[VIDEO] Un viaggio al centro dell’elettrico con Opel!

Opel ha presentato la nuova Corsa-e, variante a zero emissioni della best seller del marchio. Pochi sanno però che le prime elettriche del marchio del fulmine risalgono agli anni Settanta

L’elettrificazione è un processo che alcuni costruttori auto stanno vivendo in tutta la sua complessità perché rappresenta una svolta, un nuovo inizio. Altri marchi, nel corso degli anni, si sono invece interrogati su nuove maniere di fare l’automobile e ne hanno prodotte varianti inedite che oggi vengono rispolverate. Per citare Dario Fò, “Se non sai da dove vieni, non riuscirai mai a capire dove vuoi andare.”

Opel fa sicuramente parte di quelli che si sono interrogati da tempo sul futuro della mobilità, ricordando che la sua prima vettura completamente elettrica è stata la Opel Elektro GT del lontano 1971…

Un po’ di storia

Opel Elektro GT

La Opel Elektro GT poteva contare, tra le altre cose, su dei fanali a scomparsa dalla forma singolare

Il Marchio della Saetta è nato nel 1862 ma non ha mai dato per scontata la propria strada, tanto che inizialmente la produzione della Casa tedesca era interamente dedicata a macchine da cucire.

Con la morte del fondatore Adam Opel, la moglie Sophie ed i figli decisero però di investire nel mondo dell’automobile, che in quegli anni stava nascendo ma che non aveva ancora definitivamente soppiantato il cavallo. Era il 1899, Opel stava imboccando una strada per cui oggi festeggia 120 anni.

La prima vettura commercializzata del marchio fu la Opel Lutzmann: rispetto alle altre proposte dell’epoca, costava sensibilmente meno ed offriva lo stesso genere di contenuti, con una buona qualità costruttiva. In un certo senso fu questa prima vettura a costruire le basi del marchio con la qualità tedesca di cui ancora è ambasciatrice, unita a prezzi più popolari rispetto alla concorrenza.

Col tempo Opel arrivò ad essere uno dei più grandi costruttori generalisti. Gli anni della ricostruzione e del miracolo economico ci portarono in dote modelli come Kadett, Rekord e Kapitan, vetture iconiche che lasciano ancora oggi un sorriso sulle labbra di chi le ha guidate e che oggi le ricorda con nostalgia.

Sul fronte sportivo il portabandiera del marchio è l’iconica Opel GT, accompagnata da Manta e Monza: tre vetture straordinarie, dalle linee avveniristiche e capaci di prestazioni di assoluto rilievo. Una menzione d’onore va poi dedicata alla mostruosa Omega sviluppata in collaborazione con Lotus nei primi anni Novanta.

Se queste non le ricordate avrete di certo visto, guidato o passato del tempo a bordo di Corsa, Meriva, Zafira o Astra, vetture che dal nuovo millennio hanno in qualche modo rappresentato Opel rendendolo uno dei marchi stranieri più amati in Italia.

L’elettrico di Opel? È nato negli anni Settanta

Da destra verso sinistra: la Impuls I su base Kadett, la Impuls II e la HydroGen 3, ovvero alcuni degli esperimenti più avveniristici svolti da Opel nel corso degli anni

La prima vettura elettrica del marchio venne battezzata Opel Elektro GT: era il 1971 e, partendo dall’iconica sportiva citata in precedenza, gli ingegneri di Russelsheim misero a punto questa variante elettrica con 120 CV di potenza e 188 Km/h di velocità massima. Numeri impressionanti se pensate ad un’elettrica di quasi 50 anni.

Negli anni seguenti Opel fece altri esperimenti di questo genere. A metà degli anni Novanta venne costruita la Impuls, vettura su base Kadett a zero emissioni. Seguirono poi Impuls 2 e Impuls 3, con aggiornamenti tecnici per elaborare un prodotto più raffinato.

Nel 2012 poi, la consacrazione. Opel presentò infatti Ampera (Bolt negli stati Uniti), elettrica ad autonomia estesa con tre motori. Il sistema sfruttava un motore benzina da 1.4 litri per produrre energia elettrica quando la batteria scendeva sotto un certo livello di carica. I due motori elettrici mettevano l’auto in condizione di viaggiare in maniera pulita ed efficiente per poi, all’occorrenza, essere sostenuti dall’unità termica. L’auto nel 2012 vinse il prestigioso Car of The Year 2012 aprendo la strada ad Ampera-e, versione esclusivamente elettrica da 423 Km di autonomia e modello pionieristico che permise a tutti gli appassionati di auto elettriche di acquistare un’elettrica alla propria portata.

Nel 2019 Opel ha presentato la nuova Corsa in tre varianti: benzina, Diesel ed elettrica che, grazie alla nuova piattaforma modulare del Gruppo PSA, riescono ad interpretare al meglio le esigenze e le aspettative di chi cerca una compatta ben rifinita ed affidabile. Le linee sono più pulite e moderne, mentre gli interni sono stati rivisti con assemblaggi più ricercati e tanta tecnologia, a cominciare dagli ADAS che strizzano l’occhio alla guida assistita evoluta, in attesa di giungere alla tanto attesa guida autonoma e continuando con un infotainment perfetto per la vita di tutti i giorni.

