Enzo Ferrari: a trent’anni dalla scomparsa l’icona splende ancora

Enzo Ferrari, il Drake, nacque nei pressi di Modena il 18 febbraio 1898. ha 49 anni quando la sua prima vettura, la 125S scende in strada. Nel 1952 è campione del mondo con Ascari. Il mondo dei motori ricorda una delle sue icone più prestigiose, una leggenda che ha portato il meglio dell'Italia al mondo. Oggi ricorre il trentennale della sua scomparsa.

Il 18 febbraio 1898, più di un secolo fa, nasceva Enzo Ferrari. Era una notte di neve, nel modenese, che costrinse i genitori del futuro Drake a registrare la nascita del piccolo soltanto due giorni più tardi. Sono nato in un garage, forse per questo amo così tanto le auto. Non a caso sembra l’inizio di un racconto di epica greca. Altri tempi insomma. La passione di Enzo per la competizione, i motori e la velocità nacque -si racconta- dieci anni più tardi, quando il padre lo portò a vedere una gara di automobili sulla Via Emilia.

Da lì parte il lungo percorso di Enzo, un uomo fermamente convinto delle proprie idee che portò il proprio nome ed il proprio genio sulle vette del mondo. I primi successi del Ferrari pilota arrivarono intorno al 1920, quando conquistò la seconda posizione assoluta alla Targa Florio, al volante di un’Alfa Romeo a 4 cilindri, un 6,0 litri con avviamento a manovella sotto il radiatore.

La prima Ferrari, in ogni caso, nacque dopo la fine della seconda guerra mondiale, ed ha la celebre architettura a 12 cilindri a V che inaugura la tradizione della Casa del Cavallino. Il debutto arriva nel 1947, l’auto si chiama 125S e già nel 1952 vince il mondiale di Formula1 con Ascari.

Questo filmato, realizzato da Shell, ripercorre la storia della Rossa monoposto, in uno degli spot più riusciti di sempre.

Enzo Ferrari ha portato l’Italia al mondo, è una di quelle ragioni per cui possiamo girare a testa alta all’estero. Quando classe politica e fatti di cronaca ci fanno sfigurare davanti al mondo abbiamo lui, il Drake. Le sue auto bellissime, uniche, il mito di un uomo eclettico e dai fermi principi. Le citazioni di Enzo Ferrari sono scritte sui libri, nei musei e, infondo, qualcuno le metterebbe anche nelle chiese.

Una volta deve aver detto qualcosa del tipo: “Fra cent’anni diranno che sono uno che ha scoperto l’acqua calda”, e questa è una delle frasi con cui ci piace ricordarlo. Un uomo che si concedeva poco, sempre dietro alle lenti scure dei suoi occhiali. Dev’essere stato uno di quelli a cui è difficile stare vicino, qualcuno con cui è dura parlare ed è quasi impossibile farsi ascoltare. Ma tant’è, dai racconti di chi gli era attorno traspare che era fatto così. Come le sue auto, anche Enzo era un lusso per pochi.

Oggi, giorno del suo compleanno e trentennale della scomparsa, il mondo dei motori lo omaggia ancora una volta.

“L’automobile è un’espressione di libertà, e il rischio che stiamo correndo è quello di ammazzarci perché ce n’è troppa. Del resto, ci sono due modi classici di morire: di fame e di indigestione”.

 

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