 mila euro ed un piano industriale programmato.

Attualmente le offerte sono tre: un gruppo cinese che ha offerto il 27 febbraio 510 mila euro, ma non ha fornito nessun piano industriale poiché è interessato ai soli marchi (De Tomaso, la “T”, “Pantera”, la pantera a due teste e tutto ciò che ha a che fare con la Casa torinese). Una cordata svizzero-lussemburghese (la L3 Holding) ferma a 500 mila euro con un piano di assunzione di 360 addetti entro il 2022 ed un gruppo italiano di ignota provenienza e senza piano industriale.

Per il 19 marzo alle ore 11.30 è prevista una nuova asta aperta ad altri concorrenti che presentino offerte superiori almeno del 10% rispetto ai 510 mila euro offerti dai cinesi. Intanto i lavoratori aspettano con ansia di conoscere il loro futuro, con la consapevolezza che, salvo eccezioni, molti di loro perderanno il lavoro. Continueremo ad aggiornarvi sulla situazione.

De Tomaso
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