Quale tessera per ricarica di auto elettrica conviene scegliere

Le colonnine d ricarica per auto elettriche stanno crescendo rapidamente tanto da essere più di 5.000 ma ancor più stanno aumentando le tessere per ricaricare le auto elettriche che sono quasi quanto le auto elettriche premium vendute in Italia.

Il pieno elettrico è ricco di stupide complicazioni che costringono il proprietario di una vettura elettrica ai tenere in tasca tantissime tessere nel proprio portafogli nonchè decine di APP sul proprio cellulare per colpa di leggi che non si sono aggiornate al diverso uso della corrente elettrica.

Il pieno complicato
Con una vettura tradizionale si va da una delle circa 22.000 stazioni di servizio e si fa il pieno con l’aiuto del benzinaio o col self service pagando in contanti o con un bancomat o una carta di credito. Semplice, pratico e tutti pensano che se si guida una vettura elettrica cambia solo il tipo di impianto ed anzichè uscire del liquido dal cattivo odore immettiamo energia sempre più pulita (oltre il 40% della energia italiana è ormai rinnovabile!). Ed invece no perchè la Legge italiana vieta di vendere energia privata al dettaglio e quindi bisogna utilizzare tutta la fantasia italiana che passa dalle tessere abbinate ad un conto corrente, alle ricaricabili fino a quelli che fuggono la stessa parola euro a vantaggio delle simpatiche coccinelle che però aumentano ulteriormente la confusione (evway).

Italia, paese di campanili e tessere…
Già la grande distribuzione non scherza con le tessere o carte fedeltà, ma il mondo elettrico oltrepassa la fantasia dei grandi registi americani alla Spielberg. Nel solo Veneto, splendida Regione dove Infomotori ha la sede troviamo sette capoluoghi di provincia che hanno sette differenti modalità di gestione di ricarica e spesso purtroppo senza tessera o almeno APP non carichi… Unico vantaggio quasi ovunque si carica gratis o si paga solo il parcheggio (Padova).

Non ci credete? Ed allora sappiate che a Vicenza c’è una tessera AIM ed una società Lampionet che fortunatamente funziona gratuitamente anche con APP. A Padova invece è terra di APS (ogni Città ha la propria società multiutility luce, acqua, gas ed energia…) che chiede per ricaricare sulle colonnine gratuitamente la propria tessera e fortunatamente da poco si è associata a evway (si proprio quella delle coccinelle!). Verona è invece terra di AGSM che grazie ad un accordo con Volkswagen decuplicherà le sue colonnine fino ad arrivare a 100. Carica anche qui gratuita (solo per le elettriche pure visto che le ibride sono bandite caricando troppo lentamente) ma dovete caricarvi una bella APP. Treviso poteva unirsi ad un dei primi tre capoluoghi? Certo che no è quindi altra tessera MOM da ritirare di fronte alla stazione perchè non ve la possono mandare a casa (ovviamente pagando le spese…) con ricarica sempre gratuita… Un vero delirio ed il Veneto è fra le Regioni italiane più virtuose e digitalizzate con la maggior diffusione di vetture elettriche utilizzate da privati insieme alla Lombardia.

In Europa basta Chargemap o Newmotion ed in Italia ENEL X non basta ancora…

Nel Vecchio Continente sono nati dei consorzi e con una APP ed una tessera carichi la tua vettura senza disagi, mentre in Italia la guerra fra gestori è bella tosta pur essendoci fortunatamente anche una forte polarizzazione da parte di Enel X, nuova società che ha preso il testimone dalla precedente Enel Drive che cerca di far sistema con una strategia vincente e che solo un Paese che ha partorito Macchiavelli poteva inventare: anzichè giocare al ribasso ha alzato i prezzi promettendo dall’altro più copertura, qualità e servizi. un kwh costa 0,50 euro contro lo 0,25 euro dei Supecharger Tesla (perchè fino ad oggi tutti i clienti Tesla non pagano) mentre a casa con wallbox efficiente e ricarica notturna potete stare fra 0,15/0,20 euro.

