Volkswagen Golf GTD Variant prova su strada, prestazioni e consumi

Abbiamo provato su strada la Volkswagen Golf GTD Variant, vettura brillante e ben impostata, il cui motore risponde bene grazie anche all'efficiente trasmissione DSG e non delude né in fase di ripresa né di accelerazione

La “prima volta” a 33 anni. Volkswagen, avevano spiegato i vertici del gruppo all’assemblea annuale, non arriva tardi, bensì “al momento giusto”. Il riferimento non era alla versione GTD di Golf Variant, ma il principio vale lo stesso. Il costruttore tedesco ha aspettato il 2015 per lanciare la Gran Turismo a gasolio della sua best seller familiare: la berlina GTD aveva debuttato nel 1982. In un colpo solo, piegandosi alle logiche del marketing, Volkswagen ha lanciato non solo Variant GTD, ma anche Alltrack (ne abbiamo parlato nei giorni scorsi) e Variant R, il modello ad alte prestazioni (250 km/h limitati elettronicamente anche se in fase di collaudo l’auto ha raggiunto i 270). Il motto della familiare “una e trina” è “Higher. Faster. Further” e cioè più alta, più veloce, più lontano.

Volkswagen Golf GTD Variant è accreditata di un’autonomia di 1.000 chilometri: “Da Wolfsburg al lago di Garda”, concedono all’Italia i manager tedeschi. Con il cambio manuale a 6 marce e la trazione anteriore (a differenza delle Alltrack e della R che montano di serie quella integrale), il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,4 l/100 km. Nel test drive attorno a Malaga è stata una soglia nemmeno avvicinata. Ma è necessario confessare che il tracciato “tutto curve” attraverso la spettacolare Andalusia ispirava ben altro: significa che gli 8,6 l/100 registrati dal computer di bordo sono un po’ diversi dai 4,8 annunciati per la versione con il DSG. In cambio, la prova ha confermato una volta di più la grandiosa impostazione della piattaforma modulare MQB sulla quale il gruppo sta realizzando macchine dall’assetto praticamente impeccabile.

L’unico motore disponibile è l‘Euro 6 da 2.0 litri BlueMotion Technology da 184 cavalli (34.200 euro) con l’alternativa della trasmissione a doppia frizione DSG (1.900 euro in più). Un’unità conosciuta e affidabile che in altri marchi del gruppo viene montato sul top di gamma e che eroga 380 Nm di coppia tanto che, per essere una station wagon, questa Variant GTD è anche decisamente “spinta”: dispone pure della funzione ESC sport, che scatta con un po’ di ritardo, oltre che dello sterzo progressivo. L’accelerazione da 0 a 100 avviene in 7,9 secondi e la velocità massima arriva a 231 km/h, peraltro decisamente inutile in Italia e in quasi tutta l’Europa dove i limiti sono di 100 orari più bassi ed i controlli per fare cassa sempre più frequenti. Le emissioni di CO2 oscillano, a seconda del cambio, tra i 115 ed i 125 g/km grazie anche al sistema di ricircolo dei gas di scarico (AGR) a due circuiti.

Dal punto di vista estetico, Volkswagen non ha compiuto grandi sforzi per distinguere la Variant GTD presentando il listello cromato sulla calandra ispirato alla GTI, la griglia della mascherina a nido d’ape, il doppio terminale di scarico cromato, i gruppi ottici posteriori di colore rosso scuro e cerchi in lega da 17” di serie. Altrimenti arriva in soccorso il logo posteriore: GTD. Perché anche l’assetto ribassato di 15 millimetri – che aumenta l’efficienza aerodinamica del veicolo e contribuisce a ridurre consumi ed emissioni – non è una di quelle caratteristiche che balza immediatamente all’occhio. Anche le tinte di serie sono quelle di Golf GTD tre o cinque porte: rosso Tornado, nero e pure White.

In Italia, VW Golf Variant R non è a listino, ma – come Golf Cabrio – è ordinabile a 43.000 euro. È una wagon ad alte prestazioni da 300 cavalli (anche se a Volfsburg hanno ufficializzato che la prossima berlina R arriverà a 400) e ciò nonostante consumi “moderati”, cioè di 7 litri per 100 chilometri nel ciclo misto. La trazione integrale 4Motion è di serie, così come l’assetto ribassato di 2 centimetri, lo sterzo progressivo e l’ESC completamente disattivabile.

Prova su strada
Molto brillante e altrettanto bene impostata, Golf GTD Variant non teme le curve malgrado i suoi 4,575 metri di lunghezza. L’assetto è sempre composto, anche quando si stacca tardi e si accelera con vigore, pure su fondi stradali non esattamente perfetti e consumati dal sole come quelli dell’Andalusia. Insomma: si fa caso ai 30 centimetri in più rispetto alla berlina solo quando si decide caricare i bagagli. Il vano non solo è spazioso, ma anche comodo e funzionale. Nonostante la grande abitabilità interna, il posto centrale del divano posteriore è sconsigliato a persone di una certa statura, come peraltro in molti modelli analoghi. Tuttavia, poiché è una familiare destinata ai grandi spostamenti, vale la pena di farci caso. Il motore risponde bene e anche grazie all’efficiente trasmissione DSG, non delude né in fase di ripresa né di accelerazione. Semmai, soprattutto in fase di spinta a velocità sostenute ma nemmeno troppo, la rumorosità di fondo stona con l’impostazione da Gran Turismo del modello (i veicoli in prova montavano tuttavia i più impegnativi cerchi da 18”). La precisione dello sterzo è estrema ed assicura un totale divertimento a chi sta al volante.

PREGI
Sterzo
Assetto
Bagagliaio

DIFETTI
Rumorosità
Posto centrale
Posteriore

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