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Effetto Coronavirus: inquinamento atmosterico in calo e aria pulita

L'obbligo di rimanere a casa in Italia a causa del Coronavirus ha portato la positiva conseguenza di una consistente riduzione degli inquinanti nell'aria, tra cui CO2 e PM10

In questi giorni gli effetti del Coronavirus stanno condizionando pesantemente l’efficienza del nostro Paese: in tal senso nella serata di ieri il premier Conte ha stabilito un incremento delle misure restrittive, imponendo la chiusura di tutte le attività produttive non strettamente necessarie in questo periodo storico dell’Italia. La limitazione del contagio con l’imposizione di rimanere il più possibile a casa e spostarsi solamente in caso di estrema necessità, tuttavia, sta portando dei grandi effetti positivi sulla qualità dell’aria della nostra Penisola.

Il minor traffico sulle linee di viabilità e la chiusura di gran parte delle fabbriche sta riducendo in maniera significativamente le emissioni di particelle inquinanti e di CO2 nell’atmosfera, facendo respirare il nostro Pianeta Terra. Un risultato che deve far riflettere, soprattutto in vista della futura ripresa economica che avverrà al termine di questa pandemia.

Inquinamento aria Nord Italia

MENO TRAFFICO, ARIA PIU’ PULITA

Prendendo come esempio i dati forniti dal Comune di Milano nella settimana dal 25 febbraio al 4 marzo, possiamo notare che il traffico è sostanzialmente calato con una media del 18% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Tale risultato è stato garantito soprattutto dalle limitazioni nei confronti dei veicoli più leggeri, il cui numero è andato calando sia sulle tratte autostradali che in città. Gli ingressi nell’area B della capitale lombarda sono stati il 20% in meno, quelli nell’area C addirittura del 63%. Il risultato? Una riduzione stimata della CO2 pari a 139.960 tonnellate.

Traffico Milano coronavirus

Anche il traffico aereo è diminuito considerevolmente: dal 3 all’8 marzo gli aeroporti di Malpensa e Linate hanno registrato la cancellazione del 50% dei voli, mentre la riduzione dei passeggeri presenti a bordo degli aeromobili si è assestata a un meno 65%. Visto che il consumo di kerosene su un aviogetto varia a seconda della distanza da coprire (10mila kg per tratte corte, 45mila kg per tratte medie e fino a 60mila kg per tratte intercontinentali), la stima di riduzione di CO2 arriva a 210mila tonnellate.

Anche il minor utilizzo dei riscaldamenti a causa della chiusura delle scuole ha contribuito a questa causa: il calcolo sulla riduzione delle emissioni di inquinanti nell’aria nelle tre regioni italiane più colpite (Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto) è pari a 78mila tonnellate. La qualità dell’aria, di conseguenza, è migliorata, anche grazie all’arrivo di alcune perturbazioni (con vento forte) che hanno determinato un sostanzioso ricambio della massa atmosferica.

Miglioramento aria coronavirius

La presenza del Coronavirus, quindi, può essere considerata in maniera positiva almeno per quanto riguarda il miglioramento della situazione in cui versa l’Italia in termini di inquinamento atmosferico? Certamente sì: le nostre abitudini stanno lentamente cambiando, siamo costretti a limitare al massimo i nostri spostamenti e possiamo utilizzare la macchina esclusivamente per comprovati motivi di emergenza. Utilizzando le dovute precauzioni è possibile prendere una boccata d’aria andando a piedi o con la bicicletta, mentre a livello lavorativo si sta rivalutando lo “smart working” da casa. Un modello di vita sicuramente sostenibile e che si spera rimarrà nella memoria degli italiani anche quando l’emergenza sarà finita. In fondo, da ogni problema può nascere un’opportunità di miglioramento.

Inquinamento Lombardia ARPA

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