Mercato auto gennaio 2026 in crescita (+6,2%), ma attenzione ai falsi segnali

Cosa valutare oggi prima di acquistare un’auto

Il mercato auto italiano apre il 2026 con un dato apparentemente incoraggiante: 141.980 nuove immatricolazioni a gennaio, pari a un +6,2% rispetto allo stesso mese del 2025. Un risultato che, letto nel dettaglio, non indica però una reale inversione di tendenza. La crescita complessiva è infatti sostenuta da dinamiche tecniche, mentre la domanda privata continua a mostrare segnali di debolezza.

A richiamare alla prudenza è Massimo Artusi, presidente di Federauto, secondo cui il dato di gennaio rischia di essere fuorviante.

«La chiusura del mese in territorio positivo non deve indurre a pensare a una ripresa strutturale. Il canale dei privati continua a offrire segnali di cedimento e il mercato è sostenuto in larga parte da autoimmatricolazioni e noleggio», afferma Artusi.

Canali di vendita: privati e flotte in difficoltà

L’analisi dei canali di vendita conferma uno scenario complesso. Le immatricolazioni ai privati calano del 3,7%, mentre il canale flotte arretra dell’1,2%. In termini assoluti, il mercato registra oltre 3.000 vetture in meno rispetto a gennaio 2025 su questi due segmenti.

A sostenere il risultato complessivo intervengono invece:
–  il noleggio a breve termine, in crescita del 182%
–  le autoimmatricolazioni di Case e concessionari, in aumento del 29%

Una dinamica che segnala un mercato in cui l’offerta precede la domanda reale e che rende particolarmente rilevante, per chi acquista, la disponibilità di vetture già immatricolate o a pronta consegna.

Alimentazioni: il mercato premia l’elettrificazione

Sul fronte delle motorizzazioni prosegue il deciso ridimensionamento delle alimentazioni tradizionali. A gennaio 2026 la benzina perde il 26% e il diesel il 16,2% rispetto all’anno precedente.

Crescono invece tutte le forme di elettrificazione:
– Elettrico: +42%
– Plug-in hybrid: +131,8%
– Ibrido mild e full: +22%

Si tratta di un cambiamento strutturale, guidato non solo dalla sensibilità ambientale, ma anche da fattori economici, fiscali e normativi.

«Lo spostamento della domanda verso le vetture ibride è un segnale positivo anche in relazione al percorso del Green Deal Automotive e alla revisione delle politiche europee», sottolinea Artusi.

Normative europee e incertezza regolamentare

Il quadro normativo resta uno degli elementi più delicati per chi deve scegliere oggi un’auto nuova. Le proposte della Commissione europea su target CO₂, carburanti rinnovabili e flotte aziendali sono ancora oggetto di confronto tra istituzioni e stakeholder.

«È necessario andare oltre una regolamentazione che introduce pesi e misure diverse, applicando pienamente il principio di neutralità tecnologica», evidenzia Artusi, richiamando l’importanza di un quadro stabile e coerente per consumatori e imprese.

In questo contesto, informarsi su incentivi disponibili, regole di circolazione locali e prospettive di valore residuo del veicolo diventa parte integrante della scelta di acquisto.

Tempistiche di acquisto e dinamiche di mercato

Un ultimo dato fotografa bene la fragilità del mercato: il 39,7% delle immatricolazioni di gennaio 2026 è stato registrato negli ultimi tre giorni del mese. Una concentrazione che indica una forte pressione commerciale e una gestione sempre più tattica delle vendite.

Per l’automobilista, questo si traduce in un mercato dove il momento dell’acquisto può incidere in modo significativo sulle condizioni economiche finali, tra sconti, dotazioni incluse e disponibilità immediata dei veicoli.

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