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I concessionari auto vogliono riaprire

Gli appelli degli operatori del settore automotive si fanno sempre più pressanti e pare che finalmente il Governo grazie al Super Commissario Vittorio Colao si inizi a ragionare concretamente partendo dall'apertura ma anche dai sostegni che dovranno essere dati alla distribuzione automobilistica che vale ben  50 miliardi di fatturato, pari a quasi 3 punti del PIL nazionale con 120.000 assunti che diventano 200.000 se consideriamo tutte le micro aziende che gravitano attorno ai Concessionari

La FASE 2, la ripresa economica dopo la messa in sicurezza del Paese sta riavviandosi molto lentamente con tempi magari corretti per la Sanità, normali per la politica ma mortali per l’economia reale, specialmente se il fermo fabbriche e distributivo non viene sostenuto da aiuti, tanto che oggi purtroppo non sono state ancora distribuite a tutti un paio di mascherine e già per dare 600 euro una tantum di bonus si è mandato in tilt il sistema…

Sicuramente la situazione è complessa ma bisogna una volta tanto pensare al bene del Paese, della popolazione e dell’economia oltre logicamente alla salute che va posta al primo posto: sia quella fisica che quella mentale.  Errare è umano ma ora è davvero giunto il momento del fare e del ripartire con le logiche differenze fra regione e regione, segnalando che il Governatore del Veneto Luca Zaia ha candidamente ammesso che oltre il 60% delle attività produttive è ripartita in presenza di standard di sicurezza elevati per tutti i dipendenti e fornitori. Lombardia e Piemonte sono in questa fase più “ingolfati” mentre il Lazio come la Toscana hanno una situazione fortunatamente migliore.

La lista delle aperture si amplia comprese le librerie ed i negozi per i bambini ma incredibilmente nessuno si ricorda del 3% del Prodotto Interno Lordo dei Concessionari Auto che sono la leva necessaria per muovere un altro 9% formato dall’automotive perché senza le vendite le fabbriche non hanno senso di esistere e se non si vende lo Stato non incassa il 22% di IVA che su 50 miliardi di fatturato sono già  una manovra economica.

Infomotori caldeggia la loro apertura in piena sicurezza, magari con visite per appuntamento ricordando che non abbiamo mai visto la coda e resse davanti ad un Concessionario neppure nei porte aperte domenicali… Inoltre già oggi i Concessionari lavorano sui Lead e quindi più del 50% delle visite è su appuntamento per esser certi che vi sia una vettura da provare o il venditore disponibile per valutare la propria auto ed avere un preventivo con una proposta di finanziamento.

Bisogna riconoscere grande sensibilità ed attenzione da parte dei Concessionari: dai giganti da oltre il miliardo di fatturato a quelli (sempre più rari) a conduzione familiare che nonostante il periodo non facile (dopo la crisi del 2008 si erano già quasi dimezzati) hanno spesso anticipato non solo la chiusura per tutelare la salute dei collaboratori ma hanno anche dato importanti contributi a favore di ospedali e dei medici assicurando sempre l’assistenza ai mezzi di soccorso, ambulanze in primis e sappiamo che molte volte le riparazioni sono state fatte al puro prezzo dei costi dei ricambi o persino  gratuitamente.

Nonostante tutto le settimane ed i mesi passano senza chiare prospettive ma con numeri impietosi che ben sintetizza il meno 85% delle vendite registrate a marzo che ad aprile sarà ancor più pesante perché le Concessionarie non sono state aperte neppure un giorno ed anche se a maggio le faranno ripartire sicuramente i potenziali clienti avranno bisogno di tempo e serenità per pensare a cambiare auto anche se la loro è vecchia, inquinante e magari pure poco sicura …

Siamo rimasti sorpresi ieri dal leggere sui social questo post da parte di uno dei più autorevoli Concessionari italiani che lancia un appello che i nostri politici farebbero bene a cogliere perché siamo arrivati ad un livello decisamente pericoloso che necessita di interventi immediati. Per riservatezza non scriveremo il nome pur conoscendolo e stimandolo bene, così come lui non sa nulla del nostro articolo.

Eccolo qui sotto virgolettato e con un appello al suo Governatore che anticipiamo a livello operativo nulla può poiché le Regioni non hanno influenza sulle scelte industriali pur essendo ovviamente sentiti dal Governo e speriamo vivamente nei tecnici e nei commissari…

Si, noi concessionari di tutti i marchi di automobili, siamo trattati da chi governa come pericolosissimi imprenditori.

