BMW R 1150 R Rockster: Test Ride

La BMW R 1150 R Rockster è dotata di motore bicilindrico boxer di 1130cc. Tra gli optional anche l'ABS

Motore sempre pronto Il bicilindrico boxer di 1130cc con la classica conformazione a cilindri orizzontali a quattro valvole per cilindro, si comporta proprio come ce lo si aspetta: l’erogazione è corposa fin dai regimi medio-bassi, mentre sopra i 5000 giri, la coppia viene servita tutta e subito, producendosi in allunghi che danno l’impressione di poter andare ben oltre l’entrata in funzione del limitatore, a circa 7000 giri. Ai bassissimi regimi di rotazione a cui il traffico cittadino a volte ci costringe, invece, spesso è necessario lavorare un po’ di frizione per mantenere il motore brillante. Questo gruppo termico fornisce prestazioni più che soddisfacenti per il genere di moto che deve spingere, ovvero un mezzo amante degli spazi aperti più che della città; l’accensione è precisa e non perde un colpo, la rumorosità sembra molto contenuta, anche rispetto agli altri BMW che si incrociano per le strade, ma le vibrazioni emesse rimangono tipicamente abbondanti, e si ripercuotono su ogni parte del mezzo, infastidendo, alla lunga, soprattutto mani e gambe; ma d’altra parte, che BMW sarebbe senza il suo caratteristico “frullare”?
A livello di consumo, il motore non si comporta male quando il regime è costante, ma questa situazione si ribalta quando gli si chiede di farci divertire. Il cambio è molto preciso e fluido, anche se un po’ rumoroso negli innesti, e può succedere che perda qualche entrata quando, nella guida sportiva, lo si mette alla frusta.
Ciclistica equilibrata Il telaio a traliccio a struttura composita, fornisce prestazioni di grande stabilità e precisione di guida, grazie anche ad una distribuzione dei pesi estremamente equilibrata, con baricentro basso e centrale; il monoammortizzatore Paralever posteriore, assorbe bene le asperità del terreno, mentre sul davanti, la forcella da 35mm, dotata del caratteristico sistema Telelever, nella taratura standard si rivela a volte anche troppo sensibile, tanto che produce lievi sfarfallamenti dello sterzo anche solo in fase di cambiata o di rilasci particolarmente “allegri”, anche a velocità poco sostenute, caratteristica, questa, a cui è necessario abituarsi in fretta, se non si vuole balzare sulla sella ad ogni buca sulla strada!
L’impianto frenante è molto efficiente sia sull’anteriore che sul posteriore; ma se dietro il disco singolo torna utile solo per stabilizzare il mezzo in situazioni di frenata particolari – per esempio, in presenza di un passeggero – all’anteriore il doppio disco da 276mm, grazie al servofreno, trasmette veramente una grande sensazione di sicurezza: infatti la risposta dei dischi è immediata, potente e diretta, tanto che se si regola la leva sulla posizione più lontana, sembra quasi di poter frenare sfiorandola appena! Come per le migliori ammiraglie BMW, viene proposto l’ABS come optional.

