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Nuova Volkswagen Passat prova su strada, consumi e prestazioni

Abbiamo provato la nuova Volkswagen Passat, nella versione Variant. Al prezzo base di 28.200 euro per la berlina e 29.400 euro per la Variant, su strada impressiona per la formidabile elasticità e la reattività anche ai bassi regimi

Silenzio, sfila Passat. Un silenzio quasi ossequioso perché a Wolfsburg hanno prodotto un modello al quale è difficile trovare dei punti deboli. Per inciso: le foto non rendono merito alle linee tracciate dal team di design al cui capo c’è Walter De Silva. Il rassicurante conformismo di Volkswagen ha trovato nell’ottava generazione di questo modello un nuovo apice. Quasi niente è superfluo: “Non c’è overdesign”, sintetizza De Dilva. Quello che non serve è stato eliminato a beneficio di funzionalità ed ergonomia. Dentro, ma anche fuori dall’abitacolo, dove il solo sedile centrale posteriore non è all’altezza: troppo poco spazio per le gambe. A voler essere pignoli è rimasto anche l’orologio analogico nella consolle centrale del quale non si avverte le necessità. Ma il resto è pura essenza evolutiva. È l’esaltazione della linearità, un’altra forma di arte, naturalmente automobilistica.

Il cronista confessa che nemmeno in Volkswagen hanno usato simili iperbole, ma questa Passat le merita. Per come è stata concepita – ex novo e sulla “magica” piattaforma MQB – e per come è stata motorizzata, solo unità Euro 6 e tutte con Start & Stop di serie. L’anno prossimo arriverà anche Passat GTE, cioè con il sistema ibido plug-in che vale 50 chilometri di autonomia in modalità elettrica. Inoltre, alle versioni berlina e variant (station wagon) si aggiungeranno anche quella Alltrack ed R-Line.

La magia di P8 – la sigla con cui in Germania identificano Passat VIII – è nelle proporzioni. In quel frontale abbassato, in quella carreggiata allargata, in quell’altezza ridotta di 14 millimetri. In quei fari a LED (di serie sul top di gamma Highline) che si “infilano” nella calandra. In quell’abitacolo che sembra un soggiorno perché il passo è aumentato di 7,9 centimetri malgrado la lunghezza totale (4,767 metri) sia scesa di qualche millimetro. La vettura pesa anche 85 chilogrammi in meno e vanta tra i 21 (berlina) ed i 49 (variant) litri di capacità in più del bagagliaio. La berlina è anche più bella della variant, anche se in Italia sarà quest’ultima a “tirare” di più.

“Foderata” di tecnologia – di serie ci sono il Fatigue detection, il sistema di frenata anticollisione multipla ed il Front assiste con City emergency brake – la nuova Volkswagen Passat offre tra le altre cose anche il nuovo Active info display che concentra la strumentazione nello schermo tattile LCD ad alta risoluzione e che la replica fra i due quadranti dietro il volante (dall’anno prossimo sarà disponibile anche lo Head-Up). Oppure l’Adaptive cruise control in grado di regolare automaticamente la distanza dal veicolo davanti: in combinazione con la trasmissione DSG può fermare la vettura e ripartire senza che chi sta al volante faccia alcunché.

Prova su strada
Prima ancora che lo dica il brand manager di VW Italia, Andrea Alessi, che parla di “conquista della leadership sfidando i marchi premium con la superiorità del prodotto”, chi sale a bordo ha la sensazione di trovarsi su un modello di categoria superiore. Certo, le auto affidate ai giornalisti per il test drive sono tutte equipaggiate al meglio, ma lo sono sempre anche quelle degli altri marchi. Finora Passat è stata venduta in 22 milioni di esemplari, cioè 1,1 milioni l’anno: uno ogni 29 secondi. Sotto il cofano c’è un’ampia gamma di motori, incluso il TSI benzina da 1.4 litri e 125 cavalli che costituisce l’enrty level con un prezzo che parte da 28.200 euro. Al top c’è il quattro cilindri più potente della categoria, il biturbo da 2.0 litri BiTDI BlueMotion Technology DSG 4Motion da 240 cavalli, che Infomotori ha provato sulla carrozzeria variant (46.100 euro). Questa unità è disponibile in Italia solo con l’allestimento Hughline.

Su strada impressiona per la formidabile elasticità, per la prontezza del suo spunto e la reattività anche ai bassi regimi. Inutile dire che quando si schiaccia sull’acceleratore, chi sta al volante deve ricordarsi che sta guidando una Passat e non una sportiva: è un passaggio necessario, perché la dinamica è esaltante. In un attimo, lungo gli arditi tracciati della Costa Smeralda, si raggiungono velocità a tre cifre grazie ad un aggiornato cambio DSG dalla precisione paurosa. Anche affrontando in modo esagerato le curve, Passat non solo resta inchiodata all’asfalto e reagisce con compostezza alle provocazioni di chi guida: è rigida e perfetta negli appoggi rispondendo ad uno sterzo non meno soddisfacente. Appnea un po’ meno emozionante – ma sempre brillante anche ai bassi regimi (1.200 in sesta a 80 orari) – è il 2.0 TDI da 150 cavalli, un’unità più razionale. Con il cambio manuale conferisce anche quella piacevole sensazione al guidatore di “contare” qualcosa. Discorso a parte meritano, come sempre, i consumi: col biturbo sono stati di 9,6 l/100 km (110 chilometri percorsi in modo comunque “spregiudicato”) contro i 5,3 dichiarati, mentre col TDI da 150 sono stati di 4,7 a fronte dei 4,1 annunciati (oltre 50 chilometri di “giro”). In sintesi: un’Audi camuffata da Volkswagen. Visto che Skoda è ormai ai livelli di Volkswagen, Audi diventerà una Lamborghini?

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