Maserati elettrica arriva nel 2019 secondo Marchionne

​Sergio Marchionne, Amministratore Delegato di FCA che controlla anche Maserati riconferma che dal 2019 Maserati non solo avrà vetture ibride ma anche la prima Maserati elettrica per non aggravare i ritardi con Tesla e le altre tedesche che hanno già annunciato investimenti miliardari sull'elettrico come Audi, Mercedes, BMW e Porsche mentre Tesla gareggia in un altro campionato con 5 anni di anticipo.

Sergio Marchionne in passato disse che le auto elettriche fanno perdere soldi e con la Fiat 500 elettrica​ ne perse effettivamente parecchi per prenderne però parecchi dagli USA di Obama che aiutarono l’industria automobilistica statunitense che avesse seguito determinati piani (fra cui almeno un modello elettrico ed ecco quindi la già citata Fiat 500e o la ancor più discussa Opel Ampera che non era propriamente una ZEV). Col passare del tempo continuò Marchionne a dire che l’elettrico non gli interessava perchè non profittevole e che comunque se Elon Musk e la Tesla Model 3 avessero avuto successo in un anno ne faceva pure la FCA (gli ordini sono arrivati sopra le 500.000 unità e le prime 30 sono state consegnate proprio oggi …) per poi virare sull’ibrido dicendo che Maserati e Ferrari avrebbero iniziato nel 2019 a proporre delle soluzioni alto gamma.

Premesso che Sergio Marchionne è uno dei più grandi manager automobilistici degli ultimi 30 anni come dimostra anche l’ultima trimestrale di FCA con oltre un miliardo di utili, sull’elettrico FCA purtroppo non è stata così innovativa come per esempio con il Diesel dove ha inventato il sistema Multijet poi venduto a Bosch… Fa sicuramente piacere sentire dallo stesso capo Maserati che il Tridente avrà dal 2019 una prima vettura elettrica per poi elettrificare l’intera gamma che si compone di Levante, Ghibli, Quattroporte e le due varianti Coupè e Cabrio che saranno presto sostituite.  Fatta la prima elettrica, la gamma Maserati potrebbe quindi diventare ZEV in tempi molto veloci confidando che fin da oggi sia formato un primo Team di progettazione.

Fare auto elettriche da un lato è più semplice ed economico visto che anzichè un motore complesso mettete sotto il cofano un “motore di una lavatrice” (disse un celebre ingegnere) con molti meno componenti ed usura. Le auto elettriche piaceranno molto a Marchionne perchè le vendi più care perchè sono cool e ti costano quasi un 40% in meno di un turbodiesel Euro6 con l’unico problema che la manutenzione ed i consumabili (oli e lubrificanti vari spariscono come le cinghie e tutto quello che si usura) spariscono come dimostra già oggi la Tesla la cui missione sulla manutenzione ed assistenza è una politica di “zero profit” guadagnando sul nuovo.

Per costruire Gigafactory in Nevada USA, Tesla ha investito una botta di miliardi con altrettanti aiuti nazionali e federali con tempi di realizzazaione per la fabbrica da 500.00 batterie anno  impensabili in Italia e forse in mezza Europa che rendono perplessi sulla competitività di Maserati e degli europei contro Tesla ed i cinesi che stanno a loro volta costruendo fabbrichie ex novo dedicate unicamente alle vetture elettriche.

Fatte le auto elettriche bisogna anche caricarle e Tesla ha predisposto un piano interno di colonnine supercharger sparse in tutto il mondo che in 20 minuti ti ricaricano il 50% del “pacco batterie” e fai 300 km veri. I suoi rivali stanno ancora litigando per unificare le prese elettriche delegando alle compagnie eletriche a fare le colonnine che però non ci sembra si stiano sviluppando molto e sono tutte scollegate fra di loro. Caricare una Renault Zoe40 (l’abbiamo in prova e va benissimo) è un conto con un pò di pazienza, ma una Maserati che dovrà sfidare una Tesla Model S o X  100 che scatta da 0 a 100 in meno tempo di una Ferrari richiede infrastrutture adeguate ed in casa più di 10 km all’ora di ricarica non li fai a meno di avere una villa con un impianto fotovoltaico da NASA.

​Bene quindi l’OK di Sergio Marchionne FCA all’elettrico e ​nel corso del suo recente incontro con la stampa ha anche dichiarato  che Maserati ed Alfa Romeo potrebbero anche unirsi ma sono ipotesi da decidere solo dopo il 2018 in occasione dell’investor day in cui si presenterà il programma del gruppo FCA fino al 2022, confermando che nel 2018 sarà anche il suo ultimo anno da AD di FCA, magari conservandosi la Presidenza della Ferrari di cui è un grande estimatore ed appassionato. ​Il suo successore sarà un interno e sono anni che stanno formando una squadra interna molto forte in FCA anche se un altro Marchionne è dura da replicare e quindi sarà più saggio trovare almeno un team di ottimi manager piuttosto che un solista ma il 2018 è ancora distante e molte cose potrebbero succedere, comprese alleanze, fusioni o offerte a cui non si può dire di noi, magari se arrivano dagli USA… ​

Ultima frecciatina, Marchionne se la permette coi suoi cari amici tedeschi a proposito del Dieselgate e del nuovo scandalo del Cartello Auto tedesco svelato da Der Spiegel (il fantomatico K5 composto da Audi, BMW, Mercedes, Porsche e Volkswagen): dopo il Dieselgate il Diesel risulta indebolito e sul cartello auspica l’intervento della Commissione Europea mentre sul versante Dieselgate USA dove anche FCA ha controlli in  corso da parte delle Autorità competenti ha fiducia in una veloce chiusura del caso che soddisfi entrambi le parti ricordando che FCA ha già annunciato un aggiornamento software delle centraline su base volontaria per assicurare emissioni dei propri Diesel dentro le regole americane.

Sergio Marchionne ha poi voluto chiudere con una battuta sul cartello dei costruttori tedeschi dichiarando che “Non mi è stato chiesto di unirmi a quei tedeschi che vogliono rendere il mondo migliore”.​​

Insomma un Marchionne in gran forma!

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