Pedaggio autostrade, aumento del 3,5%

Aumenti anche sull'energia elettrica, +5%, che indirettamente colpisce la diffusione delle auto elettriche, assieme alla mancanza di incentivi nonostante i recenti aumenti di benzina e altri carburanti. Un 2012 difficile per gli automobilisti

Nuovi aumenti autostrade ed energia elettrica
Un 2012 difficile per gli automobilisti che vedono aumentare considerevolmente le spese per il trasporto quotidiano. Molte delle nuove tasse introdotte dal Governo Monti con le riforme del decreto Salva Italia ricadono direttamente o indirettamente proprio su chi utilizza o possiede una macchina, ovvero la stragrande maggioranza della popolazione.

Bollo auto
Inizialmente c’è stato il temuto Superbollo, già introdotto dal precedente governo Berlusconi (nonostante le promesse di eliminare anche quello normale), è stato ulteriormente incrementato dalla manovra Monti, inizialmente atteso con proporzioni epiche e poi ridotto in base all’anno di immatricolazione del veicolo. Una tassa dunque sulla proprietà dell’auto che colpisce tutti coloro che possiedono una vettura con più di 185 kW di potenza, che in cavalli significano più di 251 CV.

Aumento benzina e Autostrade
A questo si aggiungono i rincari sul prezzo del diesel e della benzina, con aumenti rispettivamente del 11% e dell’8%, che ha fatto registrare il prezzo record di 1.722 euro. L’ultima novità riguarda anch’essa una tassa sull’utilizzo dell’auto, o meglio sull’utilizzo delle autostrade il cui prezzo del pegaggio aumenta del 3.5%. Un valore che può apparire non troppo significativo, ma che invece incide parecchio soprattutto sui bilanci di chi utilizza quotidianamente la rete autostradale per raggiungere il luogo di lavoro o per trasportare le merci, che potrebbe scegliere sempre più spesso di evitare il pedaggio andando ad aumentare il traffico nelle strade extraurbane.

Aumento energia elettrica
E per chi possiede o intende acquistare un’auto elettrica anche per evitare gli aumenti sulle accise della benzina e del diesel, dovrà fare i conti con il nuovo costo dell’energia elettrica, che dal primo gennaio 2012 aumenta del 5%, colpendo indirettamente anche chi prevedeva un pieno di energia a basso costo.

 

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