I loghi sono importanti per le aziende, perché devono riassumere ciò che la società rappresenta. Gli stemmi delle auto sono così, ma non sempre i costruttori nel mondo dell'automotive sono riusciti a stare al passo coi tempi. Ci sono marchi che hanno stravolto i propri loghi, altri che invece hanno mantenuto lo stesso stemma per le auto prodotte davvero a lungo. Scorrete la gallery per conoscere tutti gli stemmi auto ed il significato dei loghi più famosi!
Il marchio inglese ha una lunga storia, ma tralasciando il primo logo con le iniziali sovrapposte, Aston Martin ha sempre puntato alle ali, chiaro riferimento alla velocità che raggiungevano le vetture prodotte.
Audi nasce nel 1909, ma solo nel 1932 diventa il marchio dei Quattro Anelli. Unendosi a DKW, Horoch e Wanderer va a formare i quattro cerchi che rimarranno celebri. Finché non venne inglobata nel Gruppo Volkswagen però, i conti di Audi non furono sempre positivi.
BMW è la Casa dell'Elica che, oltretutto, si trova stilizzta nel logo. All'inizio infatti, la Casa di Monaco produceva aerei per la prima guerra mondiale, con il sei cilindri in linea del 1913 a dare inizio all'epoca. Successivamente, l'azienda si fuse con quella di Gustav Otto, il Signor Ciclo Otto...
La Cadillac è una delle aziende più antiche del panorama automotive. Fondata a Detroit nel 1902, costruì modelli simobolo degli anni Cinquanta, continuando con lo stesso spirito fino ai giorni nostri.
La Cadillac è una delle aziende più antiche del panorama automotive. Fondata a Detroit nel 1902, costruì modelli simobolo degli anni Cinquanta, continuando con lo stesso spirito fino ai giorni nostri.
Fondata nel Michigan da Louis Chevrolet nel 1911, la "Chevy" recitò un ruolo fondamentale nell'industria americana e nella sua cultura. Dalle cabrio come l'Impala e la Monte Carlo, passare ad una Corvette è questione di attimi.
André Citroen era un imprenditore di successo, ma fino al 1913 la sua azienda lavorò a componenti da utilizzare a scopo bellico. Successivamente decise di convertire le proprie fabbriche alla produzione di automobili, e per il logoè stato scelto il Double-Chevron. Il motivo? le ruote per gli ingranaggi progettate da André Citroen erano "a freccia".
L'azienda rumena non è così recente come si può pensare, infatti la fondazione risale al 1966. Negli anni poi, il logo ha ricevuto diverse modifiche.
Uno dei simboli più importanti dell'automobilismo è il Cavallino Rampante. La Scuderia Ferrari lo ha sempre adottato, limitandosi a cambiare le dimensioni dello stemma col passare degli anni. La bandiera italiana però ha sempre fatto parte del logo.
La "Fabbrica Italiana Automobili Torino" è una delle più importanti al mondo, e la storia dei loghi una delle più belle. Davvero interessanti i primi, così come quelli utilizzati nel periodo della seconda guerra mondiale. Seat ha preso a lungo ispirazione dalla FIAT, tanto da scatenare lo sdegno degli estimatori del marchio italiano.
Henry Ford fu uno dei più grandi industriali del secolo scorso, il primo tra i grandi industriali capace di intravedere un guadagno dal buon rapporto con il dipendente. Durante i Roarin' Twenties poi, la Ford Motor Company prese il volo, rimanendo tutt'ora uno dei marchi di auto più grandi al mondo
Soichiro Honda cominciò a produrre motori per la Toyota all'inizio del secolo scorso, per poi spostarsi verso il mondo delle due ruote nel secondo dopoguerra. Passò alle auto solamente nel 1960 per diversificare gli investimenti, ma la Casa dell'Ala mantiene le redini del mercato a due ruote.
Lancia, fatta esclusione per il primo logo, utilizzò sempre il marchio su lancia e scudo, modificando soltanto nei dettagli la cosa nel corso degli anni. Venne fondata nel 1906 da Vincenzo Lancia. Nella prossima foto, potrete vedere come venne deciso il primo logo.
Piuttosto fedele a sé stesso, il Logo Maserati è cambiato soltanto in impercettibili dettagli. Il Tridente rimane, così come la grafia del marchio, mentre a cambiare sono piccoli particolari. Il Tridente è il simbolo del Nettuno del Giambologna, nel capoluogo emiliano.
