Missione Mobilità 2013 a Milano: è il tempo dell’azione

Una giornata di incontro per approfondire il tema della mobilità e per cercare di capire cosa ne sarà dell'auto e del suo ruolo nella nostra società in rapida evoluzione. Provocazioni, proposte e anche qualche mezza promessa...

Il mercato dell’auto è in crisi, tutta la filiera produttiva e commerciale è in grande difficoltà, ma per poter capire quali iniziative prendere è necessario analizzare il presente e il futuro della mobilità (e quindi dell’auto) senza contrapposizioni e senza arroccarsi in posizioni più o meno difendibili… non ultimo, occorre far arrivare la voce del mondo dell’auto alle istituzioni, nella speranza che questa ricchezza (non solo economica) non venga persa.

Un obiettivo tutt’altro che semplice, ma che il presidente di AMOER (Associazione per una Mobilità Equa e Responsabile) Pierluigi Bonora può dire di aver raggiunto. Si è svolta infatti a Milano la giornata “Missione Mobilità”, di cui Infomotori è media partener,  dove i rappresentanti del mondo dell’auto, le istituzioni (locali e nazionali) e la stampa si sono confrontati “a viso aperto” e con l’obiettivo di condividere preoccupazioni, problemi e possibili soluzioni senza cercare per forza un colpevole ma in un’ottica costruttiva e in grado di offrire anche qualche piccolo spiraglio di ottimismo. Uno dei momenti fondamentali della giornata è stato senza dubbio l’incontro con Luigi Casero, Vice ministro dell’Economia e Daniele Capezzone, Presidente Commissione Finanze della Camera.

Nel precedente incontro di Roma, infatti, le istituzioni avevano brillato per la loro assenza, mentre ieri non solo hanno innanzi tutto ascoltato le valutazioni degli esperti del settore (cosa da non dare per scontata!) per poi dichiarare attraverso l’intervento del vice ministro Casero che “molte misure del precedente Governo sono figlie di un atteggiamento punitivo a partire dal superbollo che ha dato gli effetti contrari a quelli per cui era stato creato: del resto una politica fiscale di tipo ideologico porta regolarmente disastri. E’ il tempo di intervenire per un sostegno reale al settore, in modo complessivo e non a favore di una singola azienda come è successo in passato. Il primo elemento resta un’inversione di tendenza nella cultura generale verso l’auto che deve coinvolgere le amministrazioni locali e chi ci lavora. Il nostro impegno è in primis quello di evitare gli errori del passato e riuscire a dare una mano a questo settore vitale per l’intera economica italiana”.

Ugualmente incisivo l’intervento dell’Onorevole Capezzone: “I problemi sono sotto gli occhi di tutti. In pratica, dopo 30-40 anni di errori sono arrivati i nodi al pettine per due elementi fondamentali, come la casa e l’auto. La cattiva politica, unita alla grande stampa e all’industria automobilistica, ha portato a questa situazione. Penso che insieme possiamo agire su due fronti: non possiamo limitarci a pensare a una politica di piccole correzioni, ‘dello zero virgola’, ma bisogna realmente aggredire le situazioni e dobbiamo batterci contro il politically correct basato più che altro sulla demagogia contro l’utilizzo delle auto e non sulle situazioni reali. Da parte mia, mi batterò perché le spese legate alle auto siano considerate come quelle di altri settori e quindi con un trattamento fiscale ben più favorevole di quello attuale. L’automobilista è troppo vessato dallo Stato”.

Ora non resta che aspettare e vedere alle parole e alla concreta disponibilità dimostrata se faranno seguito azioni incisive e in grado di contenere gli esiti di questa profonda crisi, magari portando a un’inversione di tendenza che deve essere innanzi tutto culturale prima ancora che economica.

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