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Peugeot 407 S.W. 2.2 HDI FAP 170 CV – Test Drive

L’abitacolo accogliente e ben rifinito ci da il benvenuto pronto a soddisfare ogni nostra piccola esigenza grazie alle numerose regolazioni del sedile e del piantone dello sterzo, regolabile in tutte le direzioni. L’impianto di climatizzazione, messo a dura prova dalle generose dimensioni dell’abitacolo e dalla superficie vetrata, risponde pronto alle nostre richieste e, anche se […]

L’abitacolo accogliente e ben rifinito ci da il benvenuto pronto a soddisfare ogni nostra piccola esigenza grazie alle numerose regolazioni del sedile e del piantone dello sterzo, regolabile in tutte le direzioni. L’impianto di climatizzazione, messo a dura prova dalle generose dimensioni dell’abitacolo e dalla superficie vetrata, risponde pronto alle nostre richieste e, anche se il clima francese non rende giustizia al calendario, garantisce sempre una temperatura ottimale. Completati i rituali “settaggi” diamo voce al nuovo Cuore Peugeot. Protagonista sotto l’affusolato cofano è il quattro cilindri da 2.2 litri 16V, targato PSA, capace di sviluppare 170 cavalli a 4000 giri ed una coppia massima di ben 370 Nm a 1500. Tale cubatura era già presente tra le fila Peugeot, ma la potenza si limitava a 128 cavalli, capaci sì di offrire un buono spunto, ma non sufficienti a regalare vere e proprie emozioni. Grazie a due turbocompressori montanti in sequenza, il nuovo propulsore incrementa la sua potenza di ben 42 CV. Il sistema (brevettato con Honeywell Turbo Technology) si compone di due turbocompressori identici, di dimensione ridotta.
A basso regime, un solo turbo assicura la reattività del motore. Poi viene integrato da un secondo turbo che entra in azione parallelamente tra 2.600 e 3.200 g/min in base alla carica richiesta e alle condizioni atmosferiche. Così viene coperta tutta la gamma di regimi del motore. La gestione dell’insieme è assicurata completamente dal calcolatore della centralina del motore. Tra l’altro, la bassa inerzia dei turbo, dovuta alla loro dimensione ridotta, riduce drasticamente il tempo di risposta al momento del loro intervento. Oltre ad offrire una maggiore disponibilità di coppia lungo tutto l’arco di erogazione, le due turbine permettono al conducente di utilizzare, nell’impiego normale, la fascia bassa del contagiri, con gli ovvi benefici sul fronte dei consumi. Per l’occasione è stato utilizzato un nuovo cambio manuale a 6 rapporti in grado di meglio gestire le più copiose potenze, accompagnando la nostra mano destra in brevi escursioni precise e veloci. La spinta offerta in fase di accelerazione è decisamente notevole. Se le motorizzazioni precedenti potevano essere criticate per un certa assenza di verve – critica limitata all’offerta a gasolio -, ora la musica si può definire cambiata visto che i 170 cavalli si sentono e tutti!

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