Mini Clubman ibrida affronta i primi test: la lussuosa compatta del marchio anglo-tedescomantiene alta l’attenzione dei media con un nuovo avvistamento. Si tratta di una “premiere” assoluta, un’inaspettata variante della famiglia Mini. Dopo la Mini elettrica è il momento della Mini ibrida. Gli adesivi sulle fiancate sono decisamente eloquenti. Possiamo inoltre notare inediti paraurti anteriore e posteriore. Il frontale si contraddistingue per un look aggressivo, mentre il posteriore risulta molto pulito ed elegante grazie all’assenza di tubi di scarico. Marmitta e relativo catalizzatore sono situati sotto i sedili di pilota e passeggero, mentre i tubi di scarico affiorano poco dopo la portiera anteriore sinistra. Questi inediti scarichi laterali costituiscono indubbiamente il tratto distintivo di questo prototipo, riportando in auge uno stilema classico tra le auto sportive anni ’60 visto per la prima volta sull’AC Cobra di Caroll Shelby.
Sul piano meccanico, questa Mini ibrida è un oggetto decisamente misterioso: per ora non ci è dato sapere nulla sulla natura del propulsore, tanto della parte endotermica quanto di quella elettrica. La presa d’aria sul cofano e la generosa griglia di raffreddamento che domina il paraurti anteriore lasciano presagire la presenza di un motore turbo. Il dubbio più grande riguarda l’iter produttivo di questa Mini. Non è chiaro infatti se si tratti di un semplice esercizio ingegneristico o di un modello destinato in tempi brevi alle linee produttive di Oxford.