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Peugeot 407 SW 2.2i: Test Drive

Una volta deciso se viaggiare open-air – pardon, volevamo dire open-light – ma con il rischio di un effetto sauna (il test drive l’abbiamo fatto con il caldo), oppure in configurazione chiusa, mettiamo in moto e riscopriamo una vecchia conoscenza, il 2,2 litri benzina, 16 valvole, 160 cavalli, non straripante di energie ma molto generoso […]

Una volta deciso se viaggiare open-air – pardon, volevamo dire open-light – ma con il rischio di un effetto sauna (il test drive l’abbiamo fatto con il caldo), oppure in configurazione chiusa, mettiamo in moto e riscopriamo una vecchia conoscenza, il 2,2 litri benzina, 16 valvole, 160 cavalli, non straripante di energie ma molto generoso e silenzioso. Autostradale più che cittadina, questa motorizzazione fa filare la 407 SW a 130 orari con lancetta del contagiri a galleggiare intorno ai 2300 giri, con computer di bordo a specificare che stiamo consumando 4,5 litri ogni cento chilometri. La guidabilità e la tenuta di strada sono assolutamente in linea con quelle della berlina, se non con un accenno di sovrasterzo in più dovuto alla maggior massa del posteriore, ma solo in situazione volutamente al limite. Contribuiscono alla sensazione di guida sui binari, se non le sospensioni (un po’ turistiche), le gomme generose, larghe 215 e con spalla ribassata da 50.
Vita comoda A bordo la vita è comoda, e non poteva essere altrimenti, oltre che per le già citate sedute, anche per il navigatore, l’impianto hi-fi, l’impianto di aerazione. Comodo il bracciolo centrale che, grazie ad una levetta, avanza sollevandosi per dare il giusto sostegno al gomito destro.
L’elaborato design interno sacrifica invece all’estetica qualche punto di appoggio in più, per esempio per il cellulare, che finisce per trovare posto… nel portacenere, mentre il portaoggetti lato passeggero denuncia un difetto ormai di moltissime auto moderne: da fuori promette spazi sconfinati, una volta aperto ospita a malapena il (grosso) libretto di bordo e qualche altro piccolo oggetto. Nulla toglie comunque ad un progetto, soprattutto stilistico, che ha fatto parlare fin da subito: definita “magnetic”, la 407 ha mantenuto finora la promessa, quella di far girare la testa ai passanti che la vedono scivolare via sull’asfalto. E che con la SW possono anche gustarsi una bella vista posteriore.

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