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Ultimissime: Roewe W2

L’impero cinese avanza

Roewe W2. A giudicare dal dinamismo manifestato dal mondo dei motori cinese, non c’è da stupirsi se in un futuro non molto lontano le novità giungeranno da levante e dai relativi saloni, quali per esempio lo Shanghai Auto Show.
I più grossi costruttori cinesi, tra i quali SAIC, FAW, Chery e Great Wall Motors, hanno siglato accordi con colossi europei e/o americani del settore, con partnership che sono destinate a far crescere vertiginosamente la qualità dei veicoli cinesi nell’arco di poco tempo. SAIC, per esempio, controlla il 51% di SsangYong e per questo marchio si è già assicurata la fornitura di motorizzazioni targate Volkswagen: quindi dal 2008 molto probabilmente anche nel nostro mercato i SUV coreani presenteranno efficienti motorizzazioni tedesche. Ma questo è solo uno dei tanti esempi di accordi esistenti o in fase di realizzazione, tanto che il mercato cinese è talmente dinamico da rendere difficile persino agli addetti al lavoro seguirne le evoluzioni.
Roewe è un altro esempio di questa vivacità economica: nasce sulla base di prodotti acquistati da una storica Casa in liquidazione (la Rover) ed in breve si è presentata nel mercato nazionale con una berlina alto di gamma di buon livello come Roewe 750E.

Una concept middle size
Roewe W2 si presenta a Shanghai come una concept molto pre-serie, perché a quanto pare SAIC ha intenzione di mandarla in produzione entro fine anno in versione rimaneggiata.
Questo prototipo è il risultato del lavoro dei designers di MG e Rover e del team di SAIC, che insieme hanno prodotto quella che sarà la futura berlina compatta del neonato marchio Roewe, il cui nome potrebbe cambiare.
L’estetica non stravolge di certo gli stilemi tipici delle tre volumi, semplicemente raccoglie già adottate reinterpretandole secondo gusti tipicamente orientali. Il frontale appare quindi particolarmente affilato, con gruppi ottici dal disegno originale, una calandra sezionata che insieme al fascione basso e alle relative prese d’aria compongono un quadro ben costruito. La vista laterale è filante, così come gli interni appaiono molto curati, con un ampio schermo LCD touch screen che supponiamo sparisca nella versione di serie.

Sotto il cofano…
Per quanto riguarda la motorizzazione non abbiamo notizie certe, di sicuro gli accordi di SAIC con Volkswagen potranno essere utilizzati anche per questa berlina, il che eleverebbe sicuramente l’appeal del prodotto. A quanto pare in fase di progettazione vi è stata una particolare attenzione per la sicurezza attiva e passiva, da sempre grossa lacuna dei veicoli cinesi, perciò si potrebbero avere delle sorprese positive negli eventuali crash test.

Per ora non ci sono notizie su eventuali importazioni in Italia di questo modello, ma vale la pena seguire da vicino la crescita del colosso cinese, perché le sue velleità non si fermano di certo al mercato nazionale.

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