Volkswagen a tutto campo fino alle due ruote di Ducati

Il “Project Eagle” include l'acquisto della casa bolognese grazie all'opzione fino a metà aprile. Audi si accollerebbe i debiti pagando un prezzo di 850 milioni di Euro. E non dimentica Alfa Romeo...

Volkswagen fa rotta verso Ducati
Volkswagen ha chiuso un 2011 da record e si avvia a tutto gas (con emissioni e consumi ridotti) verso l’obiettivo 2018, ovvero diventare entro quella data il primo gruppo automobilistico al mondo, rispettando (forse anche anticipando) la tabella di marcia del piano decennale 2008 – 2018.
Niente di difficile, verrebbe da dire, grazie a 10 marchi (Volkswagen, Audi, Seat, Skoda, Porsche Bugatti, Bentley e Lamborghini nell’automotive, Scania e Man nei veicoli commerciali) che ricoprono diversi target di mercato. Ed approfittando delle performance negative dei concorrenti.
Figuriamoci se poi dovesse passare al mercato delle due ruote, portandosi a casa magari il massimo possibile in termini di qualità, prestazioni ed immagini: la Ducati. Il condizionale rimane ancora obbligatoria, ma l’operazione rientra nel “Project Eagle” ideato apposta da Ferdinand Piech, capo del gruppo tedesco da sempre innamorato di moto e con una fissa per quelle desmodromiche.
Data ormai certa l’opzione di Audi per l’acquisto della casa bolognese, si tratterebbe solo di tempo: l’opzione infatti scade a metà aprile, tra un mese.
Volkswagen, attraverso Audi ovvero il marchio premium class del gruppo tedesco, avrebbe proposto 850 milioni di euro, che è meno del miliardo di euro chiesto da Andrea Bonomi, presidente del fondo Investindustrial proprietario di Ducati, ma si accollerebbe l’esposizione del costruttore bolognese.
Le divergenze nascono qui: qualcuno dice che il debito di Ducati sarebbe di 800 milioni di euro, il che allora comporterebbe un valore dell’azienda di appena 50 milioni. L’altro valore dichiarata sarebbe di 200 milioni. Valore non indifferente ma pur sempre un quarto.
A proposito dell’acquisizione di Ducati da parte del Gruppo Volkswagen, il suo presidente Martin Winterkorn ha risposto così a chi gli chiedeva se esistesse ancora l’interesse per Ducati o Alfa Romeo: “A Volkswagen piace qualsiasi cosa sia rossa , purché non siano le cifre del bilancio”. Doppio riferimento ai colori delle due case ma anche al bilancio visto a Borgo Panigale.
L’operazione Ducati poi avrebbe una doppia valenza strategica: da una parte quella di entrare nel mercato delle due ruote dalla porta principale e fare concorrenza al rivale BMW. Dall’altra, permeterebbe a VW di ridurre le emissioni globali di CO2.
Ducati rappresenta al momento il 10,5% del mercato mondiale di moto sportive (+1,5 rispetto il 2010). La produzione delle Desmodromiche bolognesi è  apprezzata in tutto il mondo per la ricerca della perfezione sia estetica che tecnica. Ducati Motor Holding sta per chiudere il 2011 con circa 42.000 moto vendute e un fatturato prossimo ai 480 milioni di Euro (+20% rispetto al 2010).

L’aggressione al mercato del Gruppo Volkswagen
L’ottimo stato di forma si vede nei valori di bilancio 2011 della casa di Wolfsburg: 15,4 miliardi di euro di utile netto, 159 miliardi di ricavi (+25%) grazie all’immatricolazione di 8,2 milioni di vetture in tutto il mondo. Impossibile non far fruttare questi numeri (ed il difficile momento dei concorrenti) cercando una ulteriore espansione (e crescita): infatti il gruppo Volkswagen ha programmato una spesa di €64 miliardi in investimenti fino al 2018 ed un lancio di 40 nuove vetture nel 2012. Tra queste, la settima generazione della Volkswagen Golf, attesa per l’autunno al Salone di Parigi 2012 pronta a fare concorrenza alla BMW Serie 1 ed alla rivoluzionata Mercedes Classe A ed a riprendersi dagli ultimi passi falsi che ne hanno fatto perdere lo smalto.
L’obiettivo di mercato invece, dopo aver conquistato l’Europa, la Cina ed il Sud America, è il Nord America, mercato in netta ripresa, andando ad insidiare il padrone di casa, Chrysler, che grazie alla cura Fiat sta ottenendo i migliori risultati della sua storia. Per questo è in fase di costruzione un impianto produttivo in Messico.

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