A dire il vero non so nemmeno se sanno che esistiamo, visto che non parlano mai di noi. Eppure, tutti insieme valiamo 50 miliardi di fatturato, pari a quasi 3 punti del PIL nazionale ed abbiamo 120.000 assunti che diventano 200.000 se consideriamo tutte le micro aziende che gravitano attorno a noi.

Anche con l’ultimo decreto, nonostante nelle nostre strutture non creiamo assembramenti di persone e siamo perfettamente in grado di far lavorare i collaboratori in piena sicurezza sanitaria, rispetto sicuramente quello che può garantire una catena di montaggio di qualche fabbrica, non siamo stati considerati e dobbiamo tenere chiusa la parte commerciale, con ovvi problemi per le nostre aziende ed i  nostri occupati.

Non che pensassi di vendere auto in questo periodo, ma abbiamo ugualmente tante altre cose da fare, prima di tutto dare le risposte a tante richieste dei nostri clienti che non sempre riusciamo a risolvere a telefono o con una videochiamata. Ci sono poi le auto nuove giacenti e la necessità di effettuare tutte le operazioni affinché siano sempre efficienti.

Eppure, tutti noi, nonostante la chiusura, abbiamo dovuto far venire in azienda il personale amministrativo per espletare le incombenze fiscali che non ci sono state quasi del tutto posticipate. Per quello, andiamo sempre bene come vacca da mungere!

Io mi auguro che il nostro governatore Zaia, magari informato della situazione da qualche giornalista che so che legge i miei post, possa far da tramite verso il Governo di questa situazione. Da tempo noi concessionari eravamo razza in via di estinzione, ma ora veramente il rischio di scomparire con tutti i problemi sociali connessi, è altissimo”

Una lettera davvero forte e sincera che non lascia e non dovrebbe lasciare indifferente nessuno.

Le associazioni di categoria Federauto (Concessionari), Unrae (Distributori marche estere) ed ANFIA ( costruttori e filiera automotive italiana) hanno lanciato finora appelli inascoltati ed anche prima del Covid-19 il Governo non è stato molto ricettivo verso le loro richieste e proposte con il paradosso di un Premier che è andato ad un loro incontro nel pomeriggio  e la sera – senza nulla anticipare prima agli operatori – emana decreti a favore dell’automobile che magari potevano essere condivisi con chi ci vive e lavora tutti i giorni, giusto un semplice parere per poi correttamente decidere per il bene nazionale..

Chiudiamo questo articolo con cui Infomotori chiede di RIAPRIRE LE CONCESSIONARIE AUTO (ed ovviamente moto e di tutti i mezzi di mobilità a partire dalle stesse biciclette accogliendo l’appello della stessa ANCMA che riunisce il mondo delle due ruote) ospitando l’appello FEDERAUTO ripreso da AUTOTORINO che è il più importante Dealer italiano.

CONCESSIONARI PRONTI A RIPARTIRE. IL #MOTOREITALIANO C’E’ PER CONTINUARE LA STORIA DELL’ITALIA  

“Le imprese di vendita e assistenza di autovetture, veicoli commerciali, industriali e autobus, operanti in Italia sulla base di un mandato delle case automobilistiche, sono un aggregato economico e sociale che sviluppa 50 miliardi di euro di fatturato, con un peso sul PIL nazionale del 3%, che dà lavoro ad oltre 120.000 famiglie in Italia. I concessionari consapevoli della gravità e complessità del periodo storico che tutti stiamo vivendo – una crisi senza precedenti – e nonostante il blocco delle attività dall’11 marzo scorso, sono sempre al servizio dei clienti e impegnati a mantenere vive le aziende, con passione, dedizione e massima energia. Quella stessa energia, #ilmotoreitaliano che da oltre cento anni assicura al Paese il bene prezioso della mobilità, che vuole continuare a far muovere cittadini, imprese ed Istituzioni.

Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, ha dichiarato: Uniamo generazioni ed esperienze in 1.500 aziende e imprese familiari, un motore economico che nel complesso produce 80 miliardi di gettito fiscale nelle casse dello Stato. Oggi il nostro Paese sembra essersi fermato ma il nostro impegno è sempre accanto alle comunità locali e a chi opera nell’emergenza. Siamo pronti a mettere nuovamente in movimento il Paese e riprendere il viaggio della storia dell’Italia, scrivendola con la libertà della mobilità di persone e aziende. A tale proposito abbiamo realizzato un video che racchiude tutti i valori delle nostre aziende. Noi ci siamo per ripartire tutti insieme”. Anche il Gruppo Autotorino sostiene questa iniziativa. ”

Confidiamo che questi appelli raggiungano Governo e Commissario Straordinario per la ripresa!

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