Esplosione gasdotto Austria: nessun danno alle forniture metano auto

L'esplosione del gasdotto di Baumgarten and der March, in Austria, ha causato un temporaneo stop all'importazione di gas dal Paese. Un atto precauzionale che non dovrebbe intaccare in alcun modo le forniture di metano per le auto circolanti in Italia.

Per qualche ora è stata la notizia più battuta dalla gran parte delle agenzie di stampa internazionali e nazionali. Il fatto – ascrivibile a semplice cronaca – è stato subito elevato a rango economico, ma anche politico. Parliamo dell’incidente che ha coinvolto lo scorso 12 dicembre il gasdotto austriaco nei pressi di Baumgarten and der March. Un gasdotto che definire “strategico” per il nostro paese è probabilmente un eufemismo – in quanto proprio dall’Austria transita il gas – proveniente dalla Russia – destinato al mercato nostrano. Gas che alimenta la gran parte dei riscaldamenti delle nostre abitazioni e che serve a rifornire i distributori di metano auto.

Un problema decisamente grave per ulteriori due ottimi motivi: l’inverno alle porte che già ha dato il suo antipasto stagionale – e il fatto che l’Italia abbia solo un punto d’approvvigionamento di questo tipo – proprio dal gasdotto austriaco, e qui il problema politico. L’incidente ha immediatamente causato un temporaneo stop all’importazione di gas dall’Austria, ma conseguenze più gravi e tangibili sembrano fortunatamente lontane. L’interruzione del passaggio di gas tra i confini austriaci e quelli italiani è stato infatti un atto dovuto, meramente precauzionale. Ma soprattutto c’è da aggiungere come le strutture preposte al transito di gas non abbiano subito danni. Uno stato di cose che può far tirare un sospiro di sollievo non solo a tutti i cittadini dotati di riscaldamento a gas, ma anche a tutti i proprietari di un’automobile a metano.

E’ stata poi la stessa SNAM, l’azienda che provvede al trasporto di gas in Italia, a rasserenare gli animi con un comunicato ad hoc. Da qui la conferma che il transito di gas non avrebbe subìto ulteriori disservizi, appena assodato che le strutture di passaggio fossero esenti da danni. Constatazione che con il trascorrere del tempo ha preso sempre più concretezza, calmierando anche il possibile allarme di un eventuale aumento dei prezzi del gas – che avremmo comunque facilmente reperito dalle scorte in stoccaggio.

Il problema politico, per concludere, lo tiriamo fuori noi. E’ possibile fidarsi di un solo punto d’ingresso per una risorsa fondamentale come il gas? Forse dovremmo porci delle domande, anche alla luce del nuovo gasdotto che dovrebbe sbucare in Puglia e che porterebbe in Italia il gas prodotto al confine tra Grecia e Turchia. Tante le voci contrarie, come ovvio che sia, ma forse abbiamo a che fare con una tematica troppo delicata per essere contestata tanto facilmente.

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