Fiat Freemont provato su strada in anteprima a Vicenza

Grazie alla concesionaria locale abbiamo provato il Multijet II 2 litri da 170CV del nuovo Fiat Freemont, derivato dalla Dodge Journey

Fiat Freemont in sintesi
È arrivata la prima auto nata dall’acquisizione di Chrysler Group da parte di Fiat Auto. Il primo frutto giunto in  concessionaria si chiama Fiat Freemont e deriva direttamente dalla Dodge Journey.
Trovarle una definizione non è così semplice perché è molte auto in una, per questo lo slogan della campagna di lancio è: “Freemont. Tutte le auto che vuoi” dal momento che ha una forma da station wagon, assetto rialzato di un suv e spazio interno (fino a 7 posti) di una monovolume.
Di sicuro è un’auto rivolta alla famiglia o a persone attive amanti dei viaggi e dello sport.
La Freemont è un “rebranding” di un modello già esistente, quindi le poche novità rispetto alla Dodge Journey (recentemente aggiornata) sono servite per renderla idonea al mercato italiano ed europeo. Per esempio, sotto il cofano pulsa il valido Multijet 2 litri da 140 o 170CV e non i CRD americani, salva l’eccezione del 3.6 benzina Pentastar che alimenta la versione integrale, prevista in un secondo momento.
Fiat Freemont  viene prodotto negli stabilimenti Chrysler a Toluca, in Messico (lo stesso che assembla le 500 per gli Stati Uniti).
Il 28 e 29 maggio si è svolto il “Porte Aperte” di Fiat Freemont che ha registrato la migliore performance dell’anno in termini di pubblico oltre ad un ottimo apprezzamento per la vettura: più di 33.000 famiglie hanno visitato le concessionarie Fiat italiane effettuando quasi 6.000 test drive e portando a 3.000 gli ordini finora raccolti. Per la stampa invece l’appuntamento è stato fissato più tardi, il 14 giugno!  Infomotori.com si è chiesto: se oltre 6.000 persone hanno provato il freemont in concessionaria in due giorni perchè non farlo anche noi? Presto detto e fatto…

Fiat Freemont: primo passo dell’integrazione di Chrysler
Freemont è il primo figlio del matrimonio di Fiat e Chrysler con un duplice obiettivo. Da una parte quello di espandere il mercato della casa italiana, dopo l’uscita di scena di Croma e Multipla e la mancanza di un suv di grandi dimensioni che andasse a completare la gamma in alto.
Dall’altra invece, fornire l’elasticità dei motori Multijet alle imponenti vetture Chrysler  (arrivati alla seconda generazione), potenti quanto basta per le auto americane e parchi nei consumi, in modo da risollevare il marchio USA, sull’orlo del tracollo.

Spazio a bordo di Fiat Freemont
L’auto che vuoi è disponibile in due allestimenti, Freemont oppure  Urban ed è omologabile per cinque o sette persone. Lo spazio a bordo abbonda e con la possibilità di abbattere sia la terza che la seconda fila di sedili e anche quello del passeggero, le configurazioni possibili sono numerose, con conseguenti capacità di carico. Chiaro che con 7 posti a disposizione lo spazio per il bagagliaio si riduce, ma basta un semplice tocca e i sedili scompaiono, lasciando un comodo e generoso vano, a livello di carrozzeria.
Non ci ricordiamo una Fiat con una dotazione di serie così generosa, sia per quanto riguarda il comfort e la sicurezza.

Come va su strada Fiat Freemont
Le misure di Fiat Freemont sono imponenti per una Fiat : 4,89 metri di lunghezza; 1,88 di larghezza e 1,72 metri di altezza per un peso di 1.874 kg (a vuoto, vanno aggiunti 77,6 litri di carburante) ma la nostra prova svoltasi fra i Colli Berici che circondano Vicenza ed un breve tratto di autostrada, ha dimostrato che il 2 litri Multijet II da 170 CV porta a spasso gli occupanti senza affannarsi, anzi, nei tratti in salita non ci ha dato alcun segno di cedimento né abbiamo dovuto scalare per trovare una marcia per cercare la potenza necessaria.
Forse perché abbiamo testato un’auto praticamente nuova, la frizione ed il cambio, soprattutto l’innesto delle marce più basse, sono un po’ rigidi.
La coppia di 350 Nm è già disponibile a 1.750 giri/minuto e fino a 2.500, che permette riprese più che sufficienti per una vettura di tanta imponenza.
Agli alti regimi l’abitacolo non è stato invaso dal rumore del motore o degli pneumatici, dettaglio non di secondo piano per un’auto rivolta ai lunghi viaggi, durante i quali non possono mancare le conversazioni tra gli occupanti o l’ascolto della musica.
A bordo la comodità è assicurata: la plancia è chiara e semplice con tutti i comandi ben in vista. Lo spazio è da salotto e rende più piacevoli gli spostamenti. Abbiamo gradito le sedute rialzabili (Child Booster) per i sedili posteriori per i bambini. Un po’ meno le bocchette dell’aria poste sul tetto: ai genitori servirà istruire con pazienza i figli, sperando che non vengano attratti da quei cerchi mobili ma piuttosto attratti dalla visibilità e dallo spazio a disposizione.
Per ulteriori informazioni e dettagli tecnici, aspettiamo il test drive di tutta la gamma.

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