Il marchio giapponese, con base ad Hiroshima, ha visto un'evoluzione del logo molto sostanziosa. Il secondo, ad esempio, raffigurava le tre M di Mazda Motors Manufacturer, raffigurante le montagne di Hiroshima. Oggi, la M è una sorta di gabbiano proiettato verso il futuro.
L'iconica Stella a Tre Punte indica la versatilità dei motori Daimler, impiegabili -al tempo- per terra, aria e mare. la società Benz invece, si identifica con la corona d'alloro.
Piuttosto minimale, se scusate il gioco di parole. Piccolo ed essenziale, arriva alle due ali solamente nel nuovo millennio. bisogna anche ricordare che il marchio nacque relativamente tardi, a metà degli anni Sessanta.
Nissan è il secondo produttore d'auto in Giappone. Alcuni modelli uscirono con marchio Datsun mentre altri sotto la controllata produttrice di vetture di lusso, la Infiniti. al momento, Nissan è di proprietà del Gruppo Renault.
La Opel ha una storia curiosa. Nata come fabbrica per macchine da cucire, passò alle automobili da una costola della Vauxall fino a soppiantarla del tutto. oggi le poche Vauxall che si vedono nel Regno Unito hanno in comune anche il nome con le Opel commercializzate nel resto d'Europa
La famiglia Peugeot, in Francia, ha origini antiche. Alcuni storici infatti sono riusciti a risalire fino al Seicento, quando i Peugeot avevano già un certo potere politico ed economico. L'azienda cominciò a produrre auto alla fine dell'Ottocento, cominciando con la 2CV fornita di un bicilindrico capace di viaggiare intorno ai 20Km/h.
La Casa di Stoccarda porta la propria città nel logo. Lo stemma della città bavarese è infatti un cavallo su sfondo giallo, che si va a sovrapporre a quello di Wuttenberg.
La Casa di Stoccarda porta la propria città nel logo. Lo stemma della città bavarese è infatti un cavallo su sfondo giallo, che si va a sovrapporre a quello di Wuttenberg.
Renault ha (quasi) sempre adottato la Losanga come proprio stemma distintivo. Prima però, bisogna ricordare che il marchio francese si occupava di equipaggiamento bellico, grande rivale -come oggi del resto- della Citroen.
Basta guardare attentamente le evoluzioni di questo marchio e di quello FIAT, con i rispettivi anni in cui vi furono i cambiamenti, per intuire quanto Seat abbia preso in prestito le idee del marchio italiano per i propri loghi.
In molti non lo sanno, ma Skoda ha origini piuttosto lontane. Il marchio ceco infatti venne fondato negli anni Venti, e nel 1925 acquisì la fabbrica automobilistica Laurin&Klement. Ecco il perché di un cambiamento repentino di logo, mentre più avanti si tornò alla Freccia Alata. Già, perché il logo venne proposto da un dipendente dell'azienda nel 1923, ma solo più tardi fu utilizzato.
Toyota è il leader del mercato giapponese e non solo, recentemente infatti -anche grazie allo scandalo del Dieselgate- è riuscita ad imporsi a livello globale. Il marchio non è particolarmente entusiasmante e non lo è nemmeno la sua evoluzione, ma il logo è piuttosto sorprendente.
Toyota è il leader del mercato giapponese e non solo, recentemente infatti -anche grazie allo scandalo del Dieselgate- è riuscita ad imporsi a livello globale. Il marchio non è particolarmente entusiasmante e non lo è nemmeno la sua evoluzione, ma il logo è piuttosto sorprendente.
Erano i primi del Novecento quando la Vauxhall entrò nel mondo dell'automobile. Allora come oggi, il logo è sempre stato quello di un grifone che tiene una bandiera con la V. Il simbolo poi si è evoluto negli anni, senza stravolgimenti ma nemmeno rimanendo troppo uguale al passato.
Il logo della "macchina del popolo" è piuttosto singolare. Il primo infatti, sviluppato in pieno periodo Nazista, ricorda una svastica. Il secondo non ne differisce più di tanto, e forse per questo motivo gli inglesi fecero modificare lo stemma una volta vinta la guerra. Era il 1945.
Fondata dalla SKF che produceva cuscinetti -come quelli per far scorrere ruote da skateboard- la Volvo ebbe da subito un grande successo tra i cittadini svedesi. La freccia che attraversa il marchio è dovuta ad un'asta che attraversava diagonalmente il radiatore, in modo da poterci fissare il logo senza comprometterne il funzionamento.