EcoPave: l’asfalto del futuro è in grafene ed è Made in Italy

Ecologico, estremamente resistente e innovativo. Il nuovo asfalto a base di grafene sperimentato sull'Ardeatina di Roma da un team italiano può essere la risposta al futuro

Il grafene sembra essere il materiale del futuro, almeno per quanto riguarda la mobilità. Lo è (a quanto pare) per le celle dei pannelli solari, per le batterie delle automobili e, con il nuovo EcoPave, anche per l’asfalto sulle nostre strade. Dopo tre anni di sperimentazione, un team italiano è finalmente riuscito a stendere un chilometro di asfalto composto in parte da un supermodificante al grafene sull’Ardeatina di Roma. o meglio, la squadra che ha guidato la sperimentazione ha diviso il chilometro in quattro diverse “mescole” per evidenziare caratteristiche che, sulla carta, sono estremamente diverse l’una dall’altra.

Per 250 metri l’asfalto è standard; per i successivi è modificato con l’additivo Superplast; a seguire troviamo 250 metri di asfalto modificato con SBS (che dovrebbe essere il più performante) e gli ultimi 250 metri coperti da EcoPave, brevettato da Iterchimica a novembre 2017.

Le peculiarità di questo asfalto sono tangibili e promettono di incrementare la durata del manto stradale da un minimo di 6 ad un massimo di 20 anni. Ma la caratteristica davvero strabiliante di questo asfalto è la possibilità di riciclarlo al 100%: la materia può essere re impastata e stesa per un numero infinito di volte anche a distanza di anni. All’atto pratico poi, il supermodificante al grafene permette agli pneumatici di scivolare con un livello di attrito minore, riducendo così -seppur in maniera indiretta- i consumi delle auto, tematica piuttosto calda in questi anni di migrazione elettirca.

“Sono molto orgoglioso di essere qui- ha dichiarato il CEO di Iterchimica Vito Gamberale all’inaugurazione del chilometro dell’Ardeatina – e penso che questo esperimento possa essere di grande utilità, perché un additivo al grafene dà una maggiore resistenza e durata nel tempo che abbiamo calcolato fino a tre volte e il riutilizzo del fresato che evita lo smaltimento in discarica. Vogliamo mettere in campo una sperimentazione trasparente e speriamo di vederci al più presto per avere i risultati del test. Mi auguro di poter fare di Roma la città sperimentale del nuovo prodotto”.

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