Auto ibride

Si pensa che se ogni americano guidasse un'auto ibrida, si risparmierebbero 1,6 miliardi di barili di petrolio all'anno; più di tutte le importazioni dal medio Oriente

L’auto è definita ibrida quando ha una doppia alimentazione, sia a combustibile (diesel o benzina) che elettricità. La tecnologia ibrida, insomma, si basa sull’installazione di un motore elettrico affiancato al tradizionale motore termico, in modo da coadiuvarlo nei momenti di maggior richiesta di energia allo scopo di contenerne i consumi. Toyota e Honda sono le case automobilistiche che finora sono state maggiormente impegnate su questo fronte ma oggi l’offerta di automobili a doppia alimentazione benzina-elettrico sta crescendo, se non altro come concept e progetti.

Per comprendere meglio la prima categoria presa in analisi, approfondiamo la questione descrivendo in concreto il funzionamento di un modello specifico che già dal 1997 la Toyota ha industrializzato e reso disponibile sul mercato: il modello Prius, che è già arrivato alla seconda generazione e comincia a fare numeri consistenti sul mercato mondiale. La Prius, per esempio, è equipaggiata con un motore termico da 1500cc, da 78cv e da un motore elettrico da 68cv che lavorano parallelamente o singolarmente a seconda delle necessità e delle condizioni d’uso. Il resto dell’equipaggiamento “extra” rispetto ad una vettura tradizionale prevede batterie supplementari più capienti , un inverter che effettua una trasformazione da corrente continua in corrente alternata, oltre ad una serie di sofisticate centraline che sovraintendono al tutto. Il motore elettrico nei rallentamenti inverte la sua funzione, fungendo da generatore di energia elettrica che viene convogliata nelle batterie.

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