Guida da grandi La posizione di guida è fondamentalmente di stampo turistico: il busto è quasi dritto, il carico del corpo sull’avantreno non è eccessivo, l’ampia sella fornisce una seduta comoda sia al pilota, che al passeggero, le pedane sono alte e comode per viaggiare. In generale, però, sembra che la moto sia stata progettata principalmente per utenti di grandi dimensioni: la sella è molto alta (un pilota di statura media tocca terra in punta dei piedi), è necessario stendere le braccia di molto in avanti per agguantare il largo manubrio, e perfino la strumentazione sulle manopole non è facilmente raggiungibile se non da mani particolarmente grandi! Non è di facile raggiungimento nemmeno la stampella laterale, il cui raggiungimento, quando lo si vuole far rientrare, richiede una totale distensione della gamba e del piede sinistri, e qualche secondo di pazienza. E’ comunque disponibile, come optional, anche il cavalletto centrale.
Qualche miglioria sulla strumentazione… Sul cruscotto, i quadri di tachimetro e contagiri sono di chiara e facile lettura, e le spie sono tutte ad immediata disposizione dello sguardo di chi guida; meno diretto, invece, è l’utilizzo degli strumenti a manubrio: i pulsanti degli indicatori di direzione, sono posizionati ciascuno sotto ad ogni blocchetto elettrico, ma questo crea qualche difficoltà nell’accensione della freccia destra e nell’azionamento del vicino pulsante di spegnimento, in quanto entrambi sono collocati un po’ troppo lontani dalla manetta, e spesso è necessario dover “pelare” il gas od allentare un po’ la presa sulla manopola per raggiungerli.
Anche il tasto verticale dell’accensione elettronica e la relativa levetta di spegnimento del motore, subito sopra, e quello, sulla sinistra, di azionamento simultaneo delle quattro frecce, risentono dello stesso problema, mentre il tasto di regolazione abbagliante/anabbagliante dei fari, è posto in posizione più comoda, ma la funzione di lampeggiamento vuole una certa forza del pollice sinistro per funzionare.
In generale, insomma, anche la strumentazione rispecchia il carattere duro di questo mezzo, richiedendo sempre molta decisione per essere utilizzata al meglio; anche la manopola del gas non è esclusa da questo tipo di considerazioni, infatti tenerla spalancata a lungo in autostrada non è un gioco da ragazzi, e dopo un po’ si rischia l’indolenzimento della mano destra per la forza che ci si deve mettere.
Gli specchietti retrovisori di primo acchito possono sembrare un po’ troppo piccoli, ma in realtà le dimensioni ridotte forniscono l’innegabile vantaggio di ridurne le vibrazioni al minimo anche a velocità autostradali, permettendo di avere sempre una buona visibilità; e poi, comunque, così sono indubbiamente più belli!

Design teutonico Dare un giudizio sul design di un modello BMW è sempre molto difficile, perché se da una parte lo styling delle moto della Casa bavarese può forse risultare quanto meno insolito al motociclista medio, abituato alle linee all’avanguardia e modernissime soprattutto delle diffusissime stradali di fabbricazione italiana e giapponese, dall’altra è innegabile che la BMW si sia ritagliata, nel corso del tempo, uno spazio tutto suo nel variegato mondo del design industriale.
Questo per dire che anche la nuova Rockster si contraddistingue per un look originale ed anticonformista a tutti i costi, a tal punto che nell’ambiente dei BMWisti si sta pian piano guadagnando la Palma d’Oro della moto più trendy mai prodotta dal marchio tedesco; in effetti, è impossibile non notare il frontale con i due fari tondi di diametro diversificato, che sembra strizzare l’occhio ogni volta che lo si guarda, ed il design, nel suo complesso, è sufficientemente sofisticato per non far passare inosservata la 1150 R quando si scorrazza per le vie del centro o la si parcheggia davanti al bar, di fianco alle moto degli amici.
In particolare, la linea del gruppo serbatoio-sella-codone si presenta particolarmente aggressiva, come vuole lo stile naked attuale, nella parte anteriore – sono molto belle le due prese d’aria laterali, di fianco al serbatoio – ma lascia un po’ a desiderare il disegno del gruppo ottico posteriore e delle plastiche sotto il sellone, che richiamano ad un gusto rétro di sapore anni ’80, un po’ stridente con il resto della moto.
Graficamente, poi, è azzeccatissima la scelta di verniciare di nero telaio e sospensioni, ma le plastiche sono state un po’ abbandonate a se stesse, riproponendovi la solita e superata grafica “zebrata”, un po’ semplicistica, e che non aiuta molto ad apprezzare quanto c’è di buono nella linea di questa naked.
Molto bello e grintoso il nuovo parafango anteriore in carbonio, non più di forma “a becco”, ma a filo pneumatico, che conferisce all’avantreno un gusto molto tecnico. Per gli amanti del genere, invece, è un vero spettacolo la totale esposizione del dilagante propulsore e di tutte le strutture portanti. La colorazione del mezzo che abbiamo avuto in prova – nero opaco con parti grigie – risulta insieme molto raffinata ed accattivante, ma allo stesso tempo cattiva ed aggressiva quanto basta.
Quanto costa BMW R 1150 R Rockster? Dal punto di vista economico BMW R 1150 R Rockster rispecchia le caratteristiche tipiche del marchio bavarese. L’esclusività tipica che si accompagna da anni con il nome, si rispecchia anche in un prezzo non particolarmente competitivo rispetto alle concorrenti del settore. 12.350 euro non sono certo pochi, ma si sa, BMW si fa pagare ma è difficile pentirsene.

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