Benelli Caffenero 250: per la città e non solo

Caffenero 250 è lo scooter a ruote alte di casa Benelli che unisce prestazioni, confort, grande agilità e capacità di carico inusuale per un "ruote alte". Il tutto a soli 2.990 euro

Benelli Caffenero 250 è uno scooter a ruote alte che, a differenza della maggior parte dei mezzi simili, offre un discreto vano sottosella che lo rende particolarmente versatile nell’utilizzo cittadino. 
Mosso da un motore quadricilindrico da 250 cc a 4 valvole e raffreddato a liquido da 21,4 cv a 7.000 giri e 24 Nm a 6.000 giri/minuto il Caffenero 250 vanta un’ottima accelerazione, anche in virtù dei 170 kg in ordine di marcia e delle ruote da 16″. Per fermarsi invece si può fare affidamento su una coppia di dischi da 247mm all’anteriore e uno (sempre da 247mm) al posteriore e su tutti e tre agiscono pinze flottanti a doppio pistoncino. 
Il telaio è un traliccio di tubi d’acciaio ad alta resistenza e la ciclistica è completata da una forcella idraulica con steli da 35 mm e un’escursione di 90 mm mentre al posteriore il motore oscillante è gestito da un doppio ammortizzatore con escursione da 70 mm. L’interasse è racchiuso in soli 1.450 mm per una lunghezza totale di 2.090 mentre la sella è posizionata a 830 mm da terra. Il Benelli Caffenero è disponibile presso i concessionari nei colori bianco e nero a 2.990 euro comprensivo di parabrezza mentre il modello della nostra prova montava anche il bauletto dedicato.
 
Benelli Caffenero 250: prova su strada
Il Benelli Caffenero 250 si presenta come un “classico” scooter a ruote alte, con un piccolo tunnel nella pedana per via del telaio a traliccio e che comprende il tappo della benzina. Schiacciando con la chiave il blocchetto di accensione si apre lo sportello del retro scudo dove si trovano le leve per l’apertura della sella e del tappo serbatoio, un sistema un po’ macchinoso che ogni tanto sconta anche il fatto che servono due mani libere per aprire e chiudere lo sportello del vano retro scudo, che non brilla per qualità e precisione. Bisogna solo farci l’abitudine, e in cambio il Caffenero offre un vano sottosella in grado di ospitare un casco jet (attenzione però, non tutti i jet entrano, soprattutto se hanno vistose e ingombranti prese d’aria) più altre cose come catena, tuta anti pioggia o altro. Sempre nel retro scudo è inoltre presente un gancio a cui appendere la borsa dell’ufficio o il sacchetto della spesa… diciamo che soprattutto con il bauletto la capacità di carico del Caffenero è molto più vicina a quella di tanti “ruote basse”. 
Tanto spazio si paga però con una sella posizionata piuttosto in alto, 830mm, che è comoda quando si viaggi perché offre una bella visuale sul traffico ma può essere limitante se non si supera l’1,70 di altezza. All’accensione il Caffenero mostra subito il suo lato “urbano”, con il motore particolarmente silenzioso e privo di vibrazioni che, però, lavora in ottima sincronia con la trasmissione e offre partenze ai semafori al pari di mezzi dalla cilindrata più generosa. La posizione in sella è seduta, gambe e braccia sono piegate ma nel complesso si è comodi anche dopo lunghi tragitti, coadiuvati dal parabrezza che offre un’ottima protezione senza interferire con la visuale.
Sul pavé cittadino e le buche la coppia di ammortizzatori posteriori reagisce assorbendo molto bene le asperità e risparmiando la schiena di guidatore e passeggero, mentre la forcella ha una risposta fin troppo “elastica” dell’idraulica che nel caso di sconnessioni ripetute fatica a copiare… quindi sul pavè è bene non correre (cosa da sconsigliare in ogni caso!). Vero punto di forza del Benelli è l’agilità, infatti si riesce a sgusciare tra i mezzi in fila come se si fosse in bicicletta e, una volta conquistata la prima fila, basta un colpo di gas per lasciarsi il traffico alle spalle… così come ci si lascia volentieri dietro la città, perché il monocilindrico del Caffenero spinge bene e con continuità fino a velocità autostradale, permettendo di viaggiare a 130 km/h senza fatica. Le ruote alte aiutano la stabilità anche nei curvoni veloci, anche se in caso di avallamenti o vento laterale si possono innescare dei leggeri ondeggiamenti, ma basta ridurre un attimo la velocità per recuperare la stabilità completa del mezzo. Tutto questo con consumi tutto sommato interessanti, visto che con un pieno (11,5 litri) si sfiorano i 200 km di autonomia (e senza badare al risparmio, anzi).
Come accennato scudo e parabrezza proteggono molto bene anche in caso di pioggia, mentre qualche turbolenza in più è presente all’altezza dei piedi. Ottima anche l’accoglienza dedicata al passeggero, che oltre ad avere un’abbondante porzione di sella può reggersi comodamente agli appigli offerti dal portapacchi di serie.
Dopo aver provato lungamente e in ogni condizione possibile il Caffenero dobbiamo dire che lo scooter di Benelli è un’ottima soluzione per quanti sono alla ricerca di un mezzo concreto, economico nell’acquisto e nell’uso quotidiano oltre che in grado di svolgere il ruolo di una “seconda macchina”, per altro con prestazioni che possono rendere divertente sia il tragitto casa-ufficio sia la gita fuori porta.
 
Abbigliamento utilizzato per la prova:
Giacca: Spidi Ace Tex
Guanti: Spidi Summer Leather Glove

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