La patente continua a piacere ai giovani, ma comprare un’auto non è più un passaggio automatico come poteva esserlo in passato. Prezzi più elevati, nuove tecnologie, elettrico e ibrido, noleggio, finanziamenti, limiti per i neopatentati e nuovi marchi stanno rendendo la scelta molto più articolata.
E questo non riguarda soltanto i ragazzi alla prima automobile. Oggi praticamente ogni automobilista, prima di cambiare vettura, deve porsi più domande rispetto a dieci o vent’anni fa.
La patente piace ancora ai giovani
L’idea che i giovani non siano più interessati all’automobile va ridimensionata. Nel 2025, secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, quasi il 74% delle oltre un milione di patenti conseguite dopo esame è stato rilasciato a persone con meno di 25 anni.
La patente continua quindi a rappresentare autonomia e libertà di movimento. Quello che cambia è ciò che accade dopo.
Avere la patente non significa necessariamente acquistare subito un’auto. Soprattutto nelle grandi città, trasporto pubblico, treni, biciclette, sharing e altre soluzioni possono essere utilizzati insieme all’automobile.
Secondo il Global Automotive Consumer Study 2025 di Deloitte, il 42% degli italiani tra 18 e 34 anni si dichiarava disposto a rinunciare alla proprietà del veicolo in favore di soluzioni di mobilità alternative.
La parola chiave diventa quindi utilizzo, più che proprietà.
Il primo problema è il costo dell’auto
Per molti automobilisti la vera barriera è economica.
Secondo l’indagine 2026 di Bain & Company con ANIASA, oggi servono mediamente 11 mensilità di stipendio per acquistare un’auto nuova, mentre nel 2000 ne bastavano circa cinque.
Il 59% degli intervistati dichiarava inoltre di non avere preso in considerazione l’acquisto di una nuova vettura oppure di averlo rinviato.
E il prezzo indicato sul listino è soltanto una parte del problema.
Chi sta scegliendo un’auto dovrebbe considerare il costo complessivo di utilizzo, comprendendo:
Prima di firmare un contratto, quindi, è utile chiedersi non soltanto “quanto costa questa macchina?”, ma soprattutto “quanto mi costerà ogni mese possederla e utilizzarla?”.
Acquisto, finanziamento o noleggio?
Anche le modalità con cui si accede all’automobile stanno cambiando.
L’acquisto tradizionale resta centrale, ma finanziamenti con valore futuro garantito e noleggio a lungo termine hanno aumentato le alternative a disposizione del cliente.
Nei primi otto mesi del 2026, secondo UNRAE, i privati rappresentavano ancora il 53,4% delle immatricolazioni, mentre il noleggio a lungo termine pesava per il 21% del mercato.
Non esiste però una formula migliore in assoluto.
L’acquisto può essere adatto a chi vuole tenere l’auto molti anni e percorre chilometraggi prevedibili.
Il finanziamento permette di distribuire la spesa, ma bisogna controllare attentamente TAN, TAEG, anticipo, maxi-rata finale e costo totale del credito.
Il noleggio a lungo termine può essere interessante per chi preferisce un costo mensile più prevedibile e vuole cambiare auto con maggiore frequenza, ma occorre verificare chilometraggio incluso, servizi, franchigie e costi di restituzione.
Il consiglio è semplice: confrontare il costo complessivo delle diverse formule sull’intero periodo di utilizzo, non soltanto la rata pubblicizzata.
Benzina, ibrida, plug-in o elettrica?
Anche scegliere l’alimentazione è diventato più complesso.
Nei primi otto mesi del 2026 le vetture ibride hanno rappresentato il 49,3% delle immatricolazioni italiane, le plug-in hybrid il 9,4% e le elettriche pure l’8%, mentre benzina e diesel si sono fermate rispettivamente al 19,6% e al 6,7%.
Ma le percentuali di mercato non dicono quale sia l’auto giusta per il singolo automobilista.
Prima di scegliere conviene partire dalle proprie abitudini:
Quanti chilometri vengono percorsi ogni anno?
Sono prevalentemente urbani, extraurbani o autostradali?
È possibile ricaricare a casa o sul posto di lavoro?