La Corsa-e, pioniera dell’elettrico per tutti

Opel Corsa-E riesce dove le altre hanno fallito: nel prezzo, ma anche in un’estetica che non vuole stravolgere i canoni stilistici dell’automobile

Parliamo di Opel Corsa-e, presentata nella primavera 2019, in anteprima mondiale, nella sede centrale di Russelsheim, in Germania. Sul fronte estetico la vettura riprende i canoni stilistici delle altre versioni – ma non presenta ovviamente né radiatore né tantomeno tubi di scarico – mentre sotto al cofano si nasconde il meglio della tecnologia elettrica, frutto di anni di esperienza e di importanti investimenti.

Il modulo a magneti permanenti permette all’auto di accelerare da zero a 100 Km/h in circa 8 secondi, numeri ben diversi da quanto espresso da una concorrente termica. I numeri classici, che nel caso del motore elettrico vanno tradotti, parlano di 136CV e 260Nm di coppia massima. Le prestazioni dell’elettrico non sono mai state un problema grazie alla coppia “infinita” ed immediata al pari della frenata grazie alla stesso recupero dell’energia che riduce gradualmente la velocità per stoccare ciò che altrimenti andrebbe disperso, segnalando che una vettura elettrica praticamente ha una ottimizzazione termica doppia rispetto ad un benzina o Diesel proprio grazie al fatto di non disperdere la propria energia recuperandola efficacemente.

Tecnicamente, l’elettrica sfrutta il pacco batterie da 50 kW/h integrato nel pianale per abbassare il baricentro e garantire così maggior stabilità sia sul misto che sul veloce, riducendo allo stesso tempo beccheggio e imbardata.

Discorso più delicato, invece, quello dell’autonomia e della ricarica. Opel lo sa bene, motivo per cui nello sviluppo di Corsa-e si è prestata molta attenzione a questi due fattori. Secondo il nuovo e più stringente ciclo di omologazione WLTP, la Corsa elettrica è in grado di percorrere 330 Km con un pieno di energia, eliminando quindi l’ansia da autonomia se pensiamo in media un cittadino europeo di chilometri ne percorre 30 al giorno per un totale di circa 11.000 km annui e che quindi con 330 km potete fare quasi 50 per ogni giorno della settimana.

Le celle di cui è composto il modulo di batterie da 50kWh della nuova Corsa-e

Ricaricare la vettura è piuttosto semplice oltre che veloce! , infatti basta mezz’ora per raggiungere l’80% della carica con una colonnina Fast a Corrente Continua . Il rimanente 20% richiede invece più tempo per via di una scelta (adottata da tutti i costruttori di batterie, anche di smartphone) volta a preservare l’integrità delle batterie.

Con le più diffuse ricariche pubbliche da 22 kW vi servono invece 5 ore per il “pieno” ma, già con un paio d’ore di acquisti avete energia sufficiente per più di cento chilometri e ricaricando a casa con una semplice presa domestica in una notte siete belli carichi e sereni.

Con qualche piccolo accorgimento quindi, è davvero possibile vivere con un’auto elettrica, senza pensare alle limitazioni del traffico o alla spese del carburante. Il prezzo dell’elettricità -quando non viene offerta gratuitamente- permette di fare il pieno all’auto con circa 10€, con piccole differenze a seconda del vostro piano tariffario, senza scordare che in città trovate decine di colonnine offerte da centri commerciali e supermercati.

L’elettrico questa volta sembra davvero (quasi) per tutti. Grazie alle caratteristiche tecniche del motore elettrico è possibile risparmiare moltissimo con il noleggio a lungo termine invece di acquistare la Opel Corsa-e. Si tratta dell’idea di pagare per usare invece che possedere, lo stesso concetto applicato agli smartphone in abbonamento o a tanti altri ambiti moderni.

Al drastico risparmio di carburante va aggiunta la manutenzione che farete in misura decisamente minore scordandovi tutti i consumabili , in quanto il motore elettrico (non avendo fluidi ed essendo drasticamente più semplice) richiede molte meno cure. E l’accesso alle zone ZTL ed i parcheggi diventano, in molte città, del tutto gratuiti.

Opel Corsa-e apre l’elettrificazione del marchio che interesserà tutta la gamma entro il 2024 con un modello “con la presa” per ogni linea di prodotto, veicoli commerciali inclusi!

Subito prima di Corsa-e è infatti attesa la versione ibrida plug-in del SUV Grandland X, che Opel produrrà presso lo stabilimento tedesco di Eisenach a partire dal 2020. Il sistema di propulsione ibrido svilupperà una potenza equivalente fino a 300CV e sarà abbinato alla tecnologia a trazione integrale elettrica e-AWD.

Sempre nel 2020 è atteso il nuovo Vivaro, il furgone di medie dimensioni di Opel, che sarà a sua volta disponibile come veicolo elettrico a batterie, così come la prossima generazione del fortunato SUV compatto Mokka X includerà anche una variante ad alimentazione esclusivamente elettrica.
“Ci stiamo concentrando al massimo sull’elettrificazione della nostra gamma di prodotti,” ha precisato Michael Lohscheller, Presidente di Opel.

In Conclusione

Opel festeggia 120 anni di storia con nuova energia, a cominciare da Corsa elettrica. Allo stesso modo si proietta nel futuro con il Concept SUV a zero emissioni Opel GT X Experimental, di cui quasi certamente vedremo una versione stradale nei prossimi anni.

Ce lo racconta anche Andrea Leandri, Marketing Director di Opel Italia con cui il nostro Alessio ha scambiato quattro chiacchiere.

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