Agevolazioni fiscali 2018 per i titolari di partita IVA

Le agevolazioni fiscali per i titolari di partita IVA sono un tema delicato, da affrontare con cognizione di causa. Ecco qualche informazione utile per capire chi ne ha diritto e in che misura.

Quando si parla di agevolazioni fiscali si tende sempre a fare confusione. Ecco perché abbiamo redatto uno specchietto in grado di riassumere in maniera chiara e comprensibile le agevolazioni fiscali alle quali hanno diritto nell’acquisto di un automobile i titolari di partita IVA e le aziende fino al 31 dicembre 2018.

Vediamo innanzitutto chi ha diritto a beneficiare del superammortamento

a) Titolari di reddito d’impresa: S.p.A., S.r.l., S.n.c., S.a.s.
Sono esclusi dal provvedimento:
b) Professionisti: lavoratori autonomi, associazioni professionali.
c) I privati
d) I soggetti che si avvalgono del regime forfettario di cui alla L. 190/2014
e) Soggetti che esercitano attività agricola
f) Gli enti non commerciali non titolari di reddito d’impresa

I beni agevolabili devono soddisfare requisiti particolari

Strumentalità: i beni devono essere di uso durevole ed impiegati all’interno di un processo produttivo, anche se dati in comodato.

Novità: gli investimenti devono riguardare beni “nuovi” e, quindi, devono essere acquistati direttamente presso il produttore o il rivenditore. Anche i beni esposti in show room ed utilizzati solo ed esclusivamente per puri scopi dimostrativi dai rivenditori possono essere paragonati “al nuovo”.

Modalità di acquisizione: i beni possono essere acquistati a titolo di proprietà, oppure con contratto di leasing.

Di conseguenza, purché vengano rispettati i requisiti appena illustrati, i veicoli commerciali possono beneficiare dell’agevolazione.

Natura dell’agevolazione: in cosa consiste il beneficio?

Il beneficio è stato chiamato “SUPER-AMMORTAMENTO” perché permette di aumentare la quota di ammortamento deducibile in ogni esercizio, aumentando “figurativamente” del 30% la base di costo sul quale applicare la percentuale (aliquota) di ammortamento del bene stesso. In questo modo il bene viene ammortizzato/spesato molto più velocemente.

Irrilevanza: impatto neutro dei maggiori ammortamenti e canoni di locazione
La maggiorazione del 30% è solo ed esclusivamente finalizzata alla determinazione di maggiori quote di ammortamento ai fini IRPEF ed IRES e/o a spesare ulteriori canoni di locazione (quota capitale).

Regole: quadro di riferimento generale

Da un punto di vista normativo:

1.  Per tutti i veicoli commerciali (indipendentemente dall’utilizzo) vale l’incremento del costo d’acquisto o del canone di locazione: si maggiora del 30% il costo di acquisizione dei beni agevolabili ai fini della deducibilità dell’ammortamento o dei canoni di leasing
2. Ove sia previsto un limite fiscale di riferimento, anch’esso viene innalzato del 30%
3.  Le percentuali di deducibilità dell’ammortamento restano invariate
4.  Sono  confermate tutte le regole di detrazione IVA

Veicoli a deducibilità parziale
Per le autovetture come noto esiste un doppio limite di deducibilità (Art. 164, co. 1, lett. b) TUIR):
a) Limite del valore massimo fiscalmente riconosciuto
b) Limite di deducibilità percentuale

Leasing: alternativa all’acquisto in proprietà

L’agevolazione riguarda, per espressa disposizione, anche i canoni di leasing, e nello specifico:

Il maggior valore imputato ai canoni (+30%) sarà deducibile lungo la “durata” fiscale minima del contratto di leasing (che è pari almeno alla metà del periodo d’ammortamento del bene).

La maggiorazione del 30% riguarda esclusivamente la quota capitale dei canoni la cui sommatoria, unitamente al prezzo di riscatto, coincide con il costo di acquisizione del bene. Rispetto all’acquisto in proprietà, il beneficio fiscale del leasing è quindi tanto maggiore quanto più bassa è la quota di riscatto e quanto minore è la durata del contratto.

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