Quanto spesso si affrontano viaggi lunghi?
Per quanti anni si pensa di tenere l’auto?
Un’elettrica può essere molto conveniente per chi può ricaricare facilmente e utilizza l’auto in modo compatibile con autonomia e infrastruttura disponibile. Una plug-in ha invece senso soprattutto se viene realmente ricaricata con regolarità.
La tecnologia, da sola, non basta: deve essere coerente con l’utilizzo reale.
Attenzione anche al valore dell’usato
Un elemento che spesso viene sottovalutato al momento dell’acquisto è quanto varrà l’auto fra tre, quattro o cinque anni.
Il mercato sta cambiando rapidamente e l’arrivo di nuove tecnologie, nuovi modelli e nuovi marchi rende il valore residuo una variabile sempre più importante.
Un prezzo d’acquisto particolarmente conveniente può essere meno interessante se la vettura perde rapidamente valore.
Per questo, prima di acquistare, può essere utile informarsi anche su:
I nuovi marchi fanno meno paura
Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda proprio l’apertura verso marchi che fino a pochi anni fa erano poco conosciuti in Europa.
Secondo un sondaggio Areté del maggio 2026, il 75% dei giovani intervistati si dichiarava disposto ad acquistare un’automobile prodotta in Cina. Il 53% indicava come principale elemento di attrazione il rapporto tra tecnologia e qualità del prodotto, mentre il 43% indicava il prezzo competitivo.
Anche una ricerca Quintegia evidenziava che il 74% della Gen Z early adopter prendeva in considerazione nuovi brand per il successivo acquisto.
Per il consumatore questo significa avere più scelta, ma anche dover verificare con attenzione cosa esiste dietro l’automobile: assistenza, rete, ricambi, garanzia e futuro valore dell’usato.
Neopatentati: controllare sempre i limiti
Per chi sta acquistando una prima automobile c’è inoltre un elemento da non dimenticare.
Per le patenti B conseguite da dicembre 2024, nei primi tre anni sono previsti specifici limiti di potenza: fino a 75 kW per tonnellata e, per le autovetture M1, una potenza massima di 105 kW.
Prima di acquistare un’auto destinata a un neopatentato è quindi fondamentale verificare che quella specifica versione possa effettivamente essere guidata.
Non basta guardare il nome del modello: motore, potenza e versione possono fare la differenza.
Online sì, ma la concessionaria resta importante
Il percorso di acquisto dell’automobile è ormai digitale: configuratori, comparatori, recensioni, video e preventivi permettono di raccogliere moltissime informazioni prima ancora di entrare in concessionaria.
Eppure il punto vendita fisico continua ad avere un ruolo centrale.
I dati citati nell’analisi mostrano che il 60% degli italiani preferisce ancora recarsi in concessionaria per acquistare un’auto, soprattutto per vedere e provare il veicolo, confrontare l’offerta e avere maggiore trasparenza sul prezzo. Allo stesso tempo, il 45% si dichiara interessato all’acquisto direttamente online dal produttore.
I due comportamenti non sono necessariamente in contraddizione.
Il cliente può informarsi online, confrontare modelli e prezzi, richiedere preventivi digitalmente e poi utilizzare la concessionaria per provare l’auto e chiarire gli aspetti più complessi.
7 controlli da fare prima di comprare un’auto
Prima della firma conviene quindi verificare sempre sette elementi fondamentali:
L’auto non scompare: cambia il modo di sceglierla
Il rapporto tra giovani e automobile racconta quindi un fenomeno più ampio. L’auto continua ad avere un ruolo importante, ma viene inserita in una mobilità più flessibile e viene valutata con criteri diversi rispetto al passato.
Per l’automobilista questo significa avere molte più possibilità, ma anche dover scegliere con maggiore attenzione.
Il consiglio più importante è non partire dal modello di automobile, ma dalle proprie esigenze: budget mensile, percorrenza, possibilità di ricarica, anni di utilizzo previsti e necessità quotidiane.
Solo dopo ha senso scegliere marca, motore, tecnologia e formula finanziaria.
Perché oggi acquistare bene un’automobile significa soprattutto comprare quella giusta per il proprio modo di muoversi.