Hyundai Kona EV, test drive del SUV elettrico

Con la Kona Electric la Hyundai chiude una offerta tra le più complete del mercato per il suo piccolo SUV del segmento B. Ma il suo punto di distinzione non è solo per l’estensione della gamma, ma anche per il suo prezzo. Curiosi? Continuate a leggere.

Non poteva essere più intelligente l’offerta elettrica di Hyundai costruita attorno alla Kona. Considerato che questo tipo di body è quello che sta andando per la maggiore e non solo sul mercato italiano ecco offrirlo anche in una modernissima declinazione full electric. Ho avuto la possibilità di guidarla sulle Dolomiti, in occasione della prova della gamma completa delle SUV Hyundai e guidare questa versione è stato un primo approccio che ho tutto l’interesse di approfondire perché, la questione, merita.

Sulla Kona abbiamo già scritto provando la versione a gasolio e quella a benzina. Progettata per competere con Citroen AirCross, Seat Arona, Renault Captur, Fiat 500L e diverse altre, si lascia apprezzare per la sua linea moderna, il suo equipaggiamento tecnologico e il suo incedere non certamente coinvolgente, ma sicuro e completo. E’ un’auto che conquista facilmente per il suo stile e questa versione completa come nessun’altro concorrente l’offerta, ma è da considerare anche un caso a parte.

E’ offerta in due versioni: quella base con una batteria da 39,2 kWh e motore da 100 kW (136 cv) che può viaggiare per circa 312 km con una singola carica e l’altra, la versione di prova, più potente con una batteria da 64 kWh e un motore da 150 kW (204 cv) che vanta un’autonomia di circa 482 km. Si tratta di numeri impressionanti per qualsiasi auto EV soprattutto considerando il segmento di cui parliamo. Vale anche la pena sottolineare che questi dati sono calcolati sulla base dei nuovi e più severi test WLTP che sono molto
più coerenti rispetto all’uso quotidiano delle vetture.

Su strada
Da quando ho iniziato questo mestiere (oltre 20 anni fa nel lontano ’97) ho sempre messo l’accento sull’aspetto dinamico di ogni vettura. Considero tutto il resto che gira attorno un necessario corollario alla questione più importante: come va su strada e, soprattutto, come la senti. Con questo nuove proposte elettriche la questione è, per me, ancora più centrale e questa Kona da 204 cavalli, sulle strade tortuose delle Dolomiti, l’ho trovata veramente eccellente. La tipica caratteristica di erogazione del motore elettrico qui si fa sentire nettamente e piacevolmente. Quel “tutto e subito” ti fionda fuori dalle curve e ti stende sugli allunghi con un atteggiamento da sportiva. Il peso di 1700 kg, inoltre, non è poi così alto da mortificare del tutto questa vivacità e l’accelerazione dichiarata di 7,2 secondi sullo 0-100 km è garanzia di un comportamento più che adeguato anche in autostrada.

Sono sicuro che questa Kona Electric è in grado di tenere agevolmente il passo anche con il traffico più veloce. Il motore è ben rifinito, solo quando insisti sull’acceleratore percepisci quel fischio distante tipico dei motori elettrici. Ci dobbiamo fare tutti l’abitudine e con qualche sforzo d’immaginazione diventa addirittura piacevole. Se in autostrada ed in città la massa non si fa sentire poi tanto, è su queste strade che diventa un dettaglio rilevante. I pneumatici Nexen a bassa resistenza di rotolamento, montati su cerchi da 17”, abbandonano il combattimento molto prima del telaio permettendo al sottosterzo di presentarsi piuttosto in anticipo rispetto all’appuntamento.

Insomma non c’è molto coinvolgimento di cui parlare, ma è un incedere sicuro e ragionevole. Non è una hot hatch e non ci vuole molto per capirlo. Considerando il peso e la strada su cui l’ho provata, verrebbe da pensare che la qualità di guida potrebbe essere il potenziale problema, ma questa Kona Electric eredita lo stesso raffinato retrotreno multilink delle
versioni endotermiche di gamma superiore. Di conseguenza l’intero pacchetto offre un solido equilibrio tra controllo del corpo e comfort. Manca la guida in città, magari sulle strade romane, per capire come buche e avvallamenti si trasferiscano nell’abitacolo, ma sono sicuro che anche in quelle situazioni la Kona sappia dare il meglio di se per smorzarne l’effetto.

Gli interni
L’abitacolo è in gran parte uguale agli altri modelli, alto di gamma, della famiglia Kona. Il che significa posto comodo per quattro persone e un bagaglio, in questo caso, di 332 litri certamente più grande di quello che possiamo riscontrare nella maggior parte delle city car, ma più piccolo di qualsiasi auto familiare. Il layout complessivo è pulito e funzionale con una plancia dominata dal pannello touchscreen da sette pollici molto nitido nel front end e veloce nel rispondere al tocco. Chiaramente dotato della connettività iOS e Android, Bluetooth così da poterlo interfacciare con i servizi offerti dai nostri smartphone. Anche il cruscotto presenta lo schermo Cluster Supervision da 7”. Come optional il pannello centrale viene offerto nella configurazione da 8”. A completare la dotazione l’impianto audio premium della Krell in grado di offrire una immagine immersiva piuttosto efficace dell’impronta sonora.

Disponibile anche su Kona Electric il pacchetto di sicurezza attivo Hyundai SmartSense che già troviamo nel resto della gamma: Cruise Control Adattivo con Funzione Stop&Go, Frenata Automatica con riconoscimento di veicoli e pedoni, mantenimento attivo della corsia, rilevatore dell’angolo cieco, avviso di possibili urti posteriori, rilevamento della stanchezza del conducente, rilevatore dei limiti di velocità e regolazione automatica dei fari abbaglianti.

Conclusioni
Tutto sembra ragionevole vero? In effetti. E con un prezzo di meno di 40.000 Euro per la versione XCellence da 64 kWh che parte da un allestimento già notevole, la Kona Electric si distingue anche per una certa aggressività nel listino rispetto alle concorrenti spesso meno dotate. E se questa è la strategia europea della Casa è probabile che i dati di vendita saranno limitati dalla capacità di produzione piuttosto che dalla domanda.

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