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La crisi dei chip colpisce l’automotive con una perdita di 180 miliardi di Euro

Secondo le previsioni della società di consulenza AlixPartners, la mancanza di semiconduttori nel mondo dell'auto sta comportando una forte perdita sia di ricavi che di volumi di produzione

Gli effetti della pandemia da Coronavirus sono ormai drasticamente evidenti anche nel mondo dell’auto: l’aumento esponenziale della tecnologia a bordo delle vetture di ultima generazione richiede una maggiore disponibilità di semiconduttori e di materie prime… che però da diversi mesi stanno diventando sempre più difficili da reperire. La cosiddetta “crisi dei chip” è pienamente nel vivo e non accenna ad attenuarsi, ma anzi prosegue imperterrita provocando un tracollo disastroso per l’industria dell’automotive a livello globale.

Il pronostico portato alla luce dalla società di consulenza AlixPartners è desolante: quest’anno le perdite previste per i costruttori di automobili si assesteranno sull’esorbitante cifra di 180 miliardi di Euro, ben più alta di quella indicata lo scorso maggio che arrivava “solamente” a 93,7 miliardi. La mancanza di componenti elettronici da installare sulle quattro ruote ha anche rivisto al ribasso i volumi di produzione, per i quali si prospettano 7,7 milioni di veicoli in meno con un totale di 77 milioni di mezzi contro gli 83 previsti all’inizio del 2021.

La situazione è preoccupante perchè oltre ai semiconduttori mancano anche le materie prime come l’acciaio e le resine, nonchè la manodopera specializzata per la produzione di autovetture. Ciò ha comportato diversi stop nelle catene di montaggio di alcuni dei più importanti marchi automobilistici al mondo, che stanno affrontando la situazione con tagli di oltre il 40% rispetto ai ricavi normali.

Nel settore automobilistico, non ci sono più ammortizzatori in grado di assorbire gli shock quando si tratta di attività produttive o approvvigionamento dei materiali – ha spiegato Dan Hearsh, managing partner di AlixPartnersIn sostanza, qualsiasi carenza o interruzione della produzione in qualsiasi parte del mondo colpisce le aziende di tutto il mondo e gli impatti sono ora amplificati da tutte le altre carenze. Tutti speravano che la crisi dei chip si sarebbe attenuata, invece le criticità in Malesia e altri problemi a livello globale hanno peggiorato la situazione“. Quando tutto tornerà alla normalità? Gli ottimisti, come Elon Musk di Tesla, sperano in un 2022 più roseo, ma purtroppo non c’è certezza…

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