Enel X ha quindi quasi raddoppiato le colonnine in meno di un anno, smantellando le più vecchie e meno potenti, creando alleanze o meglio cosharing come fanno anche le compagnie aeree attraverso cui tu prendi un biglietto di quattro compagnie diverse che però usano lo stesso vettore per portarti magari da Roma a Parigi. Come con le compagnie i prezzi non sono mai uguali, ma nelle ricariche elettriche ENEL X risulta sempre la più cara (immaginiamo volutamente per poi giocare sulle scontistiche con le altre compagnie e le stesse case automobilistiche che come Audi o Nissan offrono kWh in omaggio ai propri clienti e più listino al pubblico è caro e più il regalo sembra importante anche se poi magari la casa paga molto di meno) rispetto alle sue alleate Alperia (Alto Adige), Hera (Emilia Romagna), Duferco (Liguria e Piemonte) e la immancabile ewvay della già ormai nota coccinella.
Tutte le società citate hanno ovviamente la loro APP e la loro tessera!

Quali sono le migliori tessere per ricaricare ?
Difficile dirlo e dipende anche da dove abitate perchè non tutte hanno una copertura capillare e spesso sono molto forti in una determinata aerea geografica. quindi in questo articolo non vi faremo per semplicità una classifica delle top ten ma ci fermeremo a dei suggerimenti nati dalla nostra diretta esperienza visto che tantissimi parlano per sentito dire mentre Infomotori ha voluto sperimentarte di persona tutto quello che dice, prendendosi una vettura elettrica e girando per tutta Italia e mezza Europa facendo più di 70.000 km…

Dunque eccovi per area geografica la tessera vincente:
Milano e Brescia : A2A alla grande
Torino evway attraverso cui potete caricare in oltre 10 colonnine sparse per il centro
Roma Enel X che deve aggiungere Fast ma resta l’ancora di salvezza per gli elettriche in Zona Eur trovano il loro punto di salvezza!
Alto Adige Alperia
Liguria Duferco

E giusto per indicare le aree più popolate.

Ma si può guidare elettrico senza una tessera ricaricabile ?
La domanda sorge spontanea dopo tutto quello che vi abbiamo detto e se proprio non volete girare con un portafoglio gonfio l’unica marca che vi permette il lusso di ignorare le varie Enel X, Alperia, A2A, Duferco, evway, Hera e compagnia bella si chiama Tesla perchè accanto alla vettura ha creato un ecosistema di ricarica capillare che nel mondo ha superato i 10.000 stalli (colonnine) da ben 120 kWh che ti permettono in 20/25 minuti di ricaricare circa il 75% della vettura e per di più gratuitamente.

In Italia gli stalli sono circa 300 a cui se ne aggiungo un altro migliaio di più tranquilli ubicati in hotel, ristoranti, centri sportivi e commerciali dove normalmente si sosta per più ore e quindi non necessita di un colonnine super fast. Su qualsiasi Tesla basta schiacciare un pulsante con la saetta per far comparire tutte le colonnine Supercharger e Destination Charger, verificando anche su una SC (che normalmente ha 8 stalli ma ad Aosta si arriva a 20 ed ad Affi a 18) quante sono le colonnine libere e quelle occupate!

Nel nostro caso abbiamo ovviamente preso tutte le tessere disponibili tanto da avere un portatessere e le foto dimostrano che non sono assolutamente poche, ma in ogni viaggio saremmo ritornati tranquillamente a casa in sicurezza e senza pagare, salvo nei destination charging dove spetta al proprietario della struttura decidere se offrirla gratuitamente o far pagare il parcheggio a tariffe comunque sempre molto competitive se pensiamo che quando ripartire avete fatto un pieno da 4/500 km …

Il vantaggio Tesla sulle rivali che ha permesso alle varie Model S, Model X ed all’ultima Model 3 di essere leader del proprio segmento (negli USA in tutte le motorizzazioni ed in Europa leader nelle berline di lusso di tutte le alimentazioni, Diesel incluse) è proprio la rete capillare di rifornimento permessa dall’avere nel gruppo anche Solarcity che è la più importante società statunitense di impianti fotovoltaici ed accumulatori di energia. Elon Musk ha poi SpaceX che non solo spedisce le merci per la NASA e vuole andare su Marte ma anche la tecnologia ed i migliori macchinari per lavorare l’alluminio ed i materiali più tecnologici permettendo per esempio alla Model S di aver una scocca di appena 1200 kg a cui poi aggiunge 800 kg di batterie…

Nelle prossime settimane approfondiremo altri temi sulla mobilità elettrica, sempre partendo da esperienze dirette e non dai si dice che su tale argomento sono ricche di fake news come la favola che il Diesel inquina meno del’elettrico… magari i moderni motori a gasolio sono più ecologici dei benzina!

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