Autonomia auto elettriche: da 100 a 600km, ma freddo e guida influenzano le batterie

Ogni volta che carichiamo la nostra auto elettrica la prima domanda che ci fanno i passanti incuriositi è: "quanti chilometri fa con un pieno, che autonomia reale ha?" I veicoli elettrici oggi in vendita variano da 100 a oltre 600 km secondo WLTP ma il piede del pilota e la temperatura esterna fanno la differenza.

Quanta strada fai, quanti chilometri riesci a fare con una carica, che autonomia hai ? quasi quasi mettiamo un foglietto sulla Tesla Model S 75D ma forse è meglio una copia dell’articolo che stiamo scrivendo!

Le variabili che condizionano la risposta sono molte a partire dalla temperatura e le batterie amano il caldo quindi la stagione migliore è primavera /estate (anche se fa troppo caldo parte il clima ed i sistemi di raffreddamento che consumano kWh..) con un range 16° – 26° perfetto per la vettura elettrica e pensiamo anche per l’automobilista.

Passando da una media di 70 orari a 120 si dimezza l’autonomia di una Tesla e di qualsiasi auto elettrica

Non a caso lo stesso configuratore Tesla sui consumi ve lo spiega bene e brutalmente (vedi gallery) : a 70 chilometri orari con 40 gradi esterni l’autonomia di una Tesla Model S 75D è di 671 km che salgono a 853 con la 100D. Se saliamo a 120 orari di velocità e -10 gradi di temperatura esterna dimezzano a 338 per la 75D e 435 per la 100D.

Alla fine le variazioni sono simili ai motori benzina e Diesel anche se sull’elettrico l’autonomia migliora notevolmente con l’esperienza, spinti anche dalla ansietà da autonomia che colpisce poco gli endotermici anche se poi si rischia di rimanere più a piedi col Diesel che con l’elettrico perchè non vi è solo una piccola spia gialla che ti allerta ma tutto un sistema di alert che ti viene in soccorso facendoti rallentare ed indicandoti una colonnina nelle tue vicinanze.

12 mesi elettrici con consumi alterni per colpa del clima e della pompa di calore

Tesla Model S 75D e Jaguar I-Pace a confronto

Avendo avuto la fortuna e follia di voler guidare per oltre dodici mesi una vettura elettrica possiamo conferma che il nemico numero uno dell’autonomia e degli stessi consumi si chiama pompa di calore che porta i consumi invernali anche sopra un terzo se utilizzate logicamente anche il riscaldamento che peraltro influenza poco sui consumi al pari del climatizzatore dal quale ci saremmo invece attesi un maggior “salasso energetico”

Certamente la velocità influisce in maniera impressionante e le persone pazienti che accettano una media dei 110 autostradali sono premiati vistosamente rispetto ai piedi pesanti che arrivano ai 130 e magari qualche decimale oltre che sicuramente arrivano prima alla meta ma spesso anche alla stazione di ricarica . Lo stesso divario fra 120 e 130 impressiona!

Se utilizzate una Tesla che dispone di una rete di Supercharger efficiente e sparsa per l’Italia si può anche pigiare con maggior vigore, mentre chi attende ancora il consorzio europeo Ionity e quindi deve fare affidamento alle varie Enel X, Hera, Duferco, Alperia e centri commerciali vari ridurre la velocità significa paradossalmente oggi arrivare prima saltando o riducendo i tempi di ricarica nelle colonnine di ricarica .

Temperatura e velocità quindi sono i due fattori che più colpiscono i consumi e la relativa autonomia, così come per gli endotermici.

Autostrada bene, strade provinciali splendide con la città poco amica dei consumi ed autonomia

E circa il luogo preferito dalle elettriche, il loro Paradiso? Sicuramente l’autostrada se accettate la media dei 110 o ancor meglio le strade provinciali dove nessuno osa andare oltre i 90 orari per terrore dei sempre più numerosi e cattivi autovelox. La montagna certamente incrementa i consumi all’andata ma poi in discesa riconsegna molto di quello richiesto in salita, mentre l’inferno elettrico paradossalmente è la città d’inverno dove è vero che tuteliamo i polmoni dei pedoni, dei bambini, dei ciclisti e dell’ambiente ma specialmente partendo da freddo in città con continui stop and go portano le medie e quindi l’autonomia a disagio specie d’inverno dove le batterie prima di arrivare nella temperatura corretta chiedono tanto in termini di kWh.

Proprio in questi primi giorni di freddo, rimpiangiamo il tiepido ottobre dove anche nel traffico urbano i consumi erano molto contenuti ed oggi invece, almeno per i primi 20 minuti,i valori schizzano in alto. Esistono comunque dei rimedi quali quello di mettere in carica con la wall box domestica la vettura elettrica un’oretta prima di partire attivando lo stesso riscaldamento in modo tale che quando si parte l’auto limita l’effetto freddo mattutino.. Va comunque ricordato che in coda la vettura non consuma nulla e recupera energia quando si frena.

A differenza delle Diesel, Benzina, GPL, Metano ed ibride, le elettriche hanno invece il vantaggio che riscaldano l’ambiente in pochissimo tempo evitando di battere i denti finchè il motore classico non va in temperatura!

Autonomia cresce. da 200 a 400 km con la prospettiva di superare i 500

L’autonomia col passare degli anni sta notevolmente crescendo e se fino a tre anni il muro dei 200 km era un sogno (Tesla escluse) oggi è ormai il minimo che tutte le auto elettriche raggiungono, tanto che l’attuale barriera sono i 400 km (non WLTP ma reali poichè un conto è viaggiare in un onirico percorso senza code, con temperatura perfetta, senza vento, pioggia e problemi ed un altro viaggiare sulle nostre strade, magari facendo il pendolare a Milano o Roma dove i parametri WLTP fanno anche un pò irritare…) che viaggiando sui 110 sono raggiungibili da diverse vetture con migliorie impressionanti anche grazie all’aumento delle stesse potenze.

Dai 20 kWh (200 km di autonomia) si è passati alle 40 ed il prossimo step è quota 60 kWh con cui la barriera dei 500 km non è più un sogno a patto che le vetture riducano il peso delle auto elettriche. Oltre i 500 km l’ansia da autonomia dovrebbe crollare (noi con 400 non l’abbiamo mai percepita…) specialmente se la rete di ricarica crescerà nei prossimi anni, benchè già fra il 2017 ed il 2018 possiamo garantirvi che le colonnine “buone” (quelle da almeno 11 kWh non certo quelle da 3,5) sono più che raddoppiate.

Autonomia ibride plug in: in crescita ma restano un passaggio intermedio e non la soluzione finale

Altro team interessante sono le auto ibride plug in che accanto al motore endotermico ne abbinano uno elettrico di potenza adeguata anche se mai pari ovviamente ad una elettrica pura. Anche qui l’autonomia sta finalmente crescendo poichè le prime plug-in erano davvero ridicole coi loro 20 km reali per le quali occorreva attaccarle alla presa domestica tutta la notte. Oggi le ibride plug in raggiungono i 40 km reali con l’obiettivo di arrivare al raddoppio benchè questo comporti più peso e la necessità di avere caricatori adeguati per le loro batterie.

Le ibride plug hanno più logica in Paesi come gli USA o con forti capacità elettriche offerte dal Nucleare dove uno stesso telefono cellulare si ricarica più rapidamente che da noi e la stessa cucina è completamente elettrica in quanto bollire l’acqua per la pasta negli States è impressionante! Per tal ragione in Stati come la California viaggiare con un motore benzina più un elettrico che ti permette di girare per il loro downtown in modalità elettrica fa molto cool ed ecofriendly.

In Italia prendersi spesso un 3 litri benzina o Diesel con altro motore elettrico pare poco appropriato a men o che non scatti la furbizia (finchè poi non viene scoperta …) di giocare la carta ibrida per non pagare il superbollo, ma qui apriamo un altro coperchio che ora vogliamo tenere invece bello chiuso!

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