USATA
cerca auto nuove
NUOVA

Mercato auto giugno 2021 volano elettriche e ibride e crollano Diesel e Benzina

Il primo semestre del 2021 si conclude con numeri o in decollo verticale o caduta libera ma con un risultato finale rispetto al 2019 (il 2020 non fa testo col Covid) a -18,3% e circa 200.000 auto vendute in meno. Le Plug-in esplodono a giugno con un +1697% pari a 7.118 immatricolazioni a cui si aggiungono 7.025 elettriche pure. Purtroppo i punti di ricarica non sono altrettanto veloci nella loro installazione spiegando il superamento delle ibride senza spina ai danni del Diesel con un benzina che perde un altro 38,7%

Il primo semestre 2021 per il mercato auto non si è chiuso certamente bene con un giugno a -13,3% ed i primi sei mesi 2021 a -18,3% con le alimentazioni tradizionali in caduta libera (Diesel a -53,8% e benzina a -38,7 a giugno ma il trend è simile per il semestre…) che rappresentano il corpo centrale, traducendosi in una perdita di oltre 200.000 vetture.
Le ibride senza spina hanno già raggiunto a giugno 41.200 unità di cui quasi 6.000 a gasolio. Se le prime ibride hanno fatto più del 300%, le ibride con la spina (le plug-in) sono balzate al +1.697% rispetto allo stesso periodo del 2019 quando erano ancora quasi sconosciute. I forti incentivi delle elettriche unito alla spinta sempre più forte delle case per portarsi a casa gli incentivi che probabilmente non finiranno ben prima dell’anno con questo trend: le elettriche pure  hanno sfondato il muro delle 7.000 a giugno e nei primi sei mesi ne sono state targate più di 30.000.
Il problema delle auto con la spina è che le infrastrutture di ricarica e le colonnine stanno crescendo molto meno velocemente e se a fine 2020 vi erano abbastanza colonnine per il parco circolante (circa 70.000 pezzi) a fine 2021 se raddoppiano le vetture e restano quasi ferme le colonnine visto che i tempi burocratici portano a quasi un anno il tempo per l’accensione di una colonnina dalla presentazione della domanda al Comune a causa di una burocrazia incredibile che confidiamo il PNRR sappia eliminare altrimenti il piano nazionale di ripartenza e resilienza rischia di schiantarsi alla prima curva…
Chi sta godendo di questa situazione è sicuramente Tesla che in Italia ha incrementato notevolmente la propria infrastruttura privata di ricarica superando le 40 stazioni (43 per la precisione) dando finalmente spazio ed energia alla Sardegna (Olbia ed Alghero), alla Sicilia (Catania) e al Sud (Brindisi) che sono le ultime quattro SuperCharger Tesla inaugurate portando le colonnine superveloci a quota 400 in Italia e ben di più ne troviamo nel Nord Europa! Forse le rivali farebbero bene a seguirla anche se ormai il vantaggio di Tesla sembra davvero notevole.
Purtroppo la corsa alla vendita e la scarsa formazione della rete vendita porta a vendere vetture elettriche ed ibride a persone non idonee o che utilizzano i punti di ricarica in modo scorretto come le ibride plug in che stanno occupando per ore colonnine da 22 kW quando non possono caricarne più di 3,7 KW all’ora causa loro caricatore interno di cui forse ignorano anche l’esistenza non essendo stati informati da venditori che probabilmente sono ancora qualche incertezza fra kW e KWh…
A livello complessivo a giugno 2021 nessuno dei giganti può sorridere ma le loro quote non si sono spostate di granchè a conferma che questa conversione verso l’elettrificazione così repentina ha portato disagi a tutti e se vogliamo davvero che l’Italia non abbia il parco circolante più vecchio del G20 conviene che il Governo rilanci gli incentivi per eliminare i vecchi Euro 0, 1 ed almeno 2 a favore delle auto ibride o elettriche ma anche con termici Euro 6 che di certo fanno meno danni.
UNRAE comparando i dati giugno 2021 e 2019 ci dice infatti che la quota di Stellantis (ex FCA e PSA) protagonista indiscusso in Italia è sceso di pochi decimi dal 37,84% al 37,41%.  Il Gruppo Volkswagen, il secondo player in Italia, è invece cresciuto fino a quasi il 18% dal precedente 16% grazie a SEAT e Skoda. Al terzo posto troviamo invece Renault la cui quota è invece scesa al 10,49% dal 12,60 del 2019.
Neppure il lusso ha avuto un giugno da ricordare con Gruppo BMW a -10%, Daimler a -34% (più per colpa di Smart a -70% in attesa della nuova gamma che sarà prodotta in Cina e sarà tutta elettrica), Jaguar Land Rover a -37% e Porsche a -22%. Attenzione però che nel lusso ci sono molte novità attese e qui stiamo parlando di immatricolazioni e non di ordini che magari sono anche in ritardo a causa della forte domanda a livello internazionale e la stessa mancanza dei semiconduttori sta creando problemi a tutte le case.
Bisogna anche evidenziare il fenomeno dei km zero e delle immatricolazioni degli ultimi tre giorni che per certi marchi arrivano al 50%. Più che le vendite andrebbero infatti visti i fatturati delle case e soprattutto i margini..
Chiudiamo dando un cenno a chi ha avuto un giugno positivo per chiudere con un tocco di positività, segnalando che in alcuni casi il più è determinato dal fatto che nel 2019 erano scesi a livelli sotto la media ma comunque un segno positivo resta positivo e quindi i campioni del giugno 2021 partendo da chi immatricola più vetture sono: TOYOTA con un +7,35% (ma non Lexus a meno 6,67%) , HYUNDAI a +13,48, VOLVO con un poderoso +54,46%.  Ma i due best in class sono certamente l’italiana DR con un più 140,75% (da 319 a 768 immatricolazioni) e la già ricordata TESLA con un +180% passando da 473 a 984 che si è presa pure il lusso di piazzare la pur costosa e berlina Model 3 (carrozzeria che gli italiani non amano) al primo posto a giugno facendo presagire che quando arriverà la crossover Model Y saranno dolori per i competitor.
Confidiamo che le rosee previsioni di crescita del PIL annunciati da tutti i maggiori istituti portino finalmente in crescita il mercato auto in Italia ed in Europa dove la situazione è pure peggiore che in Italia!

Articoli più letti
RUOTE